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Il Palazzo delle Esposizioni insegue Leonardo: un teatro anatomico e tre mostre sui segreti del corpo

di Gerardo Pelosi

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5' di lettura

È il confine tra arte e scienza che sta caratterizzando sempre di più la nuova stagione dell'Azienda speciale Palaexpo di Roma. Un percorso che insegue quasi silenziosamente le celebrazioni del genio artistico e scientifico di Leonardo e, senza mai citarlo esplicitamente, coniuga ricerca classica e sperimentazione aprendo nuovi orizzonti alla presentazione didascalica. Così, dopo il “Corpo della voce” che ha messo in scena mesi fa il lavoro sperimentale sulle sonorità di Carmelo Bene, Demetrio Stratos e Chaty Berberian da oggi al Palazzo delle Esposizioni di Roma il funzionamento del corpo e dei suoi ingranaggi ruotano su tre mostre in contemporanea: “Sublimi anatomie”, “La meccanica dei mostri. Da Carlo Rambaldi a Makinarium” e “Katy Couprie. Dizionario folle del corpo”.

Corpi da scrutare e vivisezionare in tutte le loro declinazioni (Leonardo docet) con un teatro anatomico ricostruito nei dettagli e trasformato in un atelier dove giovani artisti ritraggono corpi di modelli su una pedana. “Questo è un luogo in cui si prova a costruire una quantità infinita di esperienza e linguaggi che spinge a far fare a ognuno un passo fuori dall'orrore del dibattito pubblico”, spiega il vice sindaco di Roma, Luca Bergamo. “Per l'Azienda Speciale Palaexpo – aggiunge Bergamo - abbiamo scelto un cda non gestionale ma formato da persone con competenze diverse per rendere il Palazzo delle Esposizioni, il Macro e il Mattatoio un polo culturale che parla di contemporaneo e futuro”. Il corpo fisico, materiale e sensibile, osserva sempre Bergamo “ è al centro di tutte le mostre”. “Questa attenzione alla corporeità è una presa di posizione e antropologica sul valore della fisicità, della materialità e della sensibilità in un tempo dominato dal virtuale e dal tecnologico” aggiunge Cesare Pietroiusti, presidente Azienda Speciale Palaexpo e sottolinea quanto i tre progetti siano “articolati tra loro, per mettere insieme scienza e arte, simbolico e reale, immaginifico e fenomenologico”.

Sublimi anatomie: tra passato e presente
La mostra “Sublimi anatomie” curata da Andrea Carlino, Philippe Comar, Anna Luppi, Vincenzo Napolano e Laura Perrone è una rivelazione del sublime nel corpo umano, tra passato e presente, all'incrocio tra pratiche artistiche e imprese scientifiche. Osservazione del corpo che coinvolge i sensi, vista e tatto, ma anche strumenti e tecnologie. Vengono esposti opere, manufatti e documenti di importanza storica che, tra arte e scienza, raccontano l'evoluzione dell'anatomia umana in dialogo serrato con la ricerca artistica. Il progetto è stato realizzato con la collaborazione scientifica di INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e il Polo Museale della Sapienza Università di Roma. In sei sale viene restituita la storia della visione del corpo nelle arti e nelle scienze con una selezione di oggetti e documenti di valore storico-scientifico e storico-artistico. Tre esemplari di cere anatomiche settecentesche appartenenti alla collezione de “La Specola”, per la prima volta, dopo un accurato restauro, sono uscite dal Museo di Storia Naturale di Firenze. Ma anche preziosi manichini anatomici ottocenteschi realizzati in cartapesta da Louis Thomas Jerome Auzoux, le tavole anatomiche stampate in quadricromia da Jacques-Fabien Gautier d'Agoty o le ceroplastiche di Filippo Pacini.

E poi ricerca contemporanea con le opere di artisti come Berlinde De Bruyckere, Birgit Jürgenssen, Chen Zhen, Dany Danino, Dennis Oppenheim, Diego Perrone, Ed Atkins, Gary Hill, Gastone Novelli, Giuseppe Penone, Heidi Bucher, John Isaacs, Ketty La Rocca, Luca Francesconi, Marc Quinn, Marisa Merz, Michaël Borremans, Pino Pascali, Sissi, Yvonne Rainer.

La rotonda di Palazzo delle Esposizioni si trasformerà in uno spazio dedicato al dibattito sulla visione e la costruzione dell'immagine del corpo, ma anche in un atelier di disegno dal vero e in una vera e propria scena per la performance. Sostituendo i modelli viventi ai cadaveri, questo dispositivo diventerà, per tutta la durata della mostra, uno strumento destinato a suscitare dinamiche di attivazione dell'occhio, della mano e del corpo. ile, ma propone di mettere in discussione le relazioni che, all'interno dello spazio espositivo, si stabiliscono fra l'osservato e l'osservatore.

