cinema

Il nuovo Spider-Man è sorprendente e ricco di colpi di scena

di Andrea Chimento


Una scena da «Spider-Man: Un nuovo universo»

2' di lettura

Nella settimana di Natale il cinema d'animazione è grande protagonista nelle nostre sale con «Spider-Man: Un nuovo universo», film diretto a sei mani da Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman.
Dimenticatevi gli Spider-Man interpretati da Tobey Maguire, Andrew Garfield e, più recentemente, da Tom Holland: non soltanto, a differenza dei tanti predecessori, questo è un film d'animazione, ma il protagonista è Miles Morales, un ragazzo di colore che scopriremo essere una delle… tante identità del celebre supereroe.

Meglio non svelare troppo di una trama sorprendente e ricca di colpi di scena, ispirata a una serie a fumetti, che ribalta l'immaginario classico di Spider-Man.
Non è però soltanto per la narrazione che questo progetto incuriosisce e affascina, ma anche per un ottimo apparato formale, capace di regalare uno spettacolo visivo di primissimo livello.
Particolarmente originale anche sul versante grafico, «Spider-Man: Un nuovo universo» è davvero un lungometraggio anticonvenzionale per tante ragioni, perfetto per chi è in cerca di qualcosa di diverso dal solito, nel panorama dell'animazione e non.

Una scena da «Spider-Man: Un nuovo universo»

In una pellicola (in apparenza) leggera, si nasconde inoltre un'interessante riflessione sull'adolescenza, tanto che il film può essere interpretato come un metaforico e riuscitissimo racconto di formazione verso l'età adulta.
Menzione speciale anche all'incisiva colonna sonora, capace di accompagnare al meglio le belle immagini che scorrono sul grande schermo (e che spesso ricordano direttamente l'immaginario dei fumetti).
È un film che siamo certi sarebbe molto piaciuto a Stan Lee, il celebre presidente e direttore editoriale della Marvel Comics, scomparso poco più di un mese fa a quasi novantasei anni, che viene esplicitamente omaggiato all'interno della narrazione.

Una scena da «Nelle tue mani» di Ludovic Bernard

Pellicola meno riuscita è invece «Nelle tue mani», film francese di Ludovic Bernard.
Al centro c'è il ventenne Mathieu, ragazzo che dimostra un grandissimo talento al pianoforte: la musica è il suo segreto, un argomento del quale non osa parlare ai suoi amici Kevin e Driss, con cui organizza furti in appartamento. Dopo un colpo andato storto, Mathieu viene arrestato e la sua pena viene tramutata in servizio sociale presso il Conservatorio parigino. Qui il direttore Pierre farà di tutto per trasformarlo in uno dei maggiori pianisti della nazione.
Film più interessante nelle intenzioni che nel risultato, «Nelle tue mani» è un prodotto che appare troppo costruito a tavolino e poco credibile a causa di una sceneggiatura scritta grossolanamente.
Si fa fatica a empatizzare con il protagonista e il motivo è soprattutto la debole struttura dei dialoghi e dei vari personaggi in scena.
Peccato, poiché nel soggetto di partenza c'erano le basi per dare vita a qualcosa di più incisivo e meno prevedibile.

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