Cassazione

Il padre deve risarcire i figli adottivi per la separazione traumatica dalla moglie

ll cambio di città e l’arrivo di un altro figlio riacutizzano un dolore già vissuto e mettono a rischio l’equilibrio dei minori. Monito della Suprema corte a fare attenzione alla maggiore fragilità emotiva dei figli adottati

di Patrizia Maciocchi

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(detailblick-foto - stock.adobe.com)

2' di lettura

Il padre deve risarcire i figli adottivi se la separazione traumatica dalla moglie, addebitabile alle sue scelte, fa rivivere ai minori il dolore dell’abbandono, mettendo a rischio il loro equilibrio psichico futuro. Chi adotta dei bambini deve fare ancora più attenzione a non ferire i loro sentimenti, e deve tenere conto della maggiore fragilità che deriva dall’ abbandono originario. Il diritto al risarcimento nasce dal vuoto emotivo, relazionale e sociale, dettato dall’assenza paterna che lede il diritto costituzionale di vivere ed essere mantenuti ed educati da entrambi i genitori. Il monito arriva dalla Corte di cassazione che, con la sentenza 9188, conferma il risarcimento di 40 mila euro per ciascuno dei due minori, adottati dagli ex coniugi quando avevano tre e quattro anni, oltre a un mantenimento di 1500 euro al mese.

La Sentenza

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Le modalità della rottura

Alla base del risarcimento un illecito endofamiliare a carico del padre, al quale andava addebitata la rottura, con modalità traumatiche, del rapporto con la moglie. L’uomo aveva, infatti, scelto di andare a vivere in un’altra città e aveva avuto un figlio con la nuova compagna, determinando così una profonda sofferenza nei figli adottivi. Decisioni prese, senza tenere in debito conto il peso che il repentino succedersi degli eventi, dall’allontanamento fisico al nuovo figlio, avrebbe avuto sull’equilibrio psicologico di bambini già provati, che avevano finalmente raggiunto una stabilità affettiva.

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La maggiore fragilità emotiva dei bambini adottati

I giudici valorizzano la particolare biografia dei due minori, vissuti in orfanotrofio fino al momento dell’adozione. Entrambi, anche se con personalità diverse, avevano un quadro clinico complesso, e necessitavano tutti e due di una terapia di sostegno. La sofferenza dovuta non solo alle separazione, ma al modo in cui era avvenuta, era stata accertata dal consulente tecnico d’ufficio. Il Ctu aveva evidenziato come la rottura tra i genitori avesse nei bambini rafforzato l’idea della privazione della figura genitoriale del padre. E a quest’ultimo non basta sottolineare che i figli erano sempre contenti di vederlo. Circostanza che semmai conferma l’importanza di una sua presenza più costante.

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