Investimenti

Consigli dei gestori per investire: il pensionato che vuole integrare il reddito

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(Agf)


2' di lettura

L'obiettivo del pensionato, che vuole integrare il reddito, non è semplice da attuare con una strategia che sia anche poco rischiosa, come spiega Alfonso Maglio, responsabile della ricerca di Marzotto Investment House: «Il ribasso dei rendimenti obbligazionari rende arduo ottenere un reddito integrativo dagli investimenti finanziari, mentre l’alea dei mercati azionari non dà certezza di un flusso reddituale costante.

Nella situazione attuale, peraltro, quasi nessuna attività finanziaria offre un rendimento che corretto per il rischio giustifichi l'investimento, dato che in Europa le obbligazioni societarie non rischiose rendono meno dell’1%, nel comparto ad alto rendimento si rimane in media sotto il 4% e il mercato azionario viene da anni di espansione con rialzi a doppia cifra per molti indici internazionali».

PROFILO PRUDENTE: IL PENSIONATO CHE VUOLE INTEGRARE IL REDDITO

72 anni, pensione di 1.500 euro/mese, casa di proprietà, patrimonio di 150mila euro; necessità di integrare la pensione per le spese discrezionali (viaggi, tempo libero ecc). OBIETTIVO: ottenere un reddito aggiuntivo. PROFILO DI RISCHIO: prudente (Portafoglio elaborato da Alfonso Maglio, Head of Research Department di Marzotto Investment House)

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IL PORTAFOGLIO

IL PORTAFOGLIO

Maglio consiglia, dunque, di cercare valore relativo nelle diverse attività finanziarie senza assumersi rischi non remunerati: «Con un orizzonte temporale di 5 anni, un portafoglio modello per un investitore conservativo potrebbe essere costituito dal 60% di obbligazioni (20% governative, 40% corporate, cioè di società private), dal 30% di azioni e dal 10% di liquidità. Con la riduzione dell'orizzonte temporale, l’allocazione in obbligazioni societarie e in azioni è ridotta a favore di obbligazioni governative e di liquidità».

L’esperto spiega che tra le obbligazioni governative europee, i BTp italiani hanno rendimenti a scadenza piuttosto attraenti, che potrebbero essere premiati, qualora si dovesse raggiungere una situazione di minore incertezza politica. Tuttavia, il rischio Italia è effettivo e potrebbe sorprendere gli investitori non abituati a periodi di significativa volatilità.

Sempre nella periferia, la Spagna continua il suo percorso virtuoso e converge verso i rendimenti dei paesi più solidi. Infine, con le aspettative d’inflazione ai minimi degli ultimi due anni, Maglio indica anche i titoli legati al carovita, che offrono buone opportunità d'investimento per migliorare il rendimento atteso del portafoglio.

«Le condizioni di liquidità in Europa – aggiunge Maglio - danno un quadro piuttosto favorevole alle obbligazioni societarie. Tra queste, però, bisogna fare attenzione ai settori che attraversano fasi particolarmente complesse e offrono rendimenti relativamente elevati, come l’automotive. Infine, nella periferia europea, e in particolare in Italia, sono interessanti alcuni emittenti bancari solidi, che si sono lasciati alle spalle i problemi finanziari degli ultimi anni, come Mediobanca o Intesa».

Tra le azioni, invece, Maglio suggerisce di cercare valore tra le aziende con fondamentali particolarmente solidi, in grado di pagare dividendi in modo sostenibile e di integrare i flussi di cassa del portafoglio: «In Europa si notano aziende come Nestlè e Vinci, mentre negli Stati Uniti aziende come Pepsi e Microsoft».

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