infrastrutture

Il Nordovest vuole trentadue opere per lo sviluppo del territorio

Liguria, Piemonte e Lombardia chiedono al nuovo Governo di dare sprint e risorse a strade e ferrovie necessarie alla competitività dell’area

di Raoul de Forcade

3' di lettura

Sono 32 i principali interventi di cui il Nordovest ha bisogno per il completamento del corridoio Reno-Alpi-Liguria. È quanto emerge dal primo webinar dedicato alle infrastrutture viarie per lo sviluppo del territorio, organizzato da Regione Liguria, Camera di Commercio di Genova e Uniontrasporti.

Di 32, sono 16 gli interventi ferroviari e legati all’accessibilità ai nodi logistici, cinque dei quali inseriti nel Recovery plan. Per la Liguria le istituzioni locali prevedono che il Recovery fund finanzi il Terzo valico, la diga foranea di Genova e il raddoppio ferroviario a Ponente.

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Gli altri 16 interventi riguardano prevalentemente tratte autostradali e vedono per la Liguria: la Gronda e l’autoparco di Ponente, il tunnel della Val Fontanabuona, il potenziamento dell’aeroporto Cristoforo Colombo e l’Aurelia bis.

«Abbiamo voluto accendere l’ennesimo faro - ha spiegato l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Liguria, Andrea Benveduti - sul gap infrastrutturale che l’intero Nordovest sconta da oramai troppi anni. Con il modello Genova abbiamo dimostrato che le cose si possono fare e si possono fare bene. Non vogliamo però che il nostro operato diventi una mosca bianca all’interno del panorama italiano, che continua a nominare commissari come se l’emergenza fosse la normalità del nostro Paese. Serve un modello Italia che alleggerisca la macchina normativa-burocratica di finanziamento delle opere ferme da oltre vent’anni. E chiediamo unitariamente investimenti reali».

Luigi Attanasio, il presidente della Camera di commercio di Genova sottolinea come sia necessario «che il Nordovest, che è stato silente durante l’ultimo Governo, torni a farsi sentire per completare le opere necessarie al corridoio Reno-Alpi-Liguria. Il sistema camerale del Nordovest prosegue la propria azione con i libri bianchi: il nostro comprende 12 opere e punta a far sentire la propria voce forte e alta in Italia e in Europa».

Secondo Antonello Fontanili, direttore di Uniontrasporti, «Le 32 opere presentate rappresentano una priorità per le imprese del Nordovest che ogni giorno cercano, con difficoltà, di muovere e distribuire le proprie merci.Tra queste opere prioritarie, cinque hanno un commissario per la loro realizzazione, cinque rientrano nel Recovery plan e ben 14 fanno parte del Piano #italiaveloce predisposto dal ministero delle infrastrutture e dei trasporti».

Il fatto, prosegue, «che in Italia si debba ricorrere ai commissari per realizzare un’opera infrastrutturale nei tempi previsti e con le risorse economiche preventivate, deve far riflettere. Il cosiddetto modello Genova dovrebbe essere da tempo considerato come un modello standard di intervento e di realizzazione delle opere, e non come un sistema innovativo a cui tendere».

Investire e creare infrastrutture a Genova, «vuol dire farlo per l’Italia e per tutta l'Europa - ha sottolineato il sindaco di Genova, Marco Bucci - Il rinvio di un anno del Terzo valico (al 2024, ndr) e i continui problemi sul nodo ferroviario di Genova sono notizie non più accettabili. Dobbiamo muovere il sistema per far sì che le opere si possano progettare e realizzare nei tempi giusti e con i costi giusti. Inoltre, ricordiamoci che siamo la porta di accesso a mare da sud di tutta l’Europa, abbiamo l’urgenza di finalizzare tutte le infrastrutture necessarie che giocano, in questo senso, un ruolo essenziale per ogni prospettiva di sviluppo strategico».

L’assessore a Infrastrutture e trasporti della Regione Lombardia, Claudia Terzi, aggiunge: «Da tempo abbiamo dato il via alla cabina logistica del Nordovest tra Liguria, Lombardia e Piemonte. La fame di infrastrutture che abbiamo oggi, la dobbiamo a una sottovalutazione governativa trentennale che non ha, nonostante tutto, sfiduciato il nostro mondo imprenditoriale. L’incontro di oggi dimostra la forte volontà delle amministrazioni regionali di fare tutto, e in tempi ragionevoli».

Anche secondo Fabio Carosso, vicepresidente della Regione Piemonte, «servono risorse vere e serve fare in fretta. Non ci possiamo più permettere ritardi. Opere come il Terzo valico sono estremamente importanti per l’intero sviluppo del Nordovest. La Regione Piemonte ha, per tradizione, una forte vocazione industriale e incontri come quello odierno ci aiutano a fare fronte comune per mettere pressione sul Governo nel far affluire in tempi brevi tutti i soldi possibili».

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