arte in banca

Il patrimonio artistico di Carige va su Instagram

Sui social “Carige Arte Cultura” un percorso tra le collezioni di opere d'arte, manufatti e documenti che raccontano Genova e la Liguria nei secoli

di Francesca Guerisoli

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Panorama dall'ultimo piano della sede di Banca Carige, Genova

Sui social “Carige Arte Cultura” un percorso tra le collezioni di opere d'arte, manufatti e documenti che raccontano Genova e la Liguria nei secoli


4' di lettura

In queste settimane di lockdown a mancare non sono certo le iniziative volte a incoraggiare la fruizione del patrimonio “a distanza”. Non solo musei e spazi espositivi, ma anche banche si sono messe in moto. Banca Carige ha inaugurato il suo progetto social su Instagram , “ Carige Arte Cultura. Il tema? Le sue collezioni. A partire dai paesaggi del territorio. Curato dall'ufficio comunicazione della Banca, il progetto inaugura con un paesaggio, «Veduta di Genova da San Lazzaro», dipinto da Luigi Garibbo nel 1832, affiancato da una fotografia che ritrae il panorama del Centro Storico e del Porto Antico così come si osservano dall'ultimo piano della sede di Carige, a Genova. I dipinti di paesaggio liguri, che sottolineano il forte legame tra i cittadini, il territorio e il patrimonio d'arte, sono affiancati da opere dedicate alla sua peculiare vegetazione, come i fiori ritratti dal maestro bogliaschino Raimondo Sirotti, già caricati sull'account Instagram, che ci conducono in una gioiosa passeggiata primaverile tra varie specie multicolori mosse dalla brezza e accarezzate dal sole.

Le opere maggiori in collezione
Non solo paesaggi e non solo maestri liguri, in ogni caso, tutti pezzi legati alla storia del territorio. Le opere maggiori presenti in collezione di Banca Carige sono pezzi da novanta, dal Cinquecento al Novecento. Esempi sono: «Susanna e i Vecchioni» del Veronese, una tela che misura ben 217 x 337 cm, la cui perizia aggiornata di recente ne ha stimato il valore di mercato intorno ai 3 milioni di euro; la «Sacra Famiglia con San Giovannino» di Antoon van Dyck, valutata sui 2,5 milioni di euro; un «Concetto spaziale» di Lucio Fontana con uno dei suoi tagli rossi, periziato intorno a 1,5 milioni di euro; e una tela del Grechetto, «Giacobbe incontra Rachele al pozzo», la cui ultima valutazione lo ha stimato intorno a 1,2 milioni di euro.
Il maggiore acquisto da parte di Banca Carige risale al 1969, due anni dopo la costruzione della sede, con l'acquisizione di 30 capolavori dalla pinacoteca di Palazzo D'Oria in Via Garibaldi a Genova, come ci racconta Alfredo Majo, responsabile comunicazione di Banca Carige, si tratta di “opere prestigiose, che recano le firme dei grandi maestri del Secolo dei Genovesi, una stagione artistica che nell'ambito del Barocco ha espresso un suo lessico particolare, di grande suggestione, che racconta la storia e la bellezza del territorio”. Al momento, non vi è un programma specifico di acquisizioni; l'ultima, un dipinto della scuola di Rubens, risale all'inizio di questo decennio. Il patrimonio, d'altronde, è vasto: “Con le fusioni del 2015 delle Casse di risparmio controllate a Savona e Carrara – prosegue Majo – è stato avviato con l' Università degli Studi di Genova un progetto per aggiornare l'intera inventariazione delle migliaia di pezzi d'arte e dei fondi archivistici in possesso della banca. Gli investimenti sono quindi orientati verso l'implementazione di un software gestionale avanzato e nell'erogazione di una borsa di studi per due giovani ricercatori, storici dell'arte, che lavorano a questa attività insieme al personale della Banca”.

La collezione di Banca Carige

La collezione di Banca Carige

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L'attività di promozione in tempi normali
Uno dei pilastri della promozione del patrimonio artistico di Carige, in tempi normali, è l'attività espositiva, che mira a contribuire allo sviluppo culturale e alla valorizzazione delle bellezze del territorio. Tra queste, le visite guidate in Banca effettuate per eventi come i “Rolli Days” (manifestazione che si tiene a maggio e quest'anno è stata “dirottata” sul web e presenta l'apertura dei Palazzi genovesi Patrimonio UNESCO) o “Invito a Palazzo” (evento annuale promosso da ABI che prevede l'apertura delle sedi storiche delle banche e delle Fondazioni di origine bancaria), che apre le porte anche delle sedi di Savona, Lucca e Palermo. “In queste giornate di apertura riceviamo in media la visita di 8-10mila persone ogni anno – spiega Alfredo Majo –. In ogni occasione viene organizzata una mostra, di solito in sinergia con le istituzioni culturali locali, in cui approfondiamo aspetti particolari della storia del territorio, l'ultima è stata sulla moda e lo sviluppo delle manifatture tessili nel Secolo dei Genovesi, con performance su telai originali, la prossima, ci auguriamo, sarà sui 'biglietti di calice', documenti storici particolarissimi che testimoniano una inedita forma di democrazia diretta nella Genova del '600-'700, provenienti dall' Archivio di Stato di Genova ”.

Gli investimenti per restauri e attribuzioni
Oltre alla manutenzione ordinaria delle opere, che impegna un budget annuo di alcune decine di migliaia di euro, Banca Carige segue progetti scientifici di recupero. L'operazione della «Sacra Famiglia con San Giovannino» di Antoon van Dyck è forse l'esempio più interessante: “quando l'autografia del fiammingo era stata messa in dubbio da un'autorevole studiosa americana che aveva ritenuto che l'opera in possesso di Carige fosse la copia di un dipinto di van Dyck andato in asta a New York nel 2007, in occasione della mostra fatta nel 2018 sui dipinti nordici di Banca Carige (“La Sacra Famiglia di van Dyck e gli altri dipinti nordici di Banca Carige, dal 6 al 14 ottobre 2018, ndr) l'accurato restauro svolto dalla Studio Oberto ha consentito agli studiosi coordinati da Anna Orlando di svolgere un'approfondita analisi tecnica del dipinto che ha permesso di far rivivere le fasi compositive del capolavoro, riconoscendo l'inimitabile mano di van Dyck, e di portare avanti un lavoro di ricerca archivistica che ha ricostruito la storia ed i passaggi di sede di proprietà dell'opera dal '600 ai giorni nostri”. Un'investimento importante per Carige che, oltre al suo valore culturale, ha contribuito ad una rivalutazione significativa del valore economico dell'opera.
Un altro esempio particolarmente interessante, pubblicato proprio nei giorni scorsi sul profilo Instagram “Carige Arte Cultura” sotto forma di video, è il recente restauro delle 16 tavole ad acquerello che compongono il Panorama di Genova del 1822 di Henry Parke , uno studio realizzato con strumenti ottici antesignani della fotografia per la realizzazione di un grande panorama cilindrico che ponesse lo spettatore in un punto virtuale di osservazione a 360 gradi della città vista dalle Mura Nuove accanto alla Lanterna.

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