ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùTar di Cagliari

Il non vedente ha diritto al permesso di soggiorno

Per i giudici la condizione di invalido civile, legata a una patologia maturata in Italia, giustifica il rinnovo del documento

di Davide Madeddu

Migranti, in 4mila a Napoli per rispetto diritti e rilascio permessi di soggiorno

2' di lettura

La Questura gli aveva negato il permesso di soggiorno per motivi sanitari, ma il Tar ha accolto il ricorso e il senegalese non vedente e con gravi patologie può rimanere in Italia per curarsi. La vicenda è quella relativa alla sentenza numero 00513/2022 pronunciata dal Tar di Cagliari in merito al ricorso presentato da un cittadino del Senegal, regolarmente in Italia dal 1991, cui era stato negato il rinnovo del permesso di soggiorno per cure mediche.

Permesso a tempo determinato

La vicenda, definita i giorni scorsi dal tribunale amministrativo del capoluogo sardo, inizia nel 2018 quando all'uomo, in seguito al pronunciamento del Tar, viene concesso il permesso di soggiorno per motivi sanitari, ma a tempo determinato, ossia sino al 31 settembre del 2018. Prima della scadenza, in data 9 settembre, la richiesta di rinnovo. Qui inizia la trafila dell'uomo che dalla Questura, come si legge nel dispositivo, riceve il preavviso di diniego cui seguono controdeduzioni in cui viene ribadito un aggravamento delle condizioni di salute.

Loading...

Il diniego

Nel febbraio del 2021 dalla Questura arriva la comunicazione relativa alla bocciatura dell'istanza di rinnovo «ribadendo la mancata allegazione di cure mediche in corso sul territorio nazionale non efficacemente eseguibili anche nel paese di origine». Quindi il ricorso al Tar per l'annullamento del provvedimento. Il Tribunale amminitrativo accoglie l'istanza cautelare prima di pronunciarsi definitivamente. Quindi la sentenza.

Per i giudici il ricorso è fondato. «Non vi sono, infatti, motivi per discostarsi da quanto già affermato nella precedente sentenza di questa Sezione n. 499/2018 relativamente al fatto che l'interessato ha ampiamente dimostrato la propria sottoposizione a «cure specialistiche di alto livello» relative alla patologia cardiovascolare di cui è affetto - scrivono i giudici -, e che, comunque, «la sua condizione di cieco totale (e, dunque, di invalido civile), legata a una patologia maturata durante il suo soggiorno in Italia, giustifica ampiamente il rinnovo del titolo di soggiorno, sulla base della normativa vigente e, soprattutto, delle relative pronunce adottate dalla Corte Costituzionale che ciò hanno garantito persino allo straniero “clandestino”».

La discriminazione

Quindi il riferimento ai principi di non discriminazione sancito dall'articolo 14 della Corte europea dei diritti dell'uomo che «dovevano trovare applicazione anche in riferimento alle misure assistenziali prese in considerazione nel frangente, in riferimento a benefìci rivolti a soggetti in gravi condizioni di salute, portatori di impedimenti fortemente invalidanti, la cui tutela implicava il coinvolgimento di una serie di valori di essenziale risalto e tutti di rilievo costituzionale, a cominciare da quello della solidarietà».

Quanto al caso in particolare, i giudici sottolineano che «la specificità, infatti, dei connotati invalidanti renderebbe ancora più arduo giustificare, nella dimensione costituzionale della convivenza solidale, una condizione ostativa -inevitabilmente discriminatoria- che subordini al possesso della carta di soggiorno la fruizione di benefìci intrinsecamente raccordati alla necessità di assicurare a ciascuna persona, nella più ampia e compatibile misura, condizioni minime di vita e di salute”». Ricorso accolto, atto annullato e spese compensate.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti