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Il Papa all’Aquila: per la ricostruzione serve impegno lungimirante

Il Papa ha salutato i detenuti presenti e detto che «nelle carceri ci sono tante, troppe vittime»

Papa crea venti cardinali

2' di lettura

Papa Francesco, in visita all’Aquila, chiede per la ricostruzione post-terremoto «collaborazione», «sinergia» e «un impegno lungimirante». «La rinascita personale e collettiva è dono della Grazia ed è anche frutto dell’impegno di ciascuno e di tutti. È fondamentale attivare e rafforzare la collaborazione organica, in sinergia, delle istituzioni e degli organismi associativi: una concordia laboriosa, un impegno lungimirante perché stiamo lavorando per i figli, per i nipoti, per il futuro». Serve l’impegno di «tutti, tutti insieme, sottolineare questo, tutti insieme».

Il Papa ha salutato i detenuti presenti. «Voglio salutare e ringraziare la delegazione del mondo carcerario abruzzese, qui presente. Anche in voi saluto un segno di speranza, perché anche nelle carceri ci sono tante, troppe vittime - ha sottolineato il Pontefice -. Oggi qui siete segno di speranza nella ricostruzione umana e sociale».

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Il papa prima di varcare l’ingresso del Duomo (ANSA/VATICAN MEDIA)

Il Papa, nell’omelia della Messa davanti alla basilica di Collemaggio, sempre all’Aquila, ha espresso l’auspicio che «sia un tempio del perdono, non solo una volta all’anno, ma sempre, tutti i giorni. È così, infatti, che si costruisce la pace, attraverso il perdono ricevuto e donato».

«L’Aquila, da secoli, mantiene vivo il dono che proprio Papa Celestino V le ha lasciato. È il privilegio di ricordare a tutti che con la misericordia, e solo con essa, la vita di ogni uomo e di ogni donna può essere vissuta con gioia». «L’Aquila sia davvero capitale di perdono», ha concluso il Papa.

Con tre colpi bastone, con il bastone d’ulivo del Getsemani, consegnatogli dal sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, Papa Francesco ha aperto la Porta Santa alle 11.28. «Apritemi le porte della giustizia» , ha detto il Pontefice prima dell’apertura secondo la preghiera rituale a cui viene risposto: «Voglio entrarvi e rendere grazie al Signore».

«È questa la porta del Signore» ha detto ancora il Papa per sentirsi rispondere: «Per essa entrano i giusti». Dunque, le parole finali: «Entrerò nella tua casa, Signore» a cui è stato replicato: «Mi prostrerò in adorazione del tuo santo tempio».

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