L’onorificenza

Il Nobel all'economia 2021 a Card, Angrist e Imbens

I vincitori hanno fornito «nuove informazioni sul mercato del lavoro» e le conclusioni causa-effetto che si possono trarre dagli esperimenti naturali

Salario minimo e lavoro: ecco le motivazioni dei Nobel per l'Economia 2021

3' di lettura

Il premio Nobel all’Economia è stato assegnato a David Card e, congiuntamente, a Joshua D. Angrist e Guido W. Imbens. Tutti i tre economisti insigniti del premio insegnano negli Stati Uniti, rispettivamente alla University of California (Card), Mit (Angrist) e Stanford (Imbens). Lo ha annunciato la Royal Swedisch Academy l’11 ottobre, spiegando che i vincitori «ci hanno fornito nuove informazioni sul mercato del lavoro e hanno mostrato quali conclusioni su causa ed effetto si possono trarre dagli esperimenti naturali. Il loro approccio si è diffuso in altri campi e ha rivoluzionato la ricerca empirica».

Card e la «sfida» alle convenzioni su salario e immigrazione

La ricompensa del premio andrà per metà a Card, mentre l’altra metà sarà divisa tra gli altri due economisti. Nato nel 1956 a Guelph, in Canada, Card ha conseguito il dottorato nel 1983 a Princeton e attualmente insegna a Berkeley, in California. «Attraverso esperimenti sul campo, ha analizzato gli effetti del salario minimo, dell’immigrazione e dell’istruzione sul mercato del lavoro», spiega in una nota l’Accademia.

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«I suoi studi dei primi anni ’90 hanno sfidato la saggezza convenzionale, portando a nuove analisi e ulteriori intuizioni”. In particolare ha analizzato gli effetti del salario minimo, dell'immigrazione e dell'istruzione sul mercato del lavoro e ha dimostrato che l'aumento del salario minimo non comporta necessariamente una diminuzione dei posti di lavoro».

Uno dei suoi studi più influenti, negli anni ’90, paragona i lavoratori dei fast food in Stati Usa confinanti, uno dei quali aveva appena introdotto un forte aumento del salario minimo, giungendo appunto alla conclusione che l’incremento della retribuzione non aveva avuto grandi effetti sull’occupazione. Inoltre, sottolinea la giuria del Nobel, «grazie ai suoi lavori, ci siamo anche resi conto che le risorse delle scuole sono molto più importanti per il successo futuro degli studenti sul mercato del lavoro di quanti si pensasse in precedenza».

Angrist-Imbens, gli studi sulla relazione causa-effetto

Angrist, 61 anni, docente al Massachusetts Institute of Technologies e Imbens, 58 anni, professore a Stanford, sono stati invece insignite del Nobel «per i loro contributi metodologici all'analisi delle relazione di causa ed effetto». Alla metà degli anni '90, i due economisti hanno in particolare dimostrato come conclusioni precise su cause ed effetti possono essere tratti da esperimenti naturali. Lo scorso anno, il Nobel per l'Economia è andato agli americani Paul Milgrom e Robert Wilson, per i «progressi nella teoria delle aste e l’invenzione di nuovi sistemi di asta». La loro innovativa ricerca è stata utilizzata, in particolare, nell’assegnazione delle frequenze di tlc e per risolvere problemi, ad esempio nell'assegnazione dei campi di esplorazione petroliferi.

Nobel all’economia, quando è nato e chi l’ha vinto

L’economia non rientrava fra le cinque disciplinate contemplate in origine da Alfred Nobel per il suo premio, ovvero fisica, chimica, medicina, letteratura e pace. Nel 1968 la Banca centrale svedese (Sveriges riksbanks) ha deciso di istituire un premio ad hoc, riconosciuto a posteriori come onorificenza «alla memoria di Alfred Nobel» e ricompreso sotto l'ala della fondazione. Fra 1969 e 2020 la medaglia è stata assegnata 52 volte a un totale di 86 laureates, in una lista che va da Friedrich von Hayek a Joseph Stiglitz, da Franco Modigliani (unico italiano a ottenere il rinoscimento) ad Amartya Sen. Nel 2020 è andato agli economisti dell’Università di Stanford Paul R. Milgrom e Robert B. Wilson.

Nei giorni scorsi erano stati assegnati i premi Nobel 2021 per la Medicina (a David Julius and Ardem Patapoutian, per le scoperte sui recettori per la temperatura e il tatto), per la Fisica (a Giorgio Parisi e a Syukuro Manabe e Klaus Hasselmann), per la Chimica (a Benjamin List e David MacMillan, «ingegneri delle molecole»), per la Letteratura (ad Abdulrazak Gurnah) e per la Pace (ai giornalisti Maria Ressa e Dmitry Muratov).

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