a cento anni dalle apparizioni

Il Papa a Fatima, sabato la canonizzazione dei “pastorelli”

di Carlo Marroni

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3' di lettura

A cento anni dalle prime apparizioni Francesco arriva a Fatima, la città portoghese meta di pellegrinaggi di fedeli da tutto il mondo, come «Pastore universale». Come sempre prima di ogni trasferta internazionale, il Papa invia un videomessaggio alla popolazione che lo accoglie, e si rivolge al «caro popolo portoghese» che invita a «restare unito» accanto a lui in questo importante viaggio che celebra il centenario delle apparizioni mariane alla Cova da Iria. Quella che compirà al santuario mariano di Fatima il 12 e 13 maggio è la 19esima trasferta del Pontefice argentino, sulla scia di Paolo VI (1967), Giovanni Paolo II (1982, un anno esatto dopo l'attentato in piazza San Pietro, e poi 1991, 2000) e Benedetto XVI (2010). Ad accoglierlo nel santuario anche un sacerdote di 104 anni, dunque già in vita all'epoca delle apparizioni.

Fatima si prepara ad accogliere papa Francesco sabato 13 maggio

Una visita solo al santuario (senza protocolli di Stato)
Il Papa presiederà sabato la canonizzazione di due dei tre pastorelli, i beati Francesco Marto e Giacinta Marto, i due fratellini che, morti rispettivamente nel 1919 e nel 1920, insieme a suor Lucia Dos Santos, morta nel 2005, ebbero a Fatima le apparizioni. «So bene che mi vorreste anche nelle vostre case e comunità, nei vostri villaggi e nelle vostre città: l'invito mi è arrivato! Vorrei dire che mi piacerebbe accettare, ma non è possibile!», dice il Papa nel messaggio. E ringrazia «per la comprensione con cui le diverse autorità hanno accolto la mia decisione di circoscrivere la visita ai momenti e agli eventi propri del pellegrinaggio nel Santuario di Fatima». Insomma, non è una visita al Portogallo, in quanto nazione, a conferma della sua volontà di evitare viaggi di “stato” in Europa.

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Culto di dimensioni globali
Quello di Fatima è un culto di dimensioni globali: tutto inizia con tre pastorelli analfabeti - Jacinta, Francisco e Lúcia –e il racconto dell’apparizione di una “signora vestita di bianco”, che secondo la tradizione e l’insegnamento della Chiesa (ma anche da numerose testimonianze) apparve per sei volte, sempre il giorno 13 del mese: una data questa che ricorrerà anni dopo, nel 1981, quando fu compiuto all'attentato a Giovanni Paolo II. Il Papa polacco dedicherà poi alla Madonna di Fatima la sua salvezza tanto fa far incastonare il proiettile estratto dal suo corpo ai piedi della statua. Fu poi Wojtyla a far pubblicare nel 2000 il terzo segreto di Fatima.

Le apparizioni e la storia del “terzo segreto”
Già perché la storia delle apparizioni mariane di Fatima è inscindibilmente legata a quel «segreto» diviso in tre parti e rivelato dalla Madonna ai tre pastorelli nel 1917. Un testo profetico la cui rivelazione era attesa nel 1960, ma che è stato reso noto, appunto, soltanto quarant'anni dopo, durante il Giubileo del 2000, da Giovanni Paolo II, il Pontefice che ha creduto di riconoscersi nel «vescovo vestito di bianco» martirizzato insieme ai cristiani. È una storia fatta di documenti e di date certe ma anche costellata di tante illazioni, testi apocrifi, presunte profezie apocalittiche. Certamente è Karol Wojtyla il Papa che ne è rimasto più segnato. Secondo la testimonianza fornita il 13 maggio 2000 a Fatima dall’allora portavoce vaticano Joaquín Navarro-Valls, mai smentita, Giovanni Paolo II avrebbe letto il testo nel 1978, pochi giorni dopo l'elezione al pontificato. Da altre testimonianze è noto che subito dopo l'attentato del 13 maggio 1981, mentre ancora si trovava ricoverato al Policlinico Gemelli, Papa Wojtyla chiese di vedere tutti i documenti di Fatima, anche se altre testimonianze portano a ritenere che il papa polacco consultò i documenti sul Terzo Segreto non nell'immediato ricovero ma nel secondo ricovero, che durò 55 giorni, a seguito di una sopravvenuta infezione.

I testi apocrifi diffusi
Nel corso degli anni sono stati diffusi vari testi apocrifi contenenti la presunta interpretazione mancante della visione del Terzo Segreto, e in diversi hanno anche affermato che non tutto sarebbe stato rivelato, celando così un Quarto Segreto, magari dentro un “allegato”. Papa Ratzinger ha però più volte affermato che tutto è stato pubblicato e lo stesso ha ripetuto in varie riprese, a voce e per iscritto, anche il cardinale Tarcisio Bertone, che del cardinale prefetto della Dottrina della Fede fu “vice” negli anni decisivi della rivelazione.

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