Lo stato dell'arte

Il piacere della guida è fatto di sicurezza e perfezione tecnica

Il più alto livello di sviluppo ingegneristico non annovera solo supercar e hypercar. Mette in gioco anche l'emozione del pilota e il carattere della vettura.

di Mario Cianflone

LEXUS LC Hybrid, con motore V6 da 3,5 litri (105.500 €).

3' di lettura

State of the art: lo stato dell'arte, il massimo sviluppo raggiunto. Una definizione che nel mondo dell'automotive assume significati quanto mai ampi ed eterogenei, quanti sono, in fondo, i tipi di vetture. Siamo naturalmente portati a credere che lo stato dell'arte nell'auto sia dato da una formula semplice, basata sulle prestazioni in termini dei soliti dati (e forse ormai desueti nella loro novecentesca natura) di potenza, velocità, accelerazione. Effettivamente, questi parametri, ancora oggi, descrivono molte supercar e hypercar, senza, però, poi indicarne la reale capacità di generare emozioni per chi le guida. Perché qui si crea una scollatura tra ingegneria e sensazioni. Perché il piacere di guida talvolta è qual-cosa che esula da uno zero cento effettuato in un battito di ciglia, ma è una somma di fattori, talvolta non misurabili, che creano benessere a bordo e al volante.

Per fare un esempio, Mazda, casa automobilistica di Hiroshima, impregnata di concetti estetico-funzionali giapponesi, utilizza il termine Jinba Ittai, cioè la fusione tra cavallo e cavaliere come se fossero una cosa sola, per indicare quanto le sue vetture, soprattutto le roadster MX-5, siano progettate in ogni minimo particolare per generare un feeling intimo tra l'uomo e la macchina. Anche questo rappre-senta un determinato stato dell'arte, al di là dei freddi numeri delle prestazioni pure.

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Lexus , brand premium della nipponica Toyota, trova il suo stato dell'arte nelle finiture e nella cura maniacale dei particolari delle sue vetture, mentre la razionalità tedesca del motto Vorsprung durch Technik (all'avanguardia della tecnica) è l'alfa e l'omega di Audi. Per i quattro anelli lo stato dell'arte (e la cosiddetta premiumness, cioè l'attitudine a creare valore e qualità) è definito nella raffinatezza ingegneristica. Altri brand fanno del comfort e della sicurezza il proprio obiettivo di massimo sviluppo.

PAGANI Huayra Roadster BC, con motore Pagani V12 60° 36 valvole, 5980 Cc biturbo, sviluppato appositamente da Mercedes AMG (3.085.000 €).

Ovviamente senza ingegneria e tecnologia sopraffina non esisterebbe lo stato dell'arte delle prestazioni, un caposaldo che è appannaggio di poche, pochissime auto, cioè quelle hypercar che superano il concetto di veicolo e di utilità per entrare in un mondo di eccellenza. Stiamo parlando di magnifici oggetti come la leggendaria Pagani Huayra Roadster BC , emiliana estrema e costosissima (tre milioni di euro, solo 40 unità prodotte e 800 cavalli), progettata da Horacio Pagani come se fosse un'opera scultorea. Per il fondatore dell'atelier, tutto dev'essere unico per creare una macchina come se fosse ricavata da un unico blocco di marmo di Carrara.

KOENIGSEGG Gemera, ibrida plug-in da 1.725 cv, con tre motori (da 1.200.00 €).

Ma lo stato dell'arte in una supercar, anzi in una megacar, non è solo prestazioni eccezionali e potenze enormi, ma anche innovazione e originalità. Valori che ritroviamo sulla svedese Koenigsegg Gemera ibrida plug-in da 1.725 cavalli, il cui powertrain è mirabilmente composto da due motori elettrici sistemati sull'asse posteriore, mentre un terzo è abbinato a un piccolo due litri benzina da 600 cavalli. La potenza totale dei motori elettrici è di 1.115 cavalli, ai quali si aggiungono 600 del termico, il tutto in un'ottica di sostenibilità, visto che questa mega GT Phev (sigla che sta per plug-in hybrid, ibrida ricaricabile) percorre fino a 50 km a zero emissioni in elettrico.

FERRARI SF90 Spider, con motore V8, sistema ibrido plug-in da 1.000 cv (473.000 €).

Elettrificazione e ibrido alla spina sono concetti che troviamo, ovviamente, anche nel bagaglio valoriale di Ferrari . La casa di Maranello, spesso considerata lo stato dell'arte in quasi ogni parametro delle sue vetture, ha da poco lanciato la SF90 Spider, variante aperta della sua Phev da 1.000 cavalli.

PORSCHE Taycan Turbo S, con motore da 761 cv e accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 2,8 secondi (da 191.890 €).

Stato dell'arte è un concetto variabile: può rappresentare una sportiva elettrica d'avanguardia come la Porsche Taycan Turbo S , così come un suv compatto come la Volvo XC40 Rech-arge Pure Electric , che fonde la tradizionale eccellenza della casa svedese in fatto di sicurezza con prestazioni da sportiva (scatta da 0 a 100 in 4,9 secondi grazie ai suoi 408 cavalli e una batteria da oltre 400 km di autonomia).

Volvo XC40 Recharge P8 AWD in Glacier Silver

La transizione energetica, dai motori termici a quelli elettrici, i progressi della tecnologia (guida auto-noma) e la mutazione in corso nei consumi (dall'acquisto all'uso) stanno trasformando radicalmente l'automobile e si stanno facendo avanti nuovi concetti di lusso, di premium e di stato dell'arte basati su sostenibilità, fruibilità e servizi a valore aggiunto. Ad esempio Lynk & Co, cinese del gruppo Volvo controllato da Geely, non vende auto, ma offre una formula di membership per utilizzare le vetture come, quando e dove si vuole. Fughe in avanti? Forse sì, anche perché l'estremizzazione di questo concetto rischia di privare l'auto dei suoi valori artistici di design, di originalità e d'ingegno.

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