CONTE A DOHA 

Il piano del Governo: Qatar mercato di sbocco per le Pmi del lusso

di An.C.


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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha incontrato l'emiro Tamin bin Hamad al-Thani (foto Ansa)

2' di lettura

A fine ottobre la trasferta nella piccola monarchia del Qatar del vicepremier leghista Matteo Salvini. Oggi, a distanza di cinque mesi, a entrare nel Palazzo dell’emiro Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, è il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Dubai, leader mondiale nella produzione di gas naturale liquido, è uno degli interlocutori principali del governo giallo verde nel Golfo (a novembre l’emiro era in visita in Italia).

La strategia: Qatar mercato di sbocco per le Pmi del lusso
Il piccolo emirato nel Golfo, nella strategia italiana, potrebbe trasformarsi in una piazza favorevole anche per le pmi, in particolare per il Made in Italy di lusso. Oggi nel paese sono presenti le grandi aziende: da Salini a Eni fino a Leonardo. Il Qatar ha dovuto fare i conti, nel giugno del 2017, con l’embargo diplomatico ed economico promosso nei suoi confronti dai “fratelli arabi” di Arabia Saudita, Emirati arabi uniti, Bahrain ed Egitto. Alla base di questo strappo, l’accusa sostenuta dai quattro: Doha sostiene il terrorismo internazionale di al-Qaida e dello Stato islamico. Il boicottaggio ha avuto un impatto negativo sul Pil. Doha, che da gennaio è fuori dall’Opec (su sua scelta; era membro dal 1961), ha annunciato che aumenterà la produzione di gas naturale del 43% entro il 2024.

Conte: incontro che rafforza amicizia e cooperazione
Ora il Qatar si trova nella condizione di dover aumentare la propria influenza per contrastare il boicottaggio messo in atto dai vicini arabi. Il rapporto con l’Italia rappresenta, da questo punto di vista, un passo nella direzione di quell’obiettivo. «È un incontro che rafforza l’amicizia e la cooperazione tra i due Paesi - ha sottolineato Conte, al termine dell’incontro con l’emiro al-Thani -. Ci sono delle ottime opportunità per rafforzare questi scambi economici e commerciali. Alcuni settori come quello energetico ci vedranno sicuramente rafforzare i nostri legami».

Il comune interesse alla stabilizzazione della Libia
Ai rapporti commerciali, si sovrappongono gli aspetti geopolitici. L’Italia sostiene il premier Fayez Serraj. Ma le recenti aperture del governo giallo verde all’uomo forte della Cirenaica, il generale Khalifa Haftar, non sono sfuggite ad al-Thani. L’emiro sostiene, assieme alla Turchia, i Fratelli Musulmani, che in Libia fanno riferimento al presidente dell’Alto Consiglio di Stato Khaled Mishri (sebbene quest’ultimo nei giorni scorsi si è dimesso dal partito). È proprio il sostegno ai Fratelli Musulmani a esser costato al Qatar l’isolamento diplomatico e commerciale nel Golfo.«Entrambi vogliamo la massima stabilità in Nord Africa e in Libia in particolare - ha spiegato Conte -. Siamo consapevoli che se si dovesse tardare a raggiungere una stabilizzazione del Paese e una pacificazione attraverso libere elezioni, i rischi di una escalation militare aumenterebbero. Dobbiamo cercare assolutamente di assecondare il processo di pace».

Intanto Haftar sposta truppe verso ovest
Intanto la pagina Facebook del Comando generale delle Forze armate libiche riferisce che Haftar ha spostato nell’ovest della Libia «diverse unità militari» dell’Esercito nazionale libico (Lna) di cui é comandante generale. L’obiettivo è ripulire quell’area «dai resti di formazioni terroriste che si trovano nei loro ultimi nascondigli nella zona occidentale». L’espressione “formazioni terroriste” é usata dallo Lna per intendere non solo l’Isis o al-Qaida ma anche milizie che controllano territori occidentali nelle aree di Tripoli e Misurata.

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