regionali

Il peso del Piemonte (e della Tav) sul futuro del Governo

di Barbara Fiammeri


(ANSA)

2' di lettura

L’attenzione è tutta concentrata sul verdetto di domenica. Ma la data da cerchiare in rosso, per capire come andrà a finire l’alleanza tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio, è quella di martedì 28, quando nell’Aula del Senato arriverà il decreto sblocca cantieri, dove la Lega vuole (e vorrà) inserire la Tav tra le opere da commissariare per accelerarne la realizzazione. Il passo indietro in commissione Ambiente, martedì, con il ritiro da parte del Carroccio dell’emendamento inviso ai Cinque stelle, va letto infatti come una tregua in vista di quella che potrebbe trasformarsi nella battaglia finale sulla Torino-Lione.

Il peso delle regionali in Piemonte
Il voto delle europee, assieme a quello delle amministrative, e in particolare delle regionali in Piemonte, è destinato in ogni caso a modificare gli attuali equilibri di maggioranza. In che senso però non è affatto scontato. Anche perchè i numeri che usciranno domenica notte dalle urne non si tradurranno in seggi nel Parlamento italiano. I Cinque Stelle, quindi, seppure dovessero perdere il primato tra gli elettori, manterranno saldamente quello di deputati e senatori, che peserà tanto quanto oggi.

Il dilemma di Salvini
Il pallino però ce lo avrà la Lega. Salvini continua a ripetere che il governo andrà avanti. E questa probabilmente è davvero la sua volontà al momento. Ma il vicepremier in camicia verde deve fare i conti anche con l’insofferenza che c’è nel suo partito e nel suo stesso elettorato sui temi tradizionali, del Nord, tanto per essere chiari. Di cui la Tav fa parte a pieno titolo, come si è visto anche dalle pubbliche manifestazioni a sostegno del traforo, portate avanti dalle madamin e dall’intero sistema produttivo. «Il voto in Piemonte ci dirà cosa pensa la gente», risponde il leghista sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti a chi gli chiede se l’Alta velocità si farà.

Chiamparino pronto a dare battaglia
Per questo i riflettori saranno anche puntati sul responso che uscirà dal Piemonte. Il centrodestra vuole strappare l’ultima regione del Nord al Pd. E sulla carta dovrebbe farcela visto che i voti conquistati alle politiche di un anno fa, con la Lega ancora sotto il 20%, gli attribuivano un vantaggio di circa 100mila voti. Ma Sergio Chiamparino, attuale governatore, candidatosi per un nuovo mandato, è un combattente nato. E la Tav è uno dei temi centrali della sua campagna elettorale : «Il ritiro dell’emendamento che inseriva la Tav tra le priorità - ha tuonato - è la prova che la Lega ha sacrificato la Torino-Lione per le poltrone».

Non sappiamo se la maggioranza dei piemontesi crederà a Chiamparino. Ma se così fosse , se la Lega dovesse uscire sconfitta in Piemonte, al di là di quel che sarà il risultato delle europee, il futuro del Governo rischia di essere segnato, perchè l’unica cosa che Salvini non può permettersi è la delusione del Nord, che resta comunque il suo principale serbatoio di voti.

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti