ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’udienza

Il Papa alla Cgil: «Disparità genere e precariato sono cultura scarto. Troppi morti sul lavoro»

La prima volta del sindacato di corso d’Italia in Vaticano. Il Pontefice: «Non ci sono lavoratori liberi senza sindacato»

(REUTERS)

3' di lettura

Il Papa ha ricevuto in udienza nell'Aula Paolo VI i Dirigenti e i Delegati della Conferenza Generale Italiana del Lavoro con il segretario generale Maurizio Landini. “Noi vogliamo essere un sindacato di strada per affermare i diritti della persona nei luoghi di lavoro e nel territorio e ci muove innanzitutto la volontà comune di essere costruttori di Pace e mettere fine a una guerra, causata dalla grave invasione russa, di cui la prima vittima è il popolo ucraino” ha detto Landini nel corso dell’udienza con il Papa, la prima volta del sindacato di corso Italia.

Papa alla Cgil: non ci sono lavoratori liberi senza sindacato

“Questo incontro con voi, che formate una delle storiche organizzazioni sindacali italiane, mi invita ad esprimere ancora una volta la mia vicinanza al mondo del lavoro, in particolare alle persone e alle famiglie che fanno più fatica. Non c’è sindacato senza lavoratori e non ci sono lavoratori liberi senza sindacato” ha detto papa Francesco durante l’udienza nell’Aula Paolo VI ai dirigenti e delegati della Cgil, guidati dal segretario generale Maurizio Landini (”bravo quel ragazzo!”, lo ha definito Bergoglio dopo l’indirizzo di saluto del segretario). “Il lavoro costruisce la società - ha sottolineato il Pontefice -. Esso è un’esperienza primaria di cittadinanza, in cui trova forma una comunità di destino, frutto dell’impegno e dei talenti di ciascuno; tale comunità è molto di più della somma delle diverse professionalità, perché ognuno si riconosce nella relazione con gli altri e per gli altri. E così, nella trama ordinaria delle connessioni tra le persone e i progetti economici e politici, si dà vita giorno per giorno al tessuto della ’democrazia’”. “È un tessuto che non si confeziona a tavolino in qualche palazzo, ma con operosità creativa nelle fabbriche, nelle officine, nelle aziende agricole, commerciali, artigianali, nei cantieri, nelle pubbliche amministrazioni, nelle scuole, negli uffici, e così via”, ha aggiunto.

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Papa: disparità genere e precariato sono cultura scarto

“La cultura dello scarto s’è insinuata nelle pieghe dei rapporti economici e ha invaso anche il mondo del lavoro. Lo si riscontra ad esempio là dove la dignità umana viene calpestata dalle discriminazioni di genere - perché una donna deve guadagnare meno di un uomo? -; lo si vede nel precariato giovanile - perché si devono ritardare le scelte di vita a causa d’una precarietà cronica? -; o ancora nella cultura dell’esubero; e perché i lavori più usuranti sono ancora così poco tutelati? Troppe persone soffrono per la mancanza di lavoro o per un lavoro non dignitoso: i loro volti meritano l’ascolto e l’impegno sindacale” ha sottolineato il Papa.

Papa: troppi morti sul lavoro, sconfitta per la società

“Ci sono ancora troppi morti, mutilati e feriti nei luoghi di lavoro! Ogni morte sul lavoro è una sconfitta per l’intera società. Più che contarli al termine di ogni anno, dovremmo ricordare i loro nomi, perché sono persone e non numeri”. ha continuato il Papa. “Non permettiamo che si mettano sullo stesso piano il profitto e la persona! L’idolatria del denaro tende a calpestare tutto e tutti e non custodisce le differenze. Si tratta di formarsi ad avere a cuore la vita dei dipendenti e di educarsi a prendere sul serio le normative di sicurezza: solo una saggia alleanza può prevenire gli ’incidenti’, tragedie per le famiglie e le comunità”.

Papa: basta sfruttamento lavoro, caporalato e schiavitù

Una preoccupazione del Papa è “lo sfruttamento delle persone, come se fossero macchine da prestazione. Ci sono forme violente, come il caporalato e la schiavitù dei braccianti in agricoltura o nei cantieri edili e in altri luoghi di lavoro, la costrizione a turni massacranti, il gioco al ribasso nei contratti, il disprezzo della maternità, il conflitto tra lavoro e famiglia. Quante contraddizioni e quante guerre tra poveri si consumano intorno al lavoro! Negli ultimi anni sono aumentati i cosiddetti ’lavoratori poveri’: persone che, pur avendo un lavoro, non riescono a mantenere le loro famiglie e a dare speranza per il futuro”.

Landini: oggi si è poveri anche lavorando, cambiare modello

“Il lavoro, inteso come realizzazione e dignità della persona, è stato svalorizzato dall’attuale modello economico e sociale tanto che si è poveri anche lavorando. C’è ancora troppo lavoro precario, caporalato, lavoro nero, sfruttamento ed una disoccupazione che cresce per giovani e donne, in particolare nel Mezzogiorno”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, nel suo discorso di fronte al Papa, sottolineando anche che “si continua a morire sul lavoro. Sono più di mille le persone morte quest’anno’. Dunque, bisogna “rimettere al centro il lavoro per costruire un nuovo modello sociale ed economico”.

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