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Il piano della Lombardia per trasformare i rifiuti in risorse

La Giunta lombarda ha approvato il nuovo Programma Regionale di Gestione dei rifiuti verso l'economia circolare (PRGR)

di Flavia Carletti

3' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La Lombardia è tra le regioni più avanzate in Europa per l’economia circolare e fa da locomotiva per il resto dell’Italia. Con il nuovo Programma Regionale di Gestione dei rifiuti e bonifiche “piano verso l'economia circolare” (PRGR-PRB) approvato dalla Giunta lombarda su proposta dell'assessore all'Ambiente e Clima, Raffaele Cattaneo, si punta a migliorare ancora per consolidare questa posizione di leadership, con l’obiettivo di ridurre ancora di più in conferimenti in discarica . Il Programma, per Regione Lombardia, è uno strumento di programmazione che incrementerà i già elevati standard qualