ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùDopo l’annuncio di Gualtieri

Il nuovo termovalorizzatore di Roma spacca coalizioni, Pd e sindacato

Divisioni nel Pd. Contrari M5S, sinistra (dentro e fuori dal Pd) e le associazioni ambientaliste. Lega e Fi sono per il sì, contrari FdI.

di Andrea Marini

Rifiuti Roma, l'annuncio di Gualtieri: "Realizzeremo termovalorizzatore a pieno controllo pubblico"

3' di lettura

Il futuro termovalorizzatore della Capitale continua a creare scompiglio. Prosegue la polemica dopo la decisione annunciata dal sindaco Roberto Gualtieri (Pd) di dotare Roma di un nuovo impianto per risolvere la crisi dei rifiuti. La sinistra (fuori e dentro il Pd) ha già manifestato i suoi malumori, per non parlare dei 5 stelle (con l’ala ortodossa che vuole mettere in discussione l’asse con i dem) e dei Verdi, Wwf e Legambiente. Ma anche il centrodestra è diviso: Lega e Fi sono per il sì, contrari i Fratelli d’Italia. E se invece il mondo imprenditoriale è a favore del progetto, il sindacato è diviso tra la Cgil contraria e la Cisl favorevole (la Uil non si è espressa).

L’opposizione del 5 stelle

Per protestare contro il nuovo termovalorizzatore, il M5S capitolino (con in testa l’ex sindaca Virginia Raggi) ha occupato simbolicamente l’aula dell’assemblea capitolina. I pentastellati sono storicamente contro “gli inceneritori”, tanto che ad opporsi al nuovo impianto è anche Roberta Lombardi, assessora alla Transizione Ecologica nella giunta del dem Nicola Zingaretti in Regione Lazio. Anche se il M5S regionale sembra non aver gradito le intemperanze dei colleghi capitolini.

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Le divisioni nel Pd e l’attacco a sinistra

La sinistra del Pd capitolino ha espresso tutte le sue perplessità su un impianto «fuori dal programma con cui si sono vinte le elezioni», come ha detto il deputato Pd Marco Miccoli. Trovando una sponda nella sinistra fuori dal Pd: la capogruppo di LeU al Senato Loredana De Petris ha parlato di decisione «grave e sbagliata». E di fatto con le stesse parole si è espresso Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde, facendo da sponda alla durissima opposizione di Wwf e Legambiente. Hanno invece applaudito la scelta di Gualtieri sia Italia Viva di Matteo Renzi, che Azione di Carlo Calenda.

Il Pd regionale tra due fuochi

Più articolata la posizione del Pd regionale. Il governatore Nicola Zingaretti ha allargato la sua giunta al M5S ed è contrario ai termovalorizzatori, tanto da non prevederli nel Piano rifiuti della Regione. Tuttavia, una settimana prima del suo annuncio, era stato informato da Gualtieri della decisione e non farà le barricate. Primo, non sarà necessario rivedere il Piano rifiuti della Regione, visto che il sindaco è orientato a “scavalcarlo” utilizzando i poteri speciali in quanto commissario al Giubileo. Inoltre Zingaretti è consapevole che bloccando il progetto c’è il rischio di presentarsi al Giubileo del 2025 ancora con le strade invase dalla immondizia. Pur non utilizzando mai la parola “termovalorizzatore”, Zingaretti ha detto di essere «contento della scelta di Gualtieri».

Le divisioni nel centrodestra

«Meglio tardi che mai!», ha commentato su twitter il segretario della Lega, Matteo Salvini commentando l’intenzione del Comune di Roma di realizzare un termovalorizzatore. E analoghe parole sono state utilizzate da esponenti di Fi. Contrari invece i Fratelli d’Italia: «Il sindaco di Roma propone per Roma il termovalorizzatore senza tenere conto del fatto che questa tecnologia è ormai obsoleta e superata», Giovanni Quarzo, capogruppo di Fratelli d'Italia al Comune di Roma. D’altronde, anche Giorgia Meloni, la leader di FdI, quando si era candidata a sindaco di Roma, nel 2016, nel suo programma non prevedeva nuovi termovalorizzatori.

Il sindacato diviso

Per il segretario della Cgil capitolina Natale Di Cola «l’amministrazione capitolina punta tutto sull’incenerimento, invece di puntare sulla riduzione dei rifiuti. Una soluzione sbagliata tanto quanto le discariche». E se la Uil ancora non si è espressa, a favore si è dichiarato il segretario della Fit-Cisl del Lazio, Marino Masucci: «La realizzazione di un impianto di termovalorizzazione a Roma è l'annuncio che attendevamo. Il modello Copenhagen, città che ospita un termovalorizzatore sul cui tetto si può sciare, è un esempio evidente di come la chiusura del ciclo dei rifiuti possa avvenire in modo non inquinante e rispettoso dell'ambiente». Mentre «nessun veto» sul progetto ha sollecitato il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra.

Le imprese: scelta corretta

Di «scelta corretta» ha parlato Angelo Camilli, residente di Unindustria. L’associazione, ha spiegato, «da moltissimi anni richiama l'attenzione sulla necessità della costruzione di un termovalorizzatore fondamentale per la chiusura del ciclo dei rifiuti. Ricordo che, già nell'aprile del 2019, il mio predecessore Filippo Tortoriello insieme ad una delegazione di imprenditori organizzò una missione a Copenaghen per visitare e studiare Copenhill il più moderno impianto di termovalorizzazione d'Europa. Il sindaco Gualtieri e il presidente Zingaretti vadano avanti spediti», ha concluso.

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