intervista

Il patron Pizzinini: «Ecco come sarà il nuovo Aman Rosa Alpina»

Il proprietario dello storico hotel di San Cassiano rivela le novità frutto dell’accordo con il gruppo asiatico, fra cui stanze più grandi e Spa rinnovata in senso orientale. Apertura prevista nel 2022

di Sara Magro

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L’hotel Rosa Alpina di San Cassiano (Bolzano)

Il proprietario dello storico hotel di San Cassiano rivela le novità frutto dell’accordo con il gruppo asiatico, fra cui stanze più grandi e Spa rinnovata in senso orientale. Apertura prevista nel 2022


3' di lettura

L'hotel Rosa Alpina, storico albergo di San Cassiano tra le Dolomiti, annuncia la stagione invernale, dall’11 dicembre 2020, e la collaborazione con Aman, gruppo di resort di lusso presente in alcune delle più belle località del mondo. La notizia ha scosso il mondo dell'hotellerie italiana, ma Hugo Pizzinini, proprietario del cinque stelle altoatesino, ha chiarito che la partnership è un traguardo di due anni di delicati accordi e noiose burocrazie. Non c'entra nulla con la crisi attuale del turismo. L'hotel è e resta della famiglia Pizzinini che lo gestisce dal 1939 e da tre generazioni».

Hugo Pizzinini e la sua famiglia (Foto courtesy: Lhw)

Il reciproco interesse è nato quando Vladislav Doronin, Presidente e CEO di Aman, ha trascorso una vacanza al Rosa Alpina, innamorandosene «C'è stata un'intesa immediata sui concetti di ospitalità e servizio, - spiega Pizzinini - e d'altra parte gli Aman sono tra i resort più eleganti del mondo. Lo dimostra il portafoglio di clienti di altissimo livello, così affezionati che a rotazione trascorrono le vacanze in ciascuno».

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Trovare poi una via di collaborazione non è stato facile, come speculare su una comune filosofia del turismo basata sui valori di privacy, personalizzazione, investimento continuo. Di questo Pizzinini è consapevole. La trasformazione in un vero e proprio Aman avverrà infatti gradualmente, cominciando dal sales & marketing, delega molto delicata per un albergo. «In sostanza, Aman gestirà soprattutto le vendite», nota.

Hugo è un imprenditore molto attivo. Abituato a scalare le sue amate Dolomiti, ha preso decine di aerei e affrontato ore di incontri con i gli agenti di viaggio in ogni dove, presentandole come una delle meraviglie del mondo, d'altronde riconosciute Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco. Una bellezza che non si può ignorare. Così, lui i clienti se li va a cercare e a prendere ovunque, con la stessa tenacia con cui sfida le cime.

Continuerà a farlo, ma con l'aiuto di un solido partner: «Oggi, Aman è più vicino alla nostra filosofia di ospitalità: del gruppo fanno parte solo 37 piccoli resort, di cui 14 in siti Unesco. A ciascuno viene dedicato il tempo necessario, oltre al fatto che si stabilisce un rapporto più umano, diretto ma estremamente professionale». Spiega che anche per far parte di Aman bisogna rispettare precisi parametri, ma lo staff è più libero di esprimersi, a dispetto di protocolli troppo rigidi: «Rischi di diventare un soldatino e di standardizzare qualunque servizio. In strutture piccole e a conduzione familiare come la nostra crediamo di poter offrire un'accoglienza calda e seria insieme. Sono convinto che il touch umano faccia la differenza», aggiunge.

La seconda fase, che inizierà appena possibile, contempla la ristrutturazione delle 52 camere: «Non cambierà il numero, ma saranno più grandi, minimo di 50 mq, sfruttando le superfici edificabili che abbiamo ancora a disposizione. E rifaremo la spa, ma non secondo il concetto altoatesino con 20 piscine e altrettante saune. Sarà focalizzato sulle discipline orientali, tra attività fisica e consapevolezza, come lo yoga, con istruttori specializzati che fanno già parte del team di Aman».

La trasformazione in Aman Rosa Alpina è prevista per dicembre 2022. In realtà, la collaborazione era cominciata da un paio di anni, con l'Aman di Venezia. I due cinque stelle lusso proponevano di abbinare un soggiorno sulle Dolomiti e uno sul Canal Grande, tenendo l'aeroporto internazionale Marco Polo di Venezia come hub. «A maggior ragione ora, nella prospettiva di ampliare le tappe del Grand Tour», dice Pizzinini alludendo alla ricerca di altre strutture da annettere al gruppo.

Lo chef Norbert Niederkofler

Dove? gli chiediamo noi: «Ovunque la troviamo: in Italia non mancano né posti né strutture». Quindi il Rosa Alpina resterà italiano? «Altroché – risponde Pizzinini – sto solo predisponendo la formula per la quarta generazione, quella dei miei tre figli. In sintesi? Un hotel storico a gestione familiare con partnership internazionale». Infatti alla regia ci sono sempre loro: Hugo con la moglie Ursula; la direttrice Stefania Bellè, e Norbert Niederkofler, lo chef del ristorante tre stelle Michelin all'interno dell'hotel.

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