la visita a camerino

Il Papa tra le casette dei terremotati: «Nessuno vi dimentichi»

di Marzio Bartoloni


Papa: ad Assisi marzo 2020 per "ridare anima" a economia

2' di lettura

«Sono venuto oggi semplicemente per starvi vicino; sono qui a pregare con voi Dio che si ricorda di noi, perché nessuno si scordi di chi è in difficoltà. Prego il Dio della speranza, perché ciò che è instabile in terra non faccia vacillare la certezza che abbiamo dentro. Prego il Dio Vicino, perché susciti gesti concreti di prossimità». Queste le parole di Papa Francesco nell’omelia della messa a piazza Cavour a Camerino. Nella mattinata Bergoglio ha visitato personalmente alcune famiglie che vivono nelle casette, le strutture abitative emergenziali costruite dopo il terremoto di tre anni fa.

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«Sono passati quasi tre anni e il rischio è che, dopo il primo coinvolgimento emotivo e mediatico, l'attenzione cali e le promesse vadano a finire nel dimenticatoio, aumentando la frustrazione di chi vede il territorio spopolarsi sempre di più» Così il Papa nell'omelia della messa a Camerino, facendo riferimento alla difficile situazione post-terremoto. «Il Signore invece spinge - ha continuato - a ricordare, riparare, ricostruire, e a farlo insieme, senza mai dimenticare chi soffre». Papa Francesco prima della messa è entrato nella cattedrale di Camerino, ancora inagibile dopo il terremoto di tre anni fa. Per questo ha indossato l'elmetto di sicurezza. La struttura è stata aperta in via eccezionale per la visita del pontefice. E anche piazza Cavour, dove si celebra la messa. è ancora tutta puntellata visto che si trova nella «zona rossa», ma solo per oggi è stata consentita la sua apertura al pubblico, se pur con numeri limitati per ragioni di sicurezza.

Il Papa in mattinata ha fatto visita al quartiere del casette. «Abbiate speranza, andate avanti», ha ripetuto a tutte le famiglie delle Sae, le strutture abitative emergenziali, che ha visitato personalmente a Camerino. Sei in tutto, un'intera fila di casette, diversamente dalle due-tre previste dagli organizzatori. Francesco nella prima, ospite di una coppia, ha fatto anche colazione. E siccome i padroni di casa non prendevano le cose da loro preparate, forse anche per l'emozione, il pontefice ha scherzato: «Allora sono avvelenate?». In tutte le case ha pregato, ha benedetto, invitato alla speranza, ha fatto le foto con chi era presente. Ha chiesto della vita quotidiana e ai più anziani della salute. Ad un giovane della associazione “Io non crollo”, il Papa ha detto: «Bisogna fare una scommessa sulla speranza, ci fa aspettare, ma non delude». Nelle sei casette, tutte uguali, i tavoli sono pronti per la colazione ma il pontefice, dopo la prima visita, declina con gli altri l'invito: «Altrimenti faccio come le galline...» ha scherzato alludendo al fatto che beccano qui e lì.

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