Case editrici

Il nuovo progetto di Marietti 1820

di Armando Torno


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2' di lettura

La casa editrice Marietti 1820 è una delle più antiche operanti in Italia e sta per compiere – lo conferma il suo logo - i due secoli di attività. In una prima fase pubblicò soprattutto testi di cultura cattolica; dagli anni '80 del secolo scorso, grazie a don Antonio Balletto, si aprì alla filosofia contemporanea e alle scienze sociali. Ospitò anche titoli di narrativa.
Da poco è stata acquisita dal Centro Editoriale Dehoniano, gruppo che ora aggiunge al marchio Edb, attento ai temi religiosi, anche quello, appunto, di Marietti 1820.
Sono usciti i primi volumi con veste rinnovata. Tra essi vale la pena ricordare pagine inedite di Giuseppe Pontiggia, “Le parole necessarie”, una raccolta di testi di Paolo Poli, “Il teatro della leggerezza”, ma anche due inediti su teologia e scienza di Alexandre Koyré, “Miracoli e verifiche”.

Non mancano in questo nuovo progetto le riproposte, come quella di Francesco Gabrieli, uscita nel 1960, ora di nuovo disponibile: “Lineamenti della civiltà arabo-islamica”; o il saggio di Karl Barth, pubblicato su una rivista nel 1990, ora per la prima volta in volumetto, dedicato al rapporto tra cristianesimo e socialismo: “Poveri diavoli”.
Le sorprese non mancheranno. Ci confida l'amministratore delegato del Centro Editoriale Dehoniano, Michele De Lillo: “L'acquisizione di Marietti 1820 è stata per noi strategica. Potremo affiancare al catalogo Edb, ricco di titoli religiosi e importanti per il mondo cristiano, quello di Marietti 1820. Il quale, non soltanto ha un grande passato religioso, ma ha accolto in tempi recenti, senza rinunciare ai suoi principi, testi di cultura laica”.

Inutile fare esempi, giacché tra i titoli di Marietti 1820 vi sono saggi di Gadamer, Lévinas, Arendt. De Lillo aggiunge: “La nostra ambizione è farla ridiventare un'editrice di riferimento, in grado di rispondere alle questioni che il mondo porrà”.
Roberto Alessandrini, direttore editoriale di Marietti 1820, entra nei dettagli: “Abbiamo pensato a una ventina di novità l'anno e a una decina di titoli che si possano recuperare dal catalogo”. E aggiunge: “Le aree d'interesse saranno filosofia, letteratura, scienze umane e sociali”. Qualcosa di curialesco, ci sentiamo di aggiungere, cadrà; non si deve dimenticare, del resto, che la vecchia Marietti si dedicò molto a testi adottati dai seminari e a titoli sovente confessionali. Gli scenari editoriali non soltanto sono cambiati, ma la stessa Chiesa sta scegliendo, per la formazione dei religiosi, riferimenti culturali ben diversi da quelli tradizionali. Alessandrini assicura comunque che “la parte importante del catalogo teologico sarà ristampata, non andrà perduta”.
Aggiungiamo in calce che De Lillo e Alessandrini, anche quando proporranno delle ristampe, aiuteranno la cultura, giacché il catalogo di cui abbiamo riferito è ricco di testi non effimeri che continuano a essere ricercati. Esempi? Dal “Mosè” di Buber al saggio della Arendt “La menzogna in politica”. Ma quest'ultimo, quasi inutile farlo notare, è attualissimo.

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