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Il packaging cambia pelle. Le macchine si adeguano ai nuovi materiali green

Sul territorio oltre 70 aziende con quasi 3mila dipendenti. Asti e Novara le province leader: efficienza produttiva e sostenibilità i driver

di Claudio Andrea Klun

Sia Arol che Cavanna hanno partecipato a Ipack-Ima, la fiera specializzata nel processing e packaging food e non food che si è svolta dal 3 al 6 maggio scorsi a Rho Fiera, Milano

3' di lettura

Il packaging piemontese all’insegna dell’innovazione e della sostenibilità. Sono questi i punti di forza del settore del confezionamento e imballaggio targato Piemonte, una realtà che conta oltre 70 aziende, 2.800 addetti e un fatturato da 462 milioni di euro (l’11,5% delle aziende italiane del settore, che producono il 6,4% del fatturato e occupano l’8,5%, degli addetti) e che è stata ben rappresentata a Ipack-Ima, la fiera specializzata nel processing e packaging food e non food che si è svolta dal 3 al 6 maggio scorsi a Rho Fiera.

A rappresentare Asti e Novara, le due province leader del packaging piemontese, all’importante evento fieristico sono state due multinazionali punto di riferimento internazionale per la tappatura e il packaging alimentare: Arol, fondata a Canelli più di 40 anni fa, con oltre 470 dipendenti in Italia e 27mila macchine installate, e Cavanna, con sede a Prato Sesia (No) che vanta oltre 60 anni di storia, 340 dipendenti e 6mila impianti completi in tutto il mondo. Per entrambe molto positivo il bilancio di questa partecipazione.

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«Ipack-Ima è da sempre l’unica fiera internazionale di riferimento per il settore del processing e del packaging che si svolge in Italia e anche in questa edizione ha confermato la sua importanza per tutte le aziende del nostro Gruppo», ha commentato Alberto Cirio, amministratore delegato del Gruppo Arol. «Per noi sono stati quattro giorni di networking internazionale e di business davvero intensi, dove le parole d’ordine sono state fondamentalmente: innovazione e sostenibilità. Con tutti i nostri clienti, sia italiani che stranieri (in percentuale equamente suddivisi), abbiamo discusso di progetti concreti e delle soluzioni che possiamo fornire loro: macchine idonee a trattare nuovi materiali più ecosostenibili, sia per tappi che contenitori (plastiche con percentuali via via crescenti di materiale riciclato, nuove bioplastiche, prodotti derivati e contenenti carta, tappi tethered, che diventeranno obbligatoriamente di uso quotidiano per i consumatori europei dal 2024). Se volessimo aggiungere una terza parola d’ordine, riteniamo che la flessibilità delle linee di confezionamento possa essere uno dei driver del futuro; questa controtendenza rispetto alla continua globalizzazione (del pre-pandemia, che portava, in linea generale alla concentrazione in grandi fabbriche, per grandi velocità di produzione, magari dedicate ad un solo o pochi prodotti, poi consegnati ad ampio raggio) potrebbe via via portare a produzioni più piccole, per aree geografiche più limitate, ma che devono essere idonee a una molteplicità di prodotti/formati».

La fiera è stata un successo oltre le aspettative anche per Cavanna, come testimonia Riccardo Cavanna, presidente del Cda. «Nonostante tutti i problemi e le difficoltà a viaggiare, fin dal primo giorno di fiera l’afflusso di clienti dall'estero è stato notevole. Molti clienti con progetti importanti e sfidanti, sia in ottica di materiali sostenibili che di efficienza produttiva. La nostra nuova piattaforma digitale C-Connect (per il monitoraggio e l'ottimizzazione dell’efficienza produttiva e dell'assistenza post vendita, oltre che per la nostra soluzione di Digital Twin) ha avuto un importante riscontro positivo, segno che la pandemia ne ha definitivamente sdoganato l’importanza». Durante la fiera, Cavanna ha, inoltre, presentato un white paper tecnico-scientifico che ha studiato il flowpack, dalle origini alle sue possibili evoluzioni future: «La pubblicazione intitolata “Flow pack: il massimo col minimo. Alta protezione a basso impatto”, redatta dal Politecnico di Torino in collaborazione con aziende leader del settore ed enti specializzati, ha riscosso un grande interesse da parte di molti stakeholders», sottolinea Riccardo Cavanna.

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