contanti ed evasione

Il pericolo è comunicare il «liberi tutti» sul sommerso

di Angelo Cremonese

(Marka)

2' di lettura

Non è facile cercare di analizzare correttamente i possibili effetti della limitazione all’uso del contante nell’azione di contrasto all’evasione fiscale. Il rischio è quello di partire dalla mancanza di evidenze empiriche circa l’efficacia di questo strumento nella battaglia contro l’erosione del gettito e arrivare a conclusioni che indichino l’inutilità di questa restrizione della libertà dei cittadini.

Senza voler considerare la misura sul contante uno dei pilastri della lotta all’evasione, si deve riflettere sull’importanza che la tracciabilità dei pagamenti può avere sulla tipologia di evasione più diffusa, quella dell’Iva al consumo. Se da un lato non bisogna illudersi che la legge sul contante risolva da sola il problema, dall’altro non si deve sottovalutare il ruolo che questa limitazione può avere in un quadro d’insieme, composto da incrocio delle banche dati, possibili segnalazioni alle autorità di vigilanza, fatturazione elettronica e progressiva digitalizzazione fiscale.

Loading...

Pur non dimenticando le distorsioni create dall’abbattimento dell’imponibile operato dai grandi gruppi internazionali e dall’utilizzo dei centri offshore, bisogna prendere atto che una significativa percentuale dell’evasione nel nostro Paese è posta in essere da una moltitudine di soggetti che ricorrono in larga misura all’utilizzo del contante al fine di mantenere l’anonimato e non lasciare tracce delle movimentazioni effettuate. Non appare casuale la scelta di molti organismi internazionali di misurare l’economia sommersa basandosi sull’ammontare della moneta circolante in eccesso rispetto alle necessità dell’economia lecita. Se poi, la rotta per il recupero del gettito perduto è quella che passa anche per il rapporto di fiducia e trasparenza fra il Fisco e il cittadino, c’è il rischio che provvedimenti di questo genere possano essere interpretati come un segnale controverso.

Si vuole combattere l’evasione con la riduzione degli spazi per l’economia sommersa, con la diffusione della cultura della legalità e della moralità fiscale nella nostra società, ovvero con la logica del “liberi tutti” e dei provvedimenti a saldo e stralcio che premiano chi non ha pagato regolarmente?

L’evasione fiscale è anzitutto un fenomeno sociale che va contrastato con la credibilità delle istituzioni, la chiarezza delle leggi, la semplificazione e, soprattutto, aumentando il grado di equità del sistema tributario.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti