NELLE 52 PROPOSTE DI VIAGGIO

Il New York Times sceglie Molise, Sicilia e Urbino come mete per il 2020

Le 3 regioni sono state inserite nella classifica “52 Places to go”. La new entry inedita è il Molise, zona ricca di reperti archeologici, feste tradizionali e paesaggi incontaminati: sconosciuta anche agli italiani

di Giambattista Marchetto


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(Adobe Stock)

4' di lettura

Ci sono Parigi e Salisburgo, l'Uganda e la Mongolia, ci sono il Lake District di Wordsworth e il Borneo degli oranghi. E poi ci sono la meravigliosa, provinciale Urbino raccontata da Paolo Volponi, la Sicilia tra natura e sapori e infine un gioiello inatteso: il Molise.

Sono queste le 3 destinazioni italiane indicate dal New York Times tra le 52 mete di viaggio per il 2020. L'ormai tradizionale short list della testata americana ci ha abituati spesso a scelte non convenzionali, suggerendo ai propri lettori di scoprire città o regioni meno “battute” dal turismo di massa e dai vacanzieri pret-a-porter. E quest'anno i contributor chiamati a scegliere un angolo di Italia hanno alzato l'asticella e hanno fatto notizia nel Belpaese, infilando una cittadina marchigiana tra Tokyo e il (talvolta bistrattato) Molise tra le Asturie e le Bahamas.

Sicilia green in paesaggi unici
Certo ha scelto di vincere facile Adam Harney Graham, che ha posizionato la Sicilia al settimo posto tra le destinazioni per il 2020, ma risulta interessante la chiave di lettura scelta per richiamare l'attenzione sull'isola. L'autore del NYT parla infatti di una «nuova ondata di turismo verde», con gruppi non-profit che hanno iniziato a proporre progetti per un turismo sostenibile come EtnAmbiente, che nel 2019 ha lanciato una app per supportare locali e turisti nel fotografare e denunciare fenomeni di inquinamento. «Queste iniziative – evidenzia Graham - sono cresciute da 5 persone preoccupate nel 2018 a una rete potente impegnata a ridurre la plastica e preservare paesaggi e habitat marini unici».

Il NYT cita anche l'azienda vinicola della famiglia Tasca d'Almerita sulle pendici dell'Etna e la Food Heritage Association di Anna Tasca Lanza, una scuola di cucina no-profit che celebra gli ingredienti siciliani. E poi le escursioni panoramiche con gli Historic Trains of Taste in partnership con Slow Food Sicilia, i tour in auto elettrica tra food e arte del tour operator Uncovr Travel, l'hotel Zash nel cuore di un agrumeto il cui ristorante ha ottenuto una stella Michelin nel 2020. Infine a Palermo la sensibilità green sembra coinvolgere gli hotel: da Villa Igiea del gruppo Rocco Forte, plastic free con infradito di paglia e acqua inscatolata, al NH Hotel che si rinnova in chiave ecosostenibile.

Molise incontaminato con angoli sconosciuti anche dagli italiani
Ondine Cohane è ben conscia della peculiarità della propria scelta e proprio per questo rassicura i lettori. «Mai sentito parlare del Molise? Non siate imbarazzati – scrive la giornalista con base in Toscana -. Pure molti italiani non sono mai stati in questa regione dell'Italia centro-meridionale. Ma quelli che compiono il pellegrinaggio possono scoprire una delle aree più spettacolari del paese». Fra le attrazioni della piccola regione, la Cohane menziona gli insediamenti romani «come Saepinum, un complesso di bagni e un foro che rivaleggia con quelli della capitale italiana, ma senza la folla», la costa incontaminata (e cita Termoli, affacciata sull'Adriatico, con un castello svevo), ma anche le montagne sulle quali sciare, come a Campitello Matese.

Agli escursionisti, la “neo-ambasciatrice” del Molise propone di esplorare le vie della transumanza, lungo le quali per secoli passavano pecore e buoi che pastori e mandriani portavano dall'Abruzzo verso alla Puglia nei mesi più freddi. E richiama l'attenzione dei visitatori sulle feste tradizionali «essenziali per la cultura della regione»: dalla ‘Ndocciata, che nel periodo natalizio illumina Agnone con le torce accese, alle corse dei carri trainati da buoi in primavera. «Abbandonate l'auto e ammirate i paesaggi dal treno», suggerisce infine Cohane esaltando la cosiddetta “ Transiberiana d'Italia ”, che su carrozze originali di un secolo fa conduce i passeggeri da Sulmona a Isernia attraversando foreste e villaggi di montagna.

Raffaello a Urbino: due gioielli in una regione sottovalutata
Un'altra scelta non banale è quella di John Henderson, che invita a scoprire le bellezze di Urbino in occasione del 500° anniversario della morte di Raffaello , la cui abitazione perfettamente conservata è aperta al pubblico. «Nel XV secolo, la casa era un luogo di ritrovo per alcuni dei migliori artisti e scrittori provenienti da tutta Italia», rimarca il giornalista, che suggerisce inoltre di visitare la mostra che affianca alcune delle più grandi opere di Raffaello ai lavori di altri artisti del Rinascimento (alla Galleria Nazionale delle Marche fino al 19 gennaio).

«Oggi l'atmosfera artistica di Urbino è vivace – aggiunge Henderson, citando eventi tra jazz, danza e lettertura -. Oltre ad ospitare uno degli atenei più antichi del mondo (l'Università di Urbino fu fondata nel 1506), Urbino è anche considerata la capitale del libro in Italia per il suo Istituto per la Decorazione e Illustrazione del Libro». E il finale è degno di nota: «Città murata su una collina con numerosi balconi sulla sottovalutata campagna delle Marche, Urbino offre tutto ciò che offre la Toscana, ma a metà prezzo e con metà dei turisti».

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