Rambaldi: il padre dei mostri più amati
La mostra “La meccanica dei mostri. Da Carlo Rambaldi a Makinarium” svela al grande pubblico i segreti delle creature prodotte dal genio degli effetti speciali. Opere che hanno fatto la storia del cinema e che valsero a Rambaldi tre premi Oscar. L'esposizione, a cura di Claudio Libero Pisano e della Fondazione Culturale Carlo Rambaldi. Rambaldi (1925-2012) è l'uomo degli effetti speciali ma non solo. Le sue creature sono riconosciute e amate al punto che molti film si sono identificati con esse: E.T., King Kong, Alien. Attraverso oltre cento opere e materiali originali, alcuni inediti, provenienti dall'archivio privato di Rambaldi, la mostra costruisce un percorso emozionante della storia del cinema italiano e internazionale dagli anni Sessanta ad oggi. Pone inoltre l'accento sulla tradizione artigianale italiana come “marchio di qualità” dell'industria cinematografica del nostro Paese. Saranno esposte la mano di King Kong, con i suoi oltre sei metri di lunghezza, le diverse versioni di E.T. e Alien, dai 18 guerrieri, a dimensione naturale, del film Barbarella di Roger Vadim alle altre decine di esseri fantastici. Per la prima volta e in maniera inedita si vedrà la struttura interna delle creature del maestro ferrarese, la meccatronica che consentiva i movimenti dei personaggi.

L'esposizione documenterà inoltre il lavoro delle generazioni successive: il gruppo Makinarium, tra i più qualificati al mondo in questo settore, oltre a restaurare per l'occasione le opere di Rambaldi in mostra, sarà presente con una sezione dedicata alla loro produzione tra cui diverse creature del film Il racconto dei racconti di Matteo Garrone, che ha fruttato il David di Donatello nel 2016.

Un dizionario folle: il corpo fatto di parole
Al Piano Zero del Palazzo delle Esposizioni, nello “Spazio Fontana”, da oggi al 16 febbraio 2020 sarà vosibile la mostra-laboratorio Katy Couprie. Dizionario

folle del corpo a cura del Laboratorio d'arte del Palazzo delle Esposizioni. La mostra si ispira al libro dell'artista francese (Editions Thierry Magnier, 2012). In dialogo con la mostra Sublimi Anatomie, un vocabolario visivo che racconta il corpo umano in tutti i suoi aspetti mescolando l'anatomia con la poesia, le azioni con le emozioni, i modi di dire con le citazioni letterarie. Premiato al Salon du livre jeunesse di Montreuil e alla Bologna Children's Book Fair, il progetto di Katy Couprie nasce da una passione innata per il corpo e dall'incontro con le collezioni dell'Istituto di Anatomia umana dell'Università di Bologna. Una sintesi sorprendente di parole e immagini che unisce l'arte e la scienza con uno sguardo inedito. In mostra tavole originali realizzate sperimentando tecniche differenti: incisioni, disegni e fotografie che raccontano organi, muscoli, ossa ma anche risate, lacrime, baci e acrobazie per restituire al corpo la sua interezza e complessità, interiore ed esteriore. In questa mostra - laboratorio la sezione operativa permette a grandi e piccoli di mettere in gioco il proprio corpo “guardandosi dentro”. Un ricco calendario di eventi approfondisce il tema con attività e laboratori dedicati a tutti i pubblici curiosi delle infinite potenzialità del corpo umano. Un Un esempio per tutti: “COEUR (cuore) s.m. 1. Organo principale che dirige la circolazione sanguigna, instancabile batte e ribatte. Il cuore è un muscolo cavo, ma non solo. I suoi battiti martellano finché si è vivi. 2. Organo nobile, capace d'amore, di coraggio e di volontà. (Attenzione! Un cuore si trapianta, l'amore no.) 3. Spec. Operazione a cuore aperto: in un punto molto delicato. 4. Sede delle emozioni. Fig. Avere un batticuore: essere soggiogati dall'emozione. Cuore spezzato: un amore sfortunato. Aver buon cuore: essere generoso. 5. Il petto. Serrare sul cuore. 6. Centro intimo del corpo. Avere un peso sul cuore.” Accompagna la mostra l'edizione italiana del Dizionario pubblicata grazie alla collaborazione tra Palazzo delle Esposizioni e la casa editrice Fatatrac, con la traduzione di Ilaria Piperno.

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