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Il Parma calcio riprende la Via della Seta, intesa tra cordata italiana e socio cinese

Arriva l’accordo fra Nuovo Inizio, la società formata da 7 imprenditori di Parma che detiene il pacchetto di maggioranza del Parma Calcio 1913, e il magnate cinese Jiang Lizang. Si chiude così l’arbitrato sul passaggio delle quote societarie. L’intesa prevede la possibilità per il Parma di usufruire del network di scouting e know-how internazionale sviluppato in questi anni da Link International.

di Marco Bellinazzo

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Arriva l’accordo fra Nuovo Inizio, la società formata da 7 imprenditori di Parma che detiene il pacchetto di maggioranza del Parma Calcio 1913, e il magnate cinese Jiang Lizang. Si chiude così l’arbitrato sul passaggio delle quote societarie. L’intesa prevede la possibilità per il Parma di usufruire del network di scouting e know-how internazionale sviluppato in questi anni da Link International.


4' di lettura

Il Parma resta italo-cinese. Si chiude con un accordo fra le parti la vertenza fra Nuovo Inizio, la società formata da sette imprenditori di Parma che detiene il pacchetto di maggioranza del Parma Calcio 1913, e Link International/Hope Group del magnate cinese Jiang Lizang, che possiede attualmente il 30% del capitale azionario.

L’accordo
Nuovo Inizio aveva riacquisito il pacchetto di maggioranza della società a causa di gravi inadempienze contrattuali della società cinese. Una soluzione contestata da Lizang. Sulla controversia era stato richiesto un arbitrato da parte del tribunale di Milano, ma venerdì 13 dicembre è arrivata la notizia dell’intesa fra le due parti che stabilisce la «cessazione di ogni controversia esistente e conferma l’attuale assetto azionario (60% Nuovo Inizio, 30% Link International, 10% Ppc), riconoscendo a Link International un rappresentante nominato da Hope Group all’interno del Consiglio di Amministrazione di Parma Calcio». Inoltre, si legge nella nota, l’accordo prevede la possibilità per il Parma Calcio 1913 «di usufruire del network di scouting e know-how internazionale sviluppato in questi anni da Link International attraverso Hope Group, che gestisce il Granada Cf (La Liga), Tondela Fc (Primeira Liga) e il Chonqing Dangdai Lifan Fc (China Superleague)».

La vertenza
La partnership italo-cinese nella governance del Parma Calcio 1913, risorto dalle ceneri del fallimento del 2015 e tornato a calcare i campi della Serie A, era stata avviata nella primavera del 2017. Ma dopo una prima fase di buon funzionamento erano sorti alcuni inadempimenti dell’allora azionista di maggioranza Jiang Lizhang, presidente del colosso Desports, già attivo nello sport internazionale con la partecipazione anche nei Minnesota Timberwolves nell’Nba (di cui possiede il 5% delle quote). Lizhang, che ha operato con la sua società personale Link international di Hong Kong, aveva in effetti rilevato il 60% del club dalla cordata italiana formata dagli imprenditori Guido Barilla, Giampaolo Dallara, Mauro Del Rio, Marco Ferrari, Angelo Gandolfi, Giacomo Malmesi e Paolo Pizzarotti, riuniti nella società «Nuovo Inizio». Quest’ultima aveva conservato il 30% del capitale del club, dopo averne favorito la ricostruzione e la risalita dalla serie D, mentre il restante 10% appartiene fin dal principio della nuova avventura ai tifosi.

