In Puglia

Il Parco dell’Alta Murgia punta a entrare nella rete dei Geoparchi Unesco

di Vincenzo Rutigliano

2' di lettura

Entrare nella rete internazionale dei Geoparchi dell’Unesco e aumentare l’appeal per gli escursionisti, soprattutto esteri. Si punta in alto per il Parco dell’Alta Murgia il più grande parco rurale d’Italia, 68.000 ettari protetti, tutti nel cuore della Puglia centrale, tempio dell’escursionismo tra tesori naturalistici, geologici e archeologici. Dopo il via libera della Regione nella primavera 2022 la commissione Unesco visiterà i luoghi e deciderà. Nel dossier c’è tutto il perchè dei tanti turisti, per l’80% italiani, che scelgono la vacanza country sulla Murgia barese, all’aria aperta, trascorrendola in agriturismi, B&B, case familiari e masserie circondate da muretti a secco in pietra, jazzi, mungitoi, trulli, e da tratturi della transumanza.

Nel Parco istituito nel 2004, il turista si muove in uno degli ambienti meno antropizzati al mondo, tra boschi e scenari rocciosi, ambienti steppici, doline carsiche, insediamenti rupestri e su tutto 5 tesori geologici che sono anche il must della candidatura a Geoparco, che così potrà puntare ad allargare la parte estera del flusso turistico escursionistico-naturalistico(84.000 arrivi, 390.000 presenze nel 2020 in tutta la regione), tesori immortalati in un milione di francobolli da due settimane in giro per il mondo.

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Sono la Cava Pontrelli, con oltre 25.000 orme di dinosauro vecchie di 85 milioni di anni che affondano in un ex giacimento calcareo, la Grotta di Lamalunga che custodisce un antico esemplare(tra 130 e 190.000 anni fa) di uomo di Neanderthal, le miniere di bauxite, scoperte nel 1935, oggi sito di archeologia industriale quasi, ed infine il Pulo di Altamura ed il Pulicchio di Gravina, due grandi doline profonde tra 90 e 110 metri, che testimoniano la lunga erosione carsica che più ha caratterizzato questo territorio. E poi un patrimonio botanico ineguagliabile con rare specie di orchidee. Tutto questo va conservato e gestito secondo i principi della carta europea del turismo sostenibile che il parco ha fatto sua.

Per questo l’Ente parco, guidato dall’ambientalista Francesco Tarantini, ha un programma di azioni in corso: mettere in sicurezza sentieri e camini, a partire dalla cartellonistica e dalla raccolta dei rifiuti spesso abbandonati; attivare percorsi di educazione ambientale sulla geodiversità affidati alle guide ufficiali del Parco;intercettare finanziamenti ministeriali per ristrutturare jazzi e mungitoi, e per la gestione sostenibile di boschi e foreste. E ancora la mobilità sostenibile con la realizzazione di 5 stazioni di bike sharing utili anche per le ciclovie che attraversano il Parco, come quella dell’Acquedotto Pugliese. Mettere in rete wifi, con l’ausilio di Infratel Italia, quasi 60 masserie sparse sulle Murge, e per la videosorveglianza antincendio.

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