cinema

Il Museo del cinema a pennello diventa itinerante

di Enrico Bronzo

La vita agra (Carlo Lizzani,1964) bozzetto originale di Arnaldo Putzu

2' di lettura

Grazie ai tanti visitatori che vistitano regolarmente il Museo del cinema a pennello di Montecosaro, in provincia di Macerata, l’ideatore e curatore della mostra Paolo Marinozzi ha voluto renderla il più possibile itinerante.

In poco più di un anno ha allestito quattro esperienze: a Lucca (Lucca comics & games), Taormina (Nastri d'argento e Festival del cinema), Potenza (Cineteca e Film Commission Lucana) e Bari (Festival internazionale del cinema).

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A Potenza l’esposizione di alcune opere del Museo è inserita nell'ambito della mostra “Cinema che arte! Dai maestri del manifesto a Mimmo Rotella», curata e ideata da Sergio Buoncristiano e Fiorella Fiore, allestita nel Museo archeologico provinciale di Potenza fino al 26 maggio.

Il prossimo ambizioso progetto è lo sbarco a Milano.

La vita agra (Carlo Lizzani,1964) bozzetto originale di Arnaldo Putzu

Le mostre hanno avuto caratteristiche diverse in base al tema cinematografico scelto per soggetto, secondo preferenze e gusti soggettivi con l’unica eccezione per i film girati nella rispettiva regione.

Il Maestro di Vigevano (Elio Petri, 1963) bozzetto originale di Enrico De Seta.

In altre parole le preferenze per la scelta delle “locandine” da esporre sono andate ai classici internazionali (Ben-Hur, Il padrino, Ombre rosse...) e ai capolavori del museo (Sedotta e abbandonata, Poveri ma belli, Ladri di biciclette...).

Per la Lombardia Marinozzi ha a disposizione numerose opere originali: Miracolo a Milano, La vita agra, Il maestro di Vigevano, Il magnifico cornuto, Sbatti il mostro in prima pagina, La classe operaia va in paradiso, Novecento...

«Trattandosi dell’unica realtà museale al mondo nel campo del cinema illustrato - spiega l’ideatore - si potrebbero creare delle possibilità qualitative nella valorizzazione dell'arte italiana attraverso mostre itineranti in ancora più città». Proponendo opere che racchiudono in un quadro - la “locandina” - i simboli della civiltà del Novecento: la pittura, il cinema, la sceneggiatura, il costume, la scenografia, la moda, la musica. «Solo un bozzetto dipinto - ripende Marinozzi - può raccontare in modo così completo e universale le storie di tanti sogni disegnati per le strade».

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