I ritardi
Il closing per il passaggio della maggioranza a Lizhang, in realtà, aveva subito vari rinvii addebitabili al compratore ed era formalmente avvenuto il 16 novembre 2017. Il partner cinese aveva versato in varie fasi circa 18,5 milioni per acquisire le quote e supportare la squadra. Tuttavia, nel corso del 2018, tra Collecchio e la Cina sono sorti reiterati problemi derivanti dal mancato rispetto da parte del socio cinese degli obblighi connessi, tra le altre cose, alle garanzie bancarie che è necessario fornire per l’iscrizione al campionato, al finanziamento del calciomercato, nonché per l’acquisto del Centro Sportivo di Collecchio (2,8 milioni). I ritardi di Link rispetto alle scadenze di volta in volta fissate e prorogate dalla cordata italiana, sono state giustificati prevalentemente con le restrizioni imposte dal governo di Pechino all’export di capitali e hanno finito addirittura per mettere a repentaglio l’iscrizione al massimo campionato italiano, raggiunto dal Parma grazie alla promozione ottenuta il 18 maggio 2018. A far fronte alle esigenze finanziarie del club ci ha pensato, oltre quelli che sarebbero i propri doveri pro quota, la cordata italiana.

Il cambio di maggioranza
Nel giugno 2018 il Cda del Parma delibera perciò all’unanimità un apporto di capitale di 10 milioni a copertura delle perdite di oltre 20 milioni maturate con la militanza in Serie B e i “premi promozione”, in modo da riequilibrare il patrimonio netto. A ciò si aggiungono 10 milioni di nuovi impegni fidejussori per il calciomercato. La cordata italiana fa presente a Lizhang come i regolamenti del calcio italiano prescrivano vincoli patrimoniali, garanzie da prestare e pagamenti da effettuare tempestivamente, salvo penalizzazioni, e si dice pronta a supplire alle carenze di Link sino al 30 giugno 2018. Link, nonostante prometta a più riprese di subentrare negli obblighi assunti dalla cordata italiana e da «Nuovo Inizio», a metà ottobre tra cash e garanzie accumula inadempimenti per circa 20 milioni. Lizhang aveva accettato, in cambio dell’intervento finanziario di «Nuovo Inizio», di conferire a Marco Ferrari un mandato irrevocabile in data 30 gennaio 2018 per la retrocessione del 30% del capitale del club a «Nuovo Inizio» - al valore nominale di 45mila euro - attivabile nel caso in cui non avesse onorato i propri obblighi. La cordata italiana, dopo aver concesso al socio cinese diverse proroghe rispetto alle scadenze via via non rispettate, in particolare quella fissata al 30 giugno 2018, e davanti a esigenze di continuità aziendale si è vista costretta a far valere questa clausola e a esercitare il mandato concordato con Lizhang e convalidato da un notaio.

La controversia
Il 23 ottobre 2018 il 30% del club passa così, per 45mila euro (versati lo stesso giorno da Marco Ferrari a Link nel conto aperto presso la Cassa di risparmio di Parma e Piacenza) , alla compagine parmigiana, che torna a costituire l’azionista di maggioranza - Pietro Pizzarotti viene eletto presidente - mentre Link torna al 30 per cento. Viene anche disposto un aumento di capitale per 11,7 milioni che «Nuovo Inizio» versa immediatamente per riportare il patrimonio netto in positivo al 31 dicembre 2018. Lizhang sottoscrive la sua quota del 30% versando 3,5 milioni e fa sapere attraverso una serie di comunicati stampa di aver depositato altri 3,5 milioni presso un notaio milanese e di essere pronto alla battaglia legale per recuperare il 30% passato di mano.

L’arbitrato
Link lamentava soprattutto le modalità di esecuzione del mandato, di non esserne stata informata, di non aver ricevuto alcun corrispettivo e altre presunte irregolarità per cui avrebbe subìto gravi danni. Inoltre, contestava che l’esecutore del “mandato in rem propriam” Marco Ferrari fosse anche socio di «Nuovo Inizio». «Nuovo Inizio» invece riteneva di aver agito in buona fede e a fine novembre aveva avviato un arbitrato presso la Camera Arbitrale di Milano (a cui il socio cinese aveva poi aderito) per tutelare i propri interessi e quelli del Parma Calcio. Ora la pace, che potrebbe aprire anche nuove opportunità al club parmigiano in Asia, lungo la via della Seta calcistica.

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