i nuovi equilibri

Il partito di Renzi già decisivo al Senato: ago della bilancia in Commissione Finanze

I renziani saranno decisivi soprattutto nella Commissione Finanze, dove hanno quattro membri di peso

di Andrea Marini


Matteo Renzi, da Prodi all'uscita dal Pd

2' di lettura

Con la scissione dal Pd, il partito di Matteo Renzi diventa decisivo a Palazzo Madama. I suoi 15 senatori (a cui si unirà l’esponente di Forza Italia Donatella Conzatti e il socialista Riccardo Nencini), vanno a costituire i terzo gruppo della coalizione che sostiene il governo Conte due: dopo i 106 componenti del M5S, i 35 del Pd, e prima di Leu (4), i 3 ex M5S nel gruppo Misto, i 3 delle Autonomie e i 2 del Maie. I renziani saranno decisivi soprattutto nella Commissione Finanze, dove hanno tre membri di peso. Una commissione che è oltretutto presieduta ancora dal leghista Alberto Bagnai.

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I 15 fedelissimi di Renzi al Senato
Matteo Renzi porta in “Italia viva”, la sua nuova formazione, 13 senatori (ex premier compreso, che è senatore della commissione Esteri), a cui si aggiunge Donatella Conzatti, già esponenti di Fi in Commissione Finanze a Palazzo Madama, e Riccardo Nencini, socialista membro della commissione Lavoro. Lasciano il Pd, oltre all'attuale ministro per le politiche agricole Teresa Bellanova, i senatori: Francesco Bonifazi (membro della commissione Finanze) , Eugenio Comincini (commissione Finanze), Leonardo Grimani (commissione Finanze), Giuseppe Cucca (Giustizia), Davide Faraone (affari costituzionali), Nadia Ginetti (Politiche Ue), Ernesto Magorno (agricoltura), Laura Garavini (Difesa), Valeria Sudano (Ambiente), Mauro Maria Marino (Bilancio) e Daniela Sbrollini (Agricoltura).

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Gli equilibri al Senato e in Commissione Finanze
I renziani saranno decisivi per le sorti del governo Conte 2: a Palazzo Madama, la fiducia è passata con 169 sì, 8 voti in più della soglia della maggioranza assoluta (161). Senza contare che tra questi 169 sì ci sono anche tre senatori a vita (Elena Cattaneo, Liliana Segre e Mario Monti) la cui posizione non può essere considerata organica alla nuova maggioranza. Equilibri ancora decisivi in commissione finanze: dei 24 componenti, 13 ne conta la maggioranza (tra cui 4 renziani) e 11 l’opposizione. Numeri che certo non tranquillizzano il governo in vista dell’avvio della sessione di bilancio che dovrà portare entro dicembre all’ok della manovra 2020.

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