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Il Pastificio: «Rischiamo un disastro»

di Vincenzo Rutigliano

Marina Mastromauro, ad di Granoro (Imagoeconomica)

1' di lettura

«Appena scadranno sarà un disastro». Per Marina Mastromauro, ad del pastificio Granoro di Corato, nel barese, impianto energivoro per definizione con linee produttive distribuite su 3 turni, 24 ore al giorno, i costi in bolletta sono aumentati quasi 8 volte negli ultimi mesi, rispetto allo stesso periodo del biennio 2020-2021. «A luglio scorso - spiega Mastromauro, alla guida del pastificio fondato dal padre Attilio nel 1967 che oggi esporta in 180 paesi e occupa 112 addetti – la bolletta elettrica ha raggiunto i 500mila contro i 180mila dello stesso periodo del 2021». E se l’aumento è stato di poco inferiore alle 8 volte è perché «abbiamo un contratto diciamo favorevole». Analogamente per il gas: da 120 mila di luglio 2021 a 400 mila di luglio 2022, aumento anche in questo caso di poco inferiore a 8 volte «grazie ad un contratto che ancora ci tutela per fortuna». Non appena andranno a scadenza i contratti a suo tempo conclusi, i costi «saranno fuori controllo». Il costo medio dell'energia elettrica calcolato sul biennio 2020-21 è dunque passato da 0,05 centesimi per kw agli attuali 0,49; con il gas, con lo stesso parametro temporale, da 0,25 centesimi per mc a 2 euro. E la bolletta energetica resta pesantissima nonostante gli investimenti di questi anni nelle energie rinnovabili.

Nel pastificio vi è infatti un modernissimo impianto di tri-cogenerazione con tecnologia CAR (Cogenerazione ad Alto Rendimento) alimentato con gas metano di rete, in grado di produrre buona parte (circa il 50%) dell'energia elettrica assorbita dall’opificio.

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