beni culturali

Il parco dell’Aspromonte salva il Sogno di Giacobbe

di Donata Marrazzo

2' di lettura

L’Aspromonte salva il Sogno di Giacobbe, il capolavoro di Nik Spatari custodito all’interno del Museo di Santa Barbara (Musaba) a Mammola, in provincia di Reggio Calabria. L’affresco, un’opera di grandi dimensioni sospesa tra l’abside e la volta della chiesetta di Santa Barbara – riconosciuta come la Cappella Sistina della Calabria – è stato gravemente danneggiato dalle infiltrazioni d’acqua piovana. Il parco nazionale dell’Aspromonte, su iniziativa del presidente Giuseppe Bombino, sostiene con 25mila euro i primi interventi urgenti di messa in sicurezza per la copertura della chiesa che custodisce il capolavoro dell’artista calabrese, protagonista delle avanguardie europee del ’900.

Un’azione con cui il Parco intende dare risalto al connubio tra natura e cultura: rientra in una strategia precisa, che ha già portato l’ente alla creazione della Rete dei Musei del Parco e di recente al restauro dell’annunciazione di Antonello Gagini, il gruppo marmoreo rinascimentale presente all’interno della chiesa di San Teodoro a Bagaladi, nella Calabria greca.
Per il Musaba – considerato «una realtà irripetibile e irrinunciabile nella prospettiva dello sviluppo sociale, economico e culturale della Città Metropolitana di Reggio Calabri e dell’intera Calabria», come sottolinea Bombino – sono solo i primi passi verso il completamento dell’intero progetto. Qualche giorno fa il presidente della Regione Mario Oliverio, durante la visita al museo, si è impegnato a sostenere il restauro del tetto della chiesa per proteggere il capolavoro di Nik Spatari. «Nei prossimi giorni definiremo il contributo destinato al Musaba, la prima di una serie di collaborazioni che intendiamo avviare per preservare la bellezza di questo straordinario parco d’arte», ha aggiunto Oliverio.

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Gli interventi per il Museo di Santa Barbara rientrano infatti in un elenco di opere per la riqualificazione e la valorizzazione dei beni culturali calabresi che la Regione sta valutando per inserirli in una delibera di prossima pubblicazione. Un’operazione che complessivamente vale più di 10 milioni di euro e che riguarda ad esempio la Cittadella vescovile di Gerace (Reggio Calabria), la Villa Romana di Casignana (Reggio Calabria), l’Abbazia florense di San Giovanni in Fiore (Cosenza).
Trecentomila euro i fondi destinati al “tempio” di Spatari (che è anche quello di Hiske, la moglie olandese, sua musa ispiratrice), un complesso monumentale di 7 ettari, che coniuga archeologia e modernità, paesaggio e arte contemporanea.

«Siamo in attesa che la Soprintendenza, soggetto attuatore del progetto nella persona del segretario regionale del ministero dei beni culturali Salvatore Patamia, sottoscriva una convenzione con il soggetto privato che gestisce il Musaba – spiega l’architetto Domenico Schiava, responsabile regionale del settore Beni culturali, aree musei e parchi archeologici – per disciplinare i lavori e il successivo utilizzo del bene. La procedura per destinare fondi pubblici a un ente privato, di cui però si riconosce l'interesse pubblico, è complessa, ma la convenzione renderà il progetto immediatamente cantierabile». E a queste condizioni il segretario regionale del Mibact Salvatore Patamia si dice pronto a procedere.

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