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Il Noma di Copenaghen chiude a fine 2024, anzi no: si trasformerà in un laboratorio di cucina 3.0

René Redzepi, chef di uno dei ristoranti più famosi del mondo, spiega sui social: «Essere un ristorante non ci definirà più»

di Emiliano Sgambato

(AFP)

2' di lettura

Chiude il Noma di Copenaghen, anzi annuncia la sua metamorfosi, dal 2025, in “laboratorio di innovazione alimentare” . Per poi chissà se risorgere ancora sotto nuove vesti, come non sarebbe certo sorprendente per il geniale chef René Redzepi.

La visione del nuovo corso del tristellato e pluripremiato ristorante – più volte in cima alla classifica dei The World’s 50 Best Restaurants e che già in passato si è trovato a fare i conti con questioni etiche, di equilibrio economico e sostenibilità ambientale – è in un post su Instagram rivolto ai “fan” di tutto il mondo (e sul sito web): «L’inverno 2024 sarà l’ultima stagione di noma come lo conosciamo. Stiamo iniziando un nuovo capitolo: Noma 3.0». Dovrà affrettarsi quindi chi stava pensando di progettare un viaggio solo per riuscire a spuntare la prenotazione di un tavolo nel prestigioso ristorante: per farlo, già prima dell’annuncio, erano necessari dai sei mesi all’anno.

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Non è la prima rinascita: il Noma (in minuscolo, da “nordisk” e “mad”, “cibo nordico”) aprì nel centro di Copenaghen nel 2003, prima di chiudere nel 2016 e rinascere poi dopo poco più di un anno in una zona più verde della capitale danese, al confine con il quartiere di Christiania, negli anni 60 famoso per una forma di autogoverno hippie. Nel mezzo anche lo sfortunato episodio di un’intossicazione alimentare, da cui però il ristorante tornò a conquistare le vette delle guide gourmet internazionali e a sperimentare grazie all’apertura di ristoranti temporanei in giro per il mondo: anche nel 2023 noma aprirà temporaneamente a Kyoto per due mesi, tra marzo e maggio; mentre nell’estate del 2020, in piena crisi pandemica, il ristorante fu trasformato in un wine and hamburger bar.

Ora la parola ristorante non basterà più: il Noma 3.0 sarà «un gigantesco laboratorio, una pionieristica cucina dedicata al lavoro di innovazione alimentare e allo sviluppo di nuovi sapori». Così, si legge nel post, «in questa nuova fase continueremo a viaggiare e cercare nuovi modi per condividere il nostro lavoro».

«C’è un posto nel mondo in cui dobbiamo andare per imparare? Allora faremo un pop-up noma. E quando avremo raccolto abbastanza nuove idee e sapori, faremo una stagione a Copenaghen. Servire gli ospiti farà ancora parte di ciò che siamo, ma essere un ristorante non ci definirà più. Gran parte del nostro tempo sarà dedicato all’esplorazione di nuovi progetti e allo sviluppo di molte più idee e prodotti.Il nostro obiettivo è creare un’organizzazione duratura dedicata al lavoro pionieristico nel settore alimentare», ma anche ridefinire le basi per un nuovo concetto di ristorante, un luogo dove si possa imparare, correre dei rischi e crescere.

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