il premio a Oslo

Il Nobel per la pace 2020 assegnato al World Food Programme dell’Onu

L’agenzia per gli aiuti alimentari delle Nazioni Unite premiata «per i suoi sforzi per combattere la fame e migliorare le condizioni di pace nelle aree colpite dai conflitti»

di Luca Veronese

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Aiuti umanitari del World Food Programme al campo profughi di Ain Issa in Siria

L’agenzia per gli aiuti alimentari delle Nazioni Unite premiata «per i suoi sforzi per combattere la fame e migliorare le condizioni di pace nelle aree colpite dai conflitti»


2' di lettura

Il World Food Programme ha vinto il premio Nobel per la pace 2020. Il Comitato norvegese per il Nobel ha scelto l’agenzia per gli aiuti alimentari delle Nazioni Unite «per i suoi sforzi per combattere la fame e migliorare le condizioni di pace nelle aree colpite dai conflitti». Il Wfp, organizzazione con sede a Roma, ogni anno raggiunge con gli aiuti umanitari 97 milioni di persone in 88 Paesi del mondo ma sottolinea che «una persona su nove nel mondo non ha ancora abbastanza da mangiare».

«La necessità di solidarietà internazionale e cooperazione multilaterale è più evidente che mai», ha detto durante la conferenza stampa la presidente del Comitato norvegese per il Nobel, Berit Reiss-Andersen.
Il premio vale dieci milioni di corone svedesi, ovvero circa 1,1 milioni di dollari, e sarà consegnato a Oslo il 10 dicembre.

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Il Wfp (in italiano la sigla è Pam, Programma alimentare mondiale) «è una forza trainante negli sforzi per prevenire lo sfruttamento della fame come arma di guerra e conflitto, con l’epidemia di Covid-19 che ne aumenta ulteriormente la rilevanza», ha aggiunto Berit Reiss-Andersen che con tutto il Wfp ha espresso «grande orgoglio per il riconoscimento».

«La pandemia di coronavirus - ha spiegato il Comitato del Nobel - ha contribuito a un forte aumento del numero di vittime della fame nel mondo. Fino al giorno in cui avremo un vaccino medico, il cibo è il miglior vaccino contro il caos. Il Wfp stima che ci saranno 265 milioni di persone che muoiono di fame entro un anno, quindi ovviamente questo è anche un invito alla comunità internazionale a non sottofinanziare il Programma alimentare mondiale».

Nessuno dei candidati noti e dati per favoriti alla vigilia si è aggiudicato dunque il riconoscimento scelto a Oslo. Le 318 candidature (di una lista che non viene resa nota) comprendevano 211 persone e 107 organizzazioni. Tra chi era dato in corsa per il premio c’erano la giovane attivista svedese Greta Thunberg e il movimento Fridays for Future; l’Organizzazione mondiale per la Sanità; ma anche gli attivisti di Hong Kong. Nei giorni scorsi si era anche parlato molto di un Nobel per la pace che premiasse la libertà di stampa, attraverso organizzazioni internazionali come Reporter Senza Frontiere.

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