A CERNOBBIO

Il paradosso dei consumi alimentari italiani: sempre più spesa on line e acquisti a “km 0”

di Giorgio dell'Orefice


Vacanze a tavola. Coldiretti, 5056 bandiere del gusto nel 2018

3' di lettura

Spesa on line e acquisti a “km 0”. Nonostante siano in aperta contraddizione sono le due tendenze emergenti nei consumi alimentari delle famiglie italiane secondo quanto emerge da due studi realizzati da Coldiretti e dal Censis e presentati stamani nel corso del XVII Forum dell'agricoltura e dell'alimentazione di Coldiretti che si è aperto oggi a Cernobbio (Como).
Secondo Coldiretti e Censis infatti nel 2018 più di un italiano su tre (ovvero il 37%) ha ordinato cibo dal telefono o dal pc. Una tendenza che nel corso dell'ultimo anno ha registrato una crescita boom: +47%.
Coldiretti e Censis hanno provato a scattare una fotografia del settore più trendy della ristorazione che nel tempo, grazie a piattaforme sempre più cliccate come Just Eat, Foodora o Deliveroo ha allargato la propria sfera d'azione dalla tradizionale pizza fino ai menu etnici e ai cibi gourmet coinvolgendo sempre più ristoranti di qualità.

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Secondo quanto emerge dalla ricerca le motivazioni alla base degli ordini on line sono “allietare le serate in casa” (indicato dal 32,6% degli intervistati), il “non avere tempo per cucinare” (26,5%), il “non voler rinunciare alla buona cucina restando a casa” (24,7%), “sperimentare piatti nuovi e originali” (18%).
Nell'analisi Coldiretti/Censis gli utenti del food on line indicano anche alcuni aspetti del servizio a loro avviso da migliorare. “Quattro italiani su dieci (38,1%) – spiegano alla Coldiretti – ritengono prioritario migliorare il rispetto dei diritti del lavoro dei riders, i fattorini che portano i piatti nelle abitazioni; 28% di chi riceve il cibo a casa richiede di migliorare gli standard igienici dei prodotti durante il trasporto ma c'è anche un 25,3% che chiede alle piattaforme web di promuovere anche la qualità dei prodotti e degli ingredienti che propongono nei loro menù di vendita”.

Tuttavia il trend in grande crescita della ristorazione “a casa” o del “food delivery” nel panorama dei consumatori italiani convive con una tendenza diametralmente opposta: ovvero con la contemporanea crescita di coloro che, magari nel fine settimana, praticano l'enoturismo alla ricerca dei luoghi di produzione del food made in Italy e sempre più spesso del contatto diretto con i produttori.

“Un esempio – nota lo studio Coldiretti/Censis – è rappresentato dagli italiani che frequentano i mercati contadini. Sono ben 8 milioni quelli che dichiarano di recarsi tra i banchi dei produttori anche e soprattutto per incontrare persone, socializzare e trovare occasioni di convivialità”.

Ma la ricerca delle origini dei prodotti sempre più spesso va ad li là del semplice contatto con i produttori e sempre più spesso implica la visita nei territori. Secondo lo studio Coldiretti/Censis sono 38 milioni gli italiani che nel 2018 hanno frequentato almeno una volta una sagra di prodotti locali, mentre in 26 milioni hanno scelto di trascorrere appositamente le proprie vacanze nelle aree che ospitano eccellenze enogastronomiche. Sono inoltre 23,7 milioni i cittadini del Belpaese che hanno partecipato, secondo Coldiretti/Censis, ad eventi e serate di degustazioni di prodotti o vini, e 23 milioni coloro che hanno soggiornato almeno una volta in agriturismo. “Acquistare prodotti a chilometri zero – ha commentato il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo - è un segnale di attenzione al proprio territorio, alla tutela dell'ambiente e del paesaggio che ci circonda, ma anche un sostegno all'economia e all'occupazione locale”.

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