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Il petrolio corre, ma i tagli Opec Plus restano incerti

di S.Bel.


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(REUTERS)

2' di lettura

Il coronavirus rimane la stella polare per il mercato del petrolio, che ieri ha registrato nuovi forti rialzi, superiori al 3 per cento. Il numero dei contagi in Cina – che finalmente ha cominciato a calare – sembra essere l’unico elemento al quale gli investitori attribuiscono importanza e che forse è stato inserito anche nelle impostazioni degli algoritmi che guidano il trading automatico.

È proprio questo l’indicatore che gli operatori scrutavano con maggiore attenzione, come aveva dichiarato Bob McNally, analista indipendente di Rapidan Energy, in una recente intervista al Sole 24 Ore: «Se nei prossimi giorni ci sarà un forte declino del numero di contagi, allora sapremo che l'epidemia ha raggiunto un picco e la visione ottimista prevarrà».

L’ottimismo ha già riportato il Brent vicino a 56 dollari al barile, dopo che solo lunedì 10 era sceso ai minimi da oltre un anno, toccando quota 53,11 dollari. Il Wti è intanto rimbalzato sopra 51 dollari, incurante del fatto che la settimana scorsa negli Stati Uniti le scorte di greggio sono salite di ben 7,5 milioni di barili, il doppio rispetto alle previsioni degli analisti.

Almeno negli Usa i consumi tengono. La domanda è anzi piuttosto robusta, rileva l’Eia (tant’è che gli stock di carburanti sono scesi di oltre 2 mb) Ma non si può certo dire che le preoccupazioni sulla domanda siano superate, né che l’Opec Plus sia pronta a compensare ogni eccesso di offerta.

In Russia le compagnie petrolifere hanno incontrato il ministro dell’Energia, Alexandr Novak, manifestando disponibilità a proseguire i tagli di produzione fino a giugno (le attuali misure scadrebbero a fine marzo). Ma Mosca fa ancora sospirare il suo appoggio a tagli extra, per contrastare l’effetto coronavirus.

Lo stesso Novak aveva addirittura emesso un comunicato stampa, martedì 11, per ribadire che sul mercato «la situazione rimane estremamente incerta» e che la Russia sta ancora valutando le scelte che è opportuno compiere».

Il bollettino mensile dell’Opec ha intanto confermato la necessità di tagli supplementari, proprio dell’entità di cui la coalizione sta discutendo.https://www.ilsole24ore.com/art/petrolio-russia-resiste-nuovi-tagli-produzione-ACDn1fHB Il coronavirus per ora ha indotto l’Opec a ridurre le stime sulla domanda di appena 230mila barili al giorno su base annua: poco rispetto all’impatto di 310mila bg previsto dall’Eia (e agli scenari ancora più neri dipinti da alcuni analisti).

Ma l’Organizzazione degli esportatori di greggio – che a gennaio ha estratto solo 28,86 milioni di bg, 510mila in meno rispetto a dicembre – calcola di dover chiudere ulteriormente i rubinetti: bisogna togliere di mezzo 570mila bg nel secondo trimestre, se si vuole evitare un accumulo di scorte.

Il comitato tecnico dell’Opec Plus stimava necessario un taglio extra di 600mila bg tra aprile e giugno, in aggiunta a quello di 2,1 mbg già in vigore, che raccomandava di estendere fino a fine anno. Il vertice della coalizione, fissato per il 5-6 marzo, è omai dietro l’angolo.

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