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«Pacchetto Draghi»: gli effetti su famiglie, investitori e imprese

La Bce ha annunciato giovedì 12 settembre un pacchetto di nuove misure di politica monetaria “accomodante” per aiutare l’economia in affanno, per proteggere la debole crescita da perduranti rischi geopolitici, e per far risalire l’inflazione: avrà impatti importanti, diretti e indiretti, su famiglie, investitori e imprese

di Isabella Bufacchi


Bce, ecco perché Draghi non ha deluso i mercati

4' di lettura

La Bce ha annunciato giovedì 12 settembre un pacchetto di nuove misure di politica monetaria “accomodante” per aiutare l’economia in affanno, per proteggere la debole crescita da perduranti rischi geopolitici, e per far risalire l’inflazione che è troppo bassa da troppo tempo: avrà impatti importanti, diretti e indiretti, su famiglie, investitori e imprese. Mario Draghi ha così messo la firma a quello che sarà il suo ultimo grande “bazooka» prima di lasciare la presidenza della Banca il 31 ottobre: ha abbassato i tassi a breve termine (con il taglio di 10 punti base sui depositi presso la Banca, portandoli a -0,50%) e ha contribuito ad abbassare e tenere bassi anche i tassi a medio-lungo termine lanciando un nuovo programma di acquisti QE2.

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L’impatto diretto su famiglie, investitori e imprese
L’ impatto di questo pacchetto per famiglie, investitori e imprese è variegato: ora è più conveniente indebitarsi, per acquistare per esempio la casa, l’auto o altri beni di consumo, per aumentare gli investimenti nella propria azienda e renderla così più competitiva. Per chi ha investito e possiede bond, il beneficio c’è ma è indiretto: quando i rendimenti scendono, i prezzi delle obbligazioni a cedola fissa salgono generando una plusvalenza. Anche per chi ha investito in azioni, i tassi più bassi e il costo del denaro più conveniente sostengono la crescita economica, dunque anche l’occupazione, e allontanano il rischio di una recessione: e questo è positivo per la Borsa.

L’impatto diretto sulle banche e indirettamente sulla clientela
La Bce ha anche varato in questo pacchetto alcune misure direttamente per le banche e indirettamente per la clientela delle banche: i prestiti mirati (TLTRO) sono ora più generosi di 10 punti base e hanno una scadenza allungata da due a tre anni. Aiutare le banche significa rafforzare il flusso del credito e dunque sostenere la crescita perché l’economia è finanziata in Italia prevalentemente (a volte esclusivamente) dalle banche. La Bce inoltre ha anche introdotto un sistema a due livelli di remunerazione delle riserve (parte della liquidità in eccesso che le banche non usano per fare prestiti sarà esente dal pagamento del tasso di interesse negativo sui depositi Bce): questo eviterà che le banche decidano di scaricare questo costo, che ora è molto ridotto, su imprese e famiglie.

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L’impatto sugli Stati e indirettamente sui cittadini
Grazie ai tassi bassi, gli Stati ultraindebitati hanno un risparmio sulla spesa per gli interessi sul rifinanziamento del debito pubblico che scade e per il nuovo debito, e questo risparmio può essere utilizzato per rendere i conti pubblici meno vulnerabili e dunque più protetti contro gli attacchi speculativi. Quando lo Stato risparmia sulla spesa per interessi, ha più margini di manovra per rendere il suo debito sostenibile e per fare più investimenti: la politica monetaria non può irrobustire la crescita da sola, deve essere accompagnata da una adeguata politica fiscale e politiche strutturali da parte dei governi che devono contribuire a rafforzare la produttività e ridurre la disoccupazione.

L’inflazione “vicina ma inferiore al 2%” è l’obiettivo della Bce
Il “pacchetto Draghi” dovrebbe consentire alla Bce di centrare il suo mandato, che è la stabilità dei prezzi, e riportare l’inflazione a convergere verso l’obiettivo, «un livello sufficientemente prossimo ma inferiore al 2%». L’inflazione favorisce chi è indebitato ma ha anche un impatto sugli investimenti finanziari: quel che l’investitore in bond deve guardare è piuttosto il tasso reale, il rendimento che resta al netto dell’inflazione. Anche in tempi di inflazione elevata, un alto rendimento lordo può avere un rendimento reale negativo.

L’impatto per famiglie, risparmiatori e imprese
Taglio delle deposit facilities: il tasso overnight dei depositi presso la Bce è diventato il tasso guida, il più importante tra tutti i tassi di riferimento della Bce. Abbassando il tasso sui depositi la Bce fa scendere tutti i principali tassi, il tasso Eonia (overnight sul mercato), i tassi interbancari come l’Euribor e il tasso swap. Il taglio a -0,50% riduce quindi il costo del denaro, il tasso di interesse per chi si indebita.

QE2: la Bce acquisterà al ritmo di 20 miliardi al mese, a partire dal primo novembre, le obbligazioni emesse dalle imprese private, da enti locali e sovrannazionali, e acquisterà i titoli di Stato emessi dai Paesi dell’area dell’euro e le cartolarizzazioni. Questo ha diversi impatti: 1) esercita una pressione al ribasso dei rendimenti di questi titoli e di conseguenza al rialzo dei prezzi; 2) toglie questi titoli dal mercato (dal portafoglio di banche o fondi comuni o fondi pensione) e  sostituisce con liquidità che deve essere impiegata, usata in altro modo e idealmente per finanziare imprese e famiglie; per acquistare questi titoli la Bce stampa moneta; 3) quando il rendimento dei titoli di Stato scende, si può abbassare anche il rendimento di altre obbligazioni per esempio quelle emesse dalle banche e dalle imprese. Banche e imprese quindi ne traggono beneficio.

Il QE non è “helicopter money” cioè non sono soldi messi direttamente nelle tasche dei cittadini. La Bce agisce attraverso le banche e gli operatori del mercato. Secondo Draghi, solo la politica fiscale e quindi lo Stato può pilotare l’elicottero che fa scendere dal cielo le banconote. Un classico strumento che consente allo Stato di mettere i soldi nelle tasche dei cittadini è il taglio delle tasse sul reddito. Non è questo il compito della politica monetaria, secondo Draghi.

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    Isabella Bufacchivicecaporedattore corrispondente dalla Germania

    Luogo: Francoforte, Germania

    Lingue parlate: inglese, francese, tedesco, spagnolo

    Argomenti: mercato dei capitali, ECB watcher, fixed income e debito, strumenti derivati, Germania

    Premi: Premio Ischia Internazionale di Giornalismo per l’analisi economica, Premio Q8 per giovani giornalisti economici

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