Multi-level marketing

Il network della truffa viaggia sulle pagine private di Facebook

di Ivan Cimmarusti


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2' di lettura

Per ironia della sorta l’acqua zuccherata è spacciata come elisir miracoloso per dimagrire o per non far perdere i capelli. Il messaggio pubblicitario, però, è occulto, perché non parte dalle aziende produttrici, ma dagli stessi compratori che, con la formula del “cashback” (coinvolgimento di un numero sempre maggiore di consumatori a cui viene prospettato un notevole ritorno economico), si trasformano in venditori. È la nuova frontiera dei vecchi imbonitori o ciarlatani, che ai tempi del west trafficavano con fantomatiche pozioni, cedendole come fossero divine.

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Sistema basato sul Multi-level marketing
Oggi il sistema deve fare i conti con il Codice al Consumo e con il web, su cui tutto risulta più facilmente rintracciabile. Partendo da questo presupposto, la Guardia di finanza dell’Antitrust ha scovato un ramificato sistema basato sui modelli del Multi-level marketing, un meccanismo di vendita piramidale, sfruttato però in modo illecito. E così un’azienda può mettere in vendita, a qualsiasi prezzo, anche l’acqua del rubinetto. Niente di illecito. Perché non ci saranno messaggi pubblicitari che spacciano semplicissima h2o come elisir di lunga vita. Saranno gli stessi acquirenti, invogliati da guadagni in percentuale, a diffondere in rete forme di pubblicità ingannevoli. Il risultato è che nelle casse delle società ritornano ingenti guadagni. Stando alle verifiche delle Fiamme gialle, esistono imprese che arrivano a fatturare oltre 100 milioni di euro all’anno.

IL NETWORK DEI MESSAGGI INGANNEVOLI
IL NETWORK DEI MESSAGGI INGANNEVOLI
IL NETWORK DEI MESSAGGI INGANNEVOLI

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L’informativa all’Agcm
In una corposa informativa finita agli atti dell’Agcm (Autorità garante concorrenza e mercato), che sta emettendo numerose condanne, risultano post eloquenti del fine ultimo di attirare l’attenzione. Il particolare riguarda un prodotto già finito sotto indagine dell’Autorità, che non aveva - nei fatti - alcun effetto benefico sul corpo. In un post una donna afferma: «Come alcuni sapranno mia madre Maria è mancata da una settimana…Contro il tumore non ho potuto far nulla. Ma il prodotto è stato fondamentale anche con lei, per esempio quando è stata operata di craniofaringioma, glielo davo in ospedale con il benestare dei medici perché non mangiava e si strappava la flebo (era malata psichiatrica)».

«I post all’interno dei gruppi Facebook sono percepiti in molti casi come la narrazione dell’esperienza personale di consumatori che hanno consumato i prodotti»

Gruppi segreti su Facebook
Stando a quanto è scritto nei documenti «i post all’interno dei gruppi Facebook sono percepiti in molti casi come la narrazione dell’esperienza personale di consumatori che hanno assunto i prodotti (…) ottenendo risultati mirabolanti. In altri casi, i posto sono ascrivibili a un amministratore del gruppo che riporta esperienze dirette di consumo oppure condivide quella di altri consumatori. In entrambi i casi, i messaggi presentano un contenuto enfatico circa l’efficacia dimagrante o curativa dei prodotti». Nel documento dell’Antitrust è illustrato un altro esempio esplicito: «nel gruppo segreto Facebook denominato “Il cambiamento di uomini e donne” con circa 5mila membri, si afferma che “la maglietta è la stessa, Salvatore è lo stesso, ma con 30 kg in meno in tre mesi, senza rinunce grazie a questo fantastico programma”». Un messaggio che dovrebbe invogliare a seguire questo fantomatico programma dimagrante, ma che in realtà serve solo a truffare una nuova vittima.

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