la giornata dei mercati

Il Nasdaq piega le Borse, Milano a -1,6%. Pioggia di vendite sui bond sovrani

di Eleonora Micheli

default onloading pic
Ap


6' di lettura

Chiusura in rosso per le Borse europee (segui qui i principali indici), nel penultimo giorno del primo semestre 2017. L’andamento negativo del Nasdaq ha incoraggiato gli ordini in vendita. Così nel pomeriggio tutti gli indici europei sono peggiorati, nonostante negli Stati Uniti sia stata rivista al rialzo la stima sull’andamento del pil del primo trimestre, salito dell’1,4% e non dell’1,2% come indicato in precedenza. E nonostante anche la Commissione europea abbia rilevato che la fiducia del Vecchio Continente si è portata ai massimi dall'agosto 2007. Milano ha terminato le contrattazioni in ribasso dell'1,63%. L'indice delle Mid cap ha lasciato sul parterre l'1,99%. Ad ogni modo le Borse europee si apprestano a chiudere il primo semestre del 2017 con un bilancio positivo, probabilmente il migliore dal 1998.

Banche si oppongono al calo generalizzato

A Milano, come nelle altre Borse europee, hanno cercato di opporsi alla pioggia di vendite le azioni delle banche, festeggiando la promozione da parte della Federal Reserve della maggior parte degli istituti americani, che così si apprestano a distribuire la montagna dividendi più succosa da dieci anni. In Europa, secondo indiscrezioni, l’Ecofin potrebbe varare un modello universale di Bad Bank che poi i governi nazionali potranno scegliere di mettere in pratica per smaltire i quasi mille miliardi di sofferenze.

L’ipotesi ha spinto all’insù le quotazioni diBanco Bpm(-3,45%) e Ubi Banca (+2,38%). Quest’ultima a due giorni dalla chiusura con successo dell’aumento di capitale da 400 milioni di euro. Banca Pop Emilia Romagna ha arginato le perdite a mezzo punto percentuale.Intesa Sanpaolo, dopo la buona performance delle ultime sedute a seguito dell'intervento nel salvataggio negli istituti veneti, ha perso l’1,3%, mentre Unicredit ha perso l’1,7%. Anche Mediobanca ha ridotto i danni allo 0,2%.

Giù Fca insieme ai titoli della galassia Agnelli

Sono invece andate male le azioni del settore auto, pagando ancora dazio ai timori del rallentamento delle vendite negli States, dopo le indicazioni dei vertici di General Motors. Fiat Chrysler Automobiles ha lasciato sul parterre il 3%,Ferrarii il 2,59%. Della galassia Agnelli hanno fatto male anche le Cnh Industrial (-3,6%) e le Exorr (-3,29%).

Generali e Unipolsai in controtendenza

Hanno chiuso con il segno più le Tenaris (+0,8%) e le Generali (+0,6%). Hanno inoltre difeso le posizioni leUnipolsai (inv), mentre le Unipoll hanno perso l’1%, con il mercato che si interroga sul futuro della joint venture assicurativa tra il gruppo guidato da Carlo Cimbri e il Banco Bpm e che potrebbe essere sciolta prima della scadenza naturale prevista a fine anno.

Moda sotto scacco delle vendite
Sono state vendute le azioni del comparto del lusso, con Moncler in retromarcia del 3%, Salvatore Ferragamo del 3,18% e Luxottica Group del 2,3%. Giù anche Yoox Net-A-Porter Group (-3%). L’andamento rialzista del petrolio ha consentito a Saipem (-1%) di andare meglio del mercato, ma non ha dato sostegno aEnii (-1,9%). Anche Mediaset ha arginato le perdite allo 0,57%, all'indomani dell'assemblea dei soci che ha varato il buyback sulle azioni. Telecom ha lasciato sul parterre solo 0,2%, sostenuta dalle indicazioni dell'ad, Flavio Cattaneo, che parlando in Parlamento ha dichiarato che l'azienda «sta crescendo a numeri vertiginosi di clienti finali. Vedrete anche i risultati di questo trimestre», ha incalzato il manager.

Tra le piccole vola Stefanel, crolla Prelios
Fuori dal paniere principale , Stefanell ha festeggiato con una volata del 23% il via libera all'accordo di ristrutturazione del debito. L’azienda ha comunicato di aver siglato l'accordo anche Mps e Unicredit, mentre Veneto Banca e Popolare di Vicenza che hanno ottenuto un termine ulteriore sino al 21 luglio 2017. L'accordo dovrà essere omologato dal Tribunale di Treviso e prevede un finanziamento post omologa in linea capitale di 25 milioni che sarà garantito dal pegno sul 100% di Interfashion spa e sul marchio Stefanel: da parte di Trinity e Oxy Partners per 11,25 milioni e da un pool di banche per 12,5 milioni e da Giuseppe Stefanel per 1,25 milioni. L'intesa siglata prevede che le banche consolidino il debito per 67 milioni il cui rimborso integrale avverrà nella forma tecnica 'bullet' e dovrà essere effettuato entro e non oltre il 31 dicembre 2022. Il credito ipotecario di Banca Mediocredito Friuli Venezia Giulia di 3,8 mln di euro sarà riscadenziato. Per quanto riguarda la patrimonializzazione della società, è previsto un aumento di capitale da 10 milioni di euro che sarà sottoscritto da HoldCo, che arriverà a detenere il 75% del capitale di Stefanel. Hanno invece perso il 7,9% le Prelios.

