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Il Panino Giusto cerca soci. I ricavi del "francesino" milanese a 33 milioni

di Andrea Fontana


2' di lettura

Panino Giusto supera i 30 milioni di euro di giro d'affari, apre in Svizzera e stringe sulla ricerca di un partner, finanziario o industriale, con cui porre le premesse per un ulteriore sviluppo. Nell'esercizio 2018, la catena di ristoranti - lanciata nel 1979 con la prima attività in Corso Garibaldi a Milano e nota per il cosiddetto panino "francesino" - ha realizzato ricavi per 33 milioni di euro grazie a una rete di 32 locali (con le aperture avvenute in Francia, Giappone e a Piazza Diaz a Milano nel corso dell'esercizio) che impiegano 450 dipendenti: «L'incremento dei ricavi rispetto al 2017 è stato del 15% - spiega in un colloquio con Radiocor Antonio Civita, amministratore delegato e proprietario insieme alla moglie, Elena Riva, che ricopre la carica di presidente - A parità di perimetro, l'aumento è stato del 2%. Per Panino Giusto, che è "milanocentrico" con 18 locali in una città dove l'offerta negli ultimi due anni e mezzo è praticamente raddoppiata, questo risultato significa che la nostra formula è ancora attuale dopo 40 anni».

Lo chef Sadler inventa lo "sbagliato" per i 40 anni della catena
Per il compleanno, Panino Giusto ha lanciato, su ricetta dello chef Claudio Sadler, il panino "sbagliato", ispirato alla versione milanese, cioè con spumante brut, del cocktail Negroni.

Tornando al business, la strategia di sviluppo nell'immediato guarda a nuove aperture con il via a marzo alla partnership con Yamamay nel nuovo spazio di Piazza Cordusio a Milano e con l'esordio sul mercato svizzero a Ginevra. In secondo luogo, insiste su un nuovo format di locale: «Sull'onda del successo avuto a Hong Kong, in Giappone e in Stazione Centrale, abbiamo deciso di puntare su un format più snello, con ristoranti di dimensioni più piccole e senza servizio al tavolo che ci permetterà di entrare in contatto con una clientela più ampia - aggiunge Civita - Pertanto ci svilupperemo con un doppio format: quello tradizionale e questo più snello».

Entro un mese parte la selezione di un socio
Per i passi successivi serviranno poi alleati finanziariamente e industrialmente solidi: «Siamo pronti a condividere il nostro progetto con un partner - conclude l'amministratore delegato - Credo che nel giro di un mese saremo in grado di scegliere un advisor e di avviare un processo con pochi soggetti selezionati: con loro vogliamo rafforzare il capitale e scrivere a 4 mani il piano per lo sviluppo».

(Il Sole 24 Ore Radiocor )

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