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Il Nobel per la pace assegnato al premier etiope Abiy Ahmed

Il premio Nobel per la pace 2019 è stato assegnato al premier etiope Abiy Ahmed Ali per il suo impegno nella costruzione della pace con l’Eritrea


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Il primo ministro etiope Abiy Ahmed Ali al 49° World Economic Forum a Davos il 23 gennaio 2019 (Epa)

2' di lettura

Il premio Nobel per la pace 2019 è stato assegnato al premier etiope Abiy Ahmed Ali per « i suoi sforzi per raggiungere la pace e la cooperazione internazionale, e in particolare per la sua decisiva iniziativa per risolvere il conflitto di confine con la vicina Eritrea». Questa la motivazione del premio annunciata dal Comitato per il Nobel norvegese.
L’Etiopia «è fiera in quanto nazione» dell’assegnazione del premio Nobel per la Pace al premier Abiy Ahmed Ali. Lo fa sapere l’ufficio stesso del primo ministro, che parla anche di un riconoscimento «per tutta l’Africa».

Etiopia ed Eritrea, paesi che hanno combattuto una guerra di frontiera dal 1998 al 2000, hanno ripristinato le relazioni nel luglio 2018 dopo anni di ostilità. Il premio, del valore di nove milioni di corone svedesi (circa 900mila dollari), sarà consegnato a Oslo il 10 dicembre, nell’anniversario della morte di Alfred Nobel.

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«Il premio Nobel per la pace 2019 - ha poi precisato il Comitato in un tweet - intende anche riconoscere tutte le parti interessate che lavorano per la pace e la riconciliazione in Etiopia e nelle regioni dell’Africa orientale e nordorientale». «In Etiopia - ricorda il Comitato - anche se rimane molto
lavoro da fare, Abiy Ahmed ha avviato importanti riforme per dare a molti cittadini la speranza per una vita migliore e un futuro più luminoso. Come primo ministro, Abiy Ahmed ha cercato di promuovere la riconciliazione, la solidarietà e la giustizia sociale».

Congratulazioni anche da parte del premier italiano Giuseppe Conte.

La favorita della vigilia era la sedicenne attivista del clima Greta Thunberg, che sarebbe stata in tal caso la più giovane vincitrice del premio Nobel per la pace nella storia. In corsa c’erano 301 candidati, tra cui il leader indigeno brasiliano Raoni Metuktire e la premier della Nuova Zelanda Jacinda Ardern.

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