L'intervista: Federico Gelli

Il padre della riforma: «Profilo penale da rivedere»

di Barbara Gobbi

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

«Il decreto sulle polizze è un tassello cruciale, che sancisce una mediazione accettabile tra aziende sanitarie e Regioni, imprese assicuratrici e cittadini. E fa chiarezza in un panorama eterogeneo. Poi a mio avviso ci sono parti della legge 24 che necessitano di un tagliando già nella prossima legislatura». Federico Gelli, padre della riforma su gestione del rischio sanitario e responsabilità e oggi direttore della Sanità in Toscana, passa in rassegna luci e ombre nell’attuazione della legge.

Il quadro è completo?

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Il decreto polizze sdoganerà anche l’ultimo step: il decreto sul fondo di solidarietà per ristorare i cittadini che non siano stati indennizzati per disservizi nelle coperture assicurative o massimali insufficienti. Una quota di quel fondo sarà alimentata da tutte le polizze e abbatterà i costi delle coperture dei liberi professionisti.

Intanto che effetti concreti avrà il decreto polizze?

Il testo applica il modello Rc auto dell’azione diretta, che contribuirà, con l’accertamento tecnico preventivo e la conciliazione obbligatoria, a semplificare e ridurre i tempi dei risarcimenti. Poi, traccia linee omogenee per l’autoritenzione del rischio e l’autoassicurazione. Con strumenti chiari, dal fondo di garanzia a competenze in grado di gestire l’attività assicurativa interna alle aziende. Il profilo “misto” è la scelta auspicabile: la stragrande maggioranza dei risarcimenti rientra in una franchigia con un tetto sotto il quale opera il ristoro delle aziende, mentre per i casi complessi e i danni catastrofali ci sono le compagnie.

Negli anni le sentenze hanno modificato in parte la legge…

Spesso è stata interpretata in modo non in linea con la volontà del legislatore: ad esempio, le sentenze della Cassazione sulla responsabilità penale hanno complicato questa parte. La legge ha lanciato dispositivi innovativi: una parte funziona molto bene, ma altri richiedono, già forse nella prossima legislatura, un primo tagliando.

Cosa ha funzionato?

I modelli organizzativi sanitari e la gestione del rischio, con il risk management centrale nell’attività di prevenzione e gli audit clinici. Bene anche la semplificazione del risarcimento nel civile, con il confine netto tra responsabilità contrattuale ed extracontrattuale. Il collegio peritale multi-professionale è un’ulteriore garanzia.

E per il penale?

Occorre intervenire, anche inserendo le norme figlie della pandemia in un testo coordinato della legge 24. Il professionista non può essere perseguito se non per colpa grave.

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