Dollaro in calo, l'euro sui massimi da oltre un anno. In rialzo lo spread

Sul fronte dei cambi, l’euro ha continuato a correre portandosi sopra la soglia di 1,14 sul biglietto verde, massimo da oltre un anno (segui qui l'andamento dell'euro contro le principali divise e qui quello del dollaro) , nonostante la revisione al rialzo del pil Usa. Ieri il cambio aveva addirittura ritracciato sotto l’1,13 dopo i rumors sulla Bce. A questo punto, secondo gli analisti di Mps Capital services, non è da escludere un’ultima gamba rialzista che potrebbe essere confinata ad 1,15, o poco sopra. «Confermiamo, comunque, la nostra idea di un ritracciamento del cambio nel corso dell’estate» scrivono gli esperti. Una delle migliori valute è la sterlina dopo che Carney, il governatore della BoE, ha affermato che i tassi di riferimento potrebbero presto aumentare (segui qui euro/sterlina sceso dal livello più alto da novembre tornando a scambiare poco sotto lo 0,88). Sul fronte delle obbligazioni, è risalito lo spread tra BTp-Bund portandosi in area 170 punti.,

Continua a recuperare il prezzo del greggio

Le quotazioni petrolifere sono in rialzo per la sesta seduta consecutiva con il Brent tornato in prossimità dei 48 dollari al barile e il qti scabiato sopra i 45 dollari al barile(segui qui l'andamento di Brent e Wti). I prezzi hanno infatti risentito positivamente del calo inatteso delle scorte di benzina Usa e, soprattutto, della forte discesa della produzione a stelle e strisce. Quest’ultima ha infatti registrato il calo più marcato da un anno (100mila barili al giorno), scendendo al minimo da oltre due mesi.

Usa, rivisto al rialzo Pil I trimestre. Sussidi peggiori delle attese

L'economia americana è cresciuta nel primo trimestre a passo più sostenuto rispetto a quanto inizialmente anticipato. E' quanto emerge dalla lettura finale del dato diffuso dal dipartimento al Commercio americano, secondo cui il Pil è cresciuto dell'1,4%, contro l'1,2% della stima intermedia e lo 0,7% della stima preliminare. Il dato è migliore delle previsioni degli analisti, che attendevano un dato invariato rispetto alla lettura intermedia. Il Pil era salito del 2,1% nel quarto trimestre 2016. Sul fronte del mercato del lavoro, nei sette giorni conclusi il 24 giugno il numero di lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è aumentato, rimanendo comunque in linea con i recenti progressi del mercato del lavoro. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono aumentate di 2.000 unità a 244.000, contro le 242.000 della settimana precedente (rivisto al rialzo dalle 241.000 della prima stima). L'indice è peggiore delle previsioni, visto che gli analisti attendevano un dato a 241.000 unità. Il valore si attesta in media sotto quota 300.000 da 121 settimane, la serie migliore dal 1970. La media delle quattro settimane, più attendibile in quanto non soggetta alle fluttuazioni del mercato, è scesa da 244.750 a 242.750 unità. Il numero complessivo dei lavoratori che ricevono sussidi di disoccupazione per più di una settimana - relativo alla settimana terminata il 17 giugno, l'ultima per la quale è disponibile il dato - è cresciuto di 6.000 unità a 1,948 milioni, segnando il quarto aumento consecutivo.

La fiducia nell'economia in Europa sale ai massimi da agosto 2007

A giugno l'indice europeo che misura la fiducia nell'economia dei soggetti economici Esi (Economic Sentiment Indicator) è aumentato in misura marcata nella zona euro di 1,9 punti portandosi a quota 111,1 e nella Ue di 1,6 punti portandosi a quota 111,3 punti, raggiungendo così i livelli più alti da agosto 2007. E' la conferma che l'Unione europea è arrivata nella percezione degli attori economici dei diversi settori e dei consumatori ai livelli precedenti la grande crisi finanziaria. Tra le grandi economie della zona euro l'indice Esi è aumentato fortemente in Germani (+2,4 punti), Francia (+2,2), Olanda (+1,6), più leggermente in Spagna (+0,5) mentre è rimasto invariato in Italia.

BTp: pioggia di vendite su governativi, Italia tra più colpiti con spread a 170
Si accentua la fase di selloff sui bond governativi che ha visto schizzare i rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona negli ultimi giorni. La pioggia di vendite non ha risparmiato nessuno, Germania in testa, ma ha bersagliato l'Italia più di altri con lo spread che è salito in chiusura di giornata a 170 punti base. Il differenziale di rendimento tra il decennale italiano benchmark (Isin IT0005240830) e il pari scadenza tedesco è aumentato di 4 punti base rispetto a ieri (166 pb), mentre il rendimento dei decennali italiani è schizzato al 2,16% in chiusura dal 2,03% di ieri, dopo essere stato attorno all'1,90% appena tre giorni fa.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti