Post Brexit

Il Parlamento Ue approva il partenariato con Londra

Il sì all’accordo è arrivato mentre si trascina la lite sul confine irlandese. L’intesa prevede libertà di scambio senza tariffe né quote

di Beda Romano

Nonostante Brexit sia una realtà da mesi, davanti al Parlamento continuano le manifestazioni contro l’uscita di Londra dalla Ue (Ap)

3' di lettura

A cinque anni da uno storico referendum che ha sancito l’uscita del Regno Unito dall’Unione, il Parlamento europeo ha approvato ieri a larghissima maggioranza l’accordo di partenariato concluso alla fine del 2020. Ciononostante, l’atteggiamento europeo è segnato da evidente sfiducia. Londra e Bruxelles stanno cercando una soluzione a una recente controversia relativa alla frontiera irlandese, mentre numerosi pescatori francesi protestano per non avere ancora ricevuto le attese licenze di pesca inglesi.

I commenti di ieri sono stati improntati all’ottimismo di maniera. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha definito il trattato «il pilastro di un partenariato forte e stretto con il Regno Unito». Secondo il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, si tratta dell’inizio di «una nuova era». Il premier Boris Johnson, impelagato in uno scandalo politico in patria, ha spiegato che l’intesa riguarda due partner «di importanza vitale, alleati vicini e sovrani in modo uguale».

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Nel giugno del 2016, una piccola maggioranza di britannici si era detta favorevole a Brexit (il 52% dei votanti). Un accordo di divorzio fu finalmente firmato alla fine del 2019. Nel corso dell’anno successivo le parti hanno negoziato una intesa di partenariato che prevede libertà di scambio senza quote né tariffe. La Gran Bretagna è uscita dal mercato unico ufficialmente il 31 gennaio del 2020, mentre l’uscita effettiva è avvenuta il 1° gennaio di quest’anno.

Nell’esportare merci verso l’Europa il paese deve ora sottostare alle regole doganali europee (tanto che nei primi due mesi dell’anno, l’export britannico verso i Ventisette è sceso del 47% annuo). Il voto di ieri in Parlamento è stato senza equivoci: 660 deputati hanno votato a favore, 32 si sono astenuti, 5 hanno votato contro su un totale di 697 votanti. Il via libera è giunto all’ultimo minuto: l’applicazione provvisoria del testo di oltre 1.250 pagine viene infatti a scadere domani, il 30 aprile.

«La ratifica dell’accordo non è un voto di fiducia cieca nelle intenzioni del governo britannico di attuare i nostri accordi in buona fede. Piuttosto, è un’assicurazione dell’Unione europea contro ulteriori deviazioni unilaterali da ciò che è stato concordato congiuntamente. Il Parlamento europeo rimarrà vigile», ha detto il popolare lussemburghese Christophe Hansen, relatore del testo. I deputati hanno optato per dare stabilità alla relazione tra le parti, anche se non mancano i nodi da sciogliere.

Nelle scorse settimane, Bruxelles ha rimproverato a Londra di avere rinviato previsti controlli sulle merci in transito tra il Regno Unito e l’Irlanda del Nord, controlli che devono servire ad evitare un ritorno del confine tra le due Irlande. Il tema controverso è oggetto di un negoziato per trovare una soluzione. Spiegava ieri un esponente comunitario: «Il Regno Unito ha presentato una sua proposta alla fine di marzo. Ci stiamo lavorando da allora». Da Londra, il segretario di Stato David Frost ha promesso «spirito positivo», ma «sempre in difesa dei nostri interessi».

I parlamentari erano incerti sul da fare. Hanno poi deciso di approvare il testo per dare certezza giuridica al rapporto bilaterale, e rafforzare la posizione europea nella controversia in corso. Ciò detto, la sfiducia si tocca con mano anche nel settore della pesca. Nei giorni scorsi, centinaia di pescatori francesi hanno manifestato per le difficoltà ad ottenere licenze per pescare nelle acque britanniche, come previsto dall’intesa di partenariato. A questa vicenda si aggiunge naturalmente il caso del vaccino AstraZeneca: Bruxelles accusa Londra di averne ostacolato l’export verso l’Europa.

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