analisiil 20 giugno la visita

Il Papa pregherà sulla tomba di Don Milani a Barbiana

di Carlo Marroni

(Soace24)

2' di lettura

L'annuncio è arrivato il giorno dopo il videomessaggio per la pubblicazione dell'opera omnia di don Lorenzo Milani. Francesco il 20 giugno andrà a Barbiana sulla tomba del priore, quasi in coincidenza con il cinquantesimo della sua prematura morte, sui monti del Mugello, nelle terre di un confino che ha retto fino ai giorni nostri, e regge ancora visto che non è iniziato neppure lo straccio di pratica per la sua beatificazione. Eppure viene di continuo citato, anche se forse e' poco letto. Ma Bergoglio invece conosce bene la lezione di don Lorenzo, e l'ha sintetizzata nel suo messaggio: le sue idee erano troppo avanzate per il suo tempo.

La tomba di Don Milani. ANSA/ ARCHIVIO

Visita-lampo privata a Barbiana
E cosi' nasce la visita-lampo, privata e profonda, in quella Barbiana che è tuttora periferia, figurarsi nel dopoguerra. La visita sarà in accoppiata con quella già annunciata sulla tomba nel cremonese di don Primo Mazzolari, prete coraggioso vicino alla Resistenza e di idee fortemente progressiste, anche lui confinato ai margini della Chiesa dalle gerarchie conservatrici e poi riabilitato da papi coraggiosi come Paolo VI (quando era ancora arcivescovo, per la verità) e Giovanni XXIII. «Troppi ancora hanno le mani pulite perchè non hanno mai fatto niente» è una delle frasi più celebri pronunciate da Mazzolari ed erroneamente attribuita a Milani, quasi a sottolinearne la sintonia in un'Italia che cercava una di via di progresso dopo la guerra, il ventennio e il dominio del conformismo conservatore.

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Bergoglio: i cattolici devono sporcarsi le mani
Ed è questo il pensiero anche di Bergoglio: i cattolici, i credenti, devono avere il coraggio sporcarsi le mani (rimanendo onesti, beninteso) non rimanere dentro recinti puliti e lontani dalle beghe del mondo, a partire dalla politica. "I care" prima di Barack Obama lo predicava don Milani ai suoi ragazzi di Barbiana, gli stessi che incontrerà il Papa lassù sul Monte Giovi, dove si è formata una generazione di coraggiosi politici e sindacalisti, e che la politica ufficiale ha sempre esaltato ma mai coinvolto e fatto crescere sul serio. E lo stesso è avvenuto da parte delle gerarchie che si sono succedute, specie a Firenze. Quella di Mazzolari e Milani è la via che Francesco indica alla troppo prudente Chiesa italiana, che per quei giorni avra' al suo vertice un nuovo presidente della Cei. Forse la visita del Papa è una via che indica nella scelta della futura leadership.

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