Santa Sede

Il Papa: «Il vescovo di Parigi? Il peccato della carne non è tra i più gravi»

Papa Francesco di ritorno dal viaggio in Grecia e Cipro: la Ue (sul Natale) fuori del tempo

di Carlo Marroni

(ANSA)

2' di lettura

«Ma non è dei peccati più gravi, perché i peccati della carne non sono i più gravi. I peccati più gravi sono coloro che hanno più angelicalità, la superbia, l’odio, sono questi”. Il Papa nel volo che lo ha riportato in Italia o dopo cinque giorni di viaggio in Greai e a Cipro, commenta le dimissioni – da lui accettatte – dell'arcivescovo di Parigi Michel Aupetit a seguito di un'inchiesta giornalistica del Le Ponint che ha rivelato una presunta relazione con una donna. Bergoglio sull'aereo ha parlato di molti temi, tra cui quello del Natale e dei migranti.

Le dimissioni dell’arcivescovo di Parigi: «Lo ha condannato il chiacchericcio»

«Mi domando: cosa ha fatto Aupetit di così grave da dover dare le dimissioni? Se non conosciamo l’accusa non possiamo condannare. Quale è stata l’accusa? Chi lo sa? Prima di rispondere, io direi fate l’indagine, perché se è stato condannato, chi lo ha condannato? L’opinione pubblica, il chiacchiericcio. Cosa ha fatto? ’Non sappiamo, qualcosa’. Se voi sapete perché ditelo« ha detto il Papa. «È stata una mancanza di lui, una mancanza contro il VI Comandamento, non totale, ma di piccole carezze, massaggi che faceva alla segretaria, questa è l’accusa, questo è il ricatto. Così Aupetit è peccatore, come sono io, come è stato Pietro. Pietro è il vescovo su cui Gesù ha fondato la Chiesa. E come mai la comunità del tempo aveva accettato un vescovo peccatore? Era una chiesa normale, era abituata a sentirsi peccatrice, era una Chiesa umile. Si vede che la nostra chiesa non è abituata ad avere un vescovo peccatore, facciamo finta di dire il mio vescovo è un santo. Ma tutti siamo peccatori» ha commentato il Papa sulle dimissioni, avvenute tra l'altro la scorsa settimana in contemporanea con la visita del presidente francese Macron.

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Natale e la presa di distanza della Ue: un anacronismo, fuori del tempo

Poi il tema del documento dell’Ue in cui si sconsigliavano riferimenti al Natale. «E' un anacronismo. Nella storia - ha osservato - tante dittature hanno cercato di fare queste cose, si penso a Napoleone, o alla dittatura nazista, alla comunista. Oggi è una moda, di una laicità annacquata, è acqua distillata. Ma non funzionò durante la storia”, ha aggiunto Francesco, puntando anche il dito contro le colonizzazioni ideologiche, di cui l’UE non deve farsi veicolo».

Chi costruisce muri perde il senso della storia

Infine il tema dei migranti, affrontata a Lesbo e a Cipro. «Chi costruisce muri perde il senso della storia, della propria storia, di quando era schiavo di un altro Paese. Gran parte di chi costruisce i muri ha questa esperienza. Potrete dirmi, ma i governi hanno il dovere di governare e con i migranti non si può? Io dico questo: ogni governo deve dire chiaramente io ne posso ricevere un tot, ognuno lo sa. I migranti vanno accolti, accompagnati, promossi e integrati. Se un governo non lo può fare deve entrare in dialogo con gli altri e questo è importante in Unione europea, che deve fare armonia per la distribuzione dei migranti. Pensate a Lampedusa, alla Sicilia, a Cipro, alla Grecia, arrivano i migranti e non c’è un’armonia. L’Ue non è capace di fare armonia, manca questa armonia fra i paesi dell’Ue per la distribuzione, manca l’armonia generale».


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