Riqualificazioni

Il piano dell’Università Lumsa: un campus nel cuore di Palermo

Un progetto che prevede la riqualificazione di 14.000 metri quadrati dell’area dell’ex stazione ferroviaria Lolli acquistata dall’Ateneo da Rfi. Con un investimento stimato di 10 milioni di euro

di Nino Amadore

Il progetto. L’aula magna che si estenderà su 475 metri quadrati e avrà una platea in grado di ospitare 250 persone

3' di lettura

Una biblioteca di oltre 300 metri quadrati, un auditorium, aule, una caffetteria e la risistemazione a verde di un'area abbandonata da tempo. È in sintesi il progetto della Lumsa, la Libera università Maria Santissima Assunta, per lo sviluppo della sede di Palermo che ospita 1.500 studenti e punta a crescere ancora: oggi l’offerta formativa della sede palermitana della Lumsa comprende, nel dipartimento di Giurisprudenza, i corsi di laurea in Giurisprudenza, Economia e commercio, Scienze del servizio sociale e del non profit, Economia e management, Programmazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali, Scienze dell’educazione, Scienze della formazione primaria e la Scuola di specializzazione per le professioni legali. L'offerta di Palermo, poi, può vantare anche 12 master mentre è in arrivo un nuovo corso di laurea in Scienze della comunicazione che formerà comunicatori di impresa.
Un progetto, quello della Lumsa, che ha certamente un valore culturale ma ne ha uno, indiscutibile, urbanistico perché permette di riqualificare e valorizzare un’area centrale della città come la vecchia stazione Lolli da qualche anno servita anche da una stazione della metropolitana cittadina. «Un'operazione culturale di grande spessore – secondo il Giampaolo Frezza, prorettore alla didattica e al diritto allo studio della Lumsa – in una città universitaria come Palermo aperta non solo geograficamente, sul Mediterraneo. Puntiamo molto sullo sviluppo del polo di Palermo ed è in quest'ottica che si configura l’istituzione di un nuovo corso in comunicazione focalizzato sulle esigenze delle imprese e dal respiro internazionale».
Il progetto redatto dall’équipe Opificio Progetti Architettura (capogruppo Sergio Catalano) di cui fa parte lo studio romano che fa capo a Lorenzo Boria prevede il restauro di un’ampia parte dell’area dell’ex Stazione Lolli a suo tempo acquistata da Rfi e la sua riconversione in una vera e propria infrastruttura culturale con una sequenza di spazi aperti e a verde di circa 14.000 metri quadrati – tra cui una piazza coperta da una antica tettoia in ferro e ghisa – che si configura come un vero e proprio parco, riconnettendo via Dante, dove si trova il sistema dei padiglioni ex ferroviari, con via Parlatore dove, presso l'ottocentesco ex Monastero del Sacro Cuore di Gesù, poi Collegio Casa Bianca, è ubicata dal 1999 la sede storica dell'Università Lumsa. Nelle scorse settimane Calogero Beringheli, direttore generale dell’assessorato regionale al Territorio e ambiente guidato da Totò Cordaro, ha dato il via libera alla variante allo strumento urbanistico che è un passo importante nel cammino che porta all riqualificazione dell’area di cui parliamo.
«Con la delibera del dirigente generale della Regione Siciliana che cambia la destinazione d’uso delle aree si avvia il processo che porterà all’ampliamento del Campus – dice il direttore del dipartimento di Giurisprudenza della sede di Palermo, Gabriele Carapezza Figlia – mancano ancora alcune autorizzazioni che saranno acquisite entro l’anno. Nel 2023 partiranno i bandi per le gare d’appalto per la realizzazione degli interventi di recupero previsti dal progetto». Tutti gli interventi , spiegano dall’Ateneo, saranno realizzati con fondi propri e non coinvolgono l'edificio della Stazione Lolli prospicente la piazza, che è di altra proprietà. Per quanto riguarda l’investimento per i dettagli bisognerà attendere i progetti esecutivi in corso di redazione ma secondo stime, ovviamente da confermare, la Lumsa spenderà per questa operazione una cifra superiore ai 10 milioni di euro.
Tornado al progetto è previsto che l’Aula magna, delle dimensioni di 475 metri quadrati (ricavata dall'ex sala torneria), sia realizzata introducendo all’interno del padiglione una platea a gradoni a struttura in acciaio e rivestita in legno: la platea sarà capace di ospitare 250 persone. «Si tratta – spiega Sergio Catalano – di una gradonata a struttura in acciaio e rivestita in legno che può essere utilizzata come spazio di lettura informale oppure come platea per ospitare il pubblico in occasioni di eventi quali presentazioni di libri, seminari. Prevista anche l'apertura di un accesso al parco del Campus dalla Via Dante». Anche la biblioteca (nell’ex sala riparazione delle locomotive), delle dimensioni di 368 metri quadrati e che ospiterà 20 mila volumi, è organizzata intorno ad un nuovo oggetto architettonico collocato al centro dello spazio interno del padiglione.

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