L’UDIENZA GENERALE IN VATICANO

Il Papa contro l’odio del terrorismo: cristiani gente di primavera

(ANSA)

2' di lettura

La violenza del terrorismo che ha colpito ancora in questi giorni non può passare inosservata. L’odio non è l’ultima parola: i cristiani sono gente di primavera. Sono questi alcuni messaggi che papa Francesco ha lanciato oggi durante l’Udienza generale, appuntamento del mercoledì in Vaticano.

Troppe notizie tristi a cui rischiamo assuefarci
Le cronache dei nostri giorni, ha sottolineato Papa Francesco durante l’Udienza generale che si è svolta oggi in Vaticano, «riportano notizie tristi a cui tutti quanti rischiamo di assuefarci. Ho salutato qui alcuni da Barcellona, quante notizie tristi, ho salutato alcuni del Congo, quante notizie tristi. Provate a pensare ai volti dei bambini impauriti dalla guerra, al pianto delle madri, ai sogni infranti di tanti giovani, ai profughi che affrontano viaggi terribili, che sono sfruttati tante volte. La vita - ha ricordato il Pontefice - purtroppo è anche questo. Qualche volta verrebbe da dire che è soprattutto questo».

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Cristiani gente di primavera (e non di autunno)
Se questo è il contesto generale, Bergoglio non ha esitato a mettere in evidenza gli elementi positivi che in una situazione così difficile non mancano: «Noi crediamo e sappiamo che la morte e l’odio non sono le ultime parole pronunciate sulla parabola dell’esistenza umana», ha ricordato, e come cristiani «siamo gente più di primavera che d’autunno, scorgiamo i germogli di un mondo nuovo piuttosto che le foglie ingiallite sui rami. Non ci culliamo in nostalgie, rimpianti e lamenti: sappiamo che Dio ci vuole eredi di una promessa e instancabili coltivatori di sogni».

«C’è un Padre che piange con noi - ha aggiunto Bergoglio -, che piange lacrime di infinita pietà nei confronti dei suoi figli. Noi abbiamo un Padre che sa piangere, un Padre che ci aspetta per consolarci, perché conosce le nostre sofferenze e ha preparato per noi un futuro diverso. Questa è la grande visione della speranza cristiana, che si dilata su tutti i giorni della nostra esistenza, e ci vuole risollevare».

La vicinanza del Papa alla gente di Ischia colpita dal sisma
Alla fine dell’Udienza generale il Papa ha poi rivolto un pensiero alla gente di Ischia colpita dal terremoto: «Rivolgo il mio pensiero ed esprimo affettuosa vicinanza a quanti soffrono a causa del terremoto che lunedì sera ha colpito l'Isola di Ischia - ha detto -. Preghiamo per i morti, per i feriti, per i rispettivi familiari e per le persone che hanno perso la casa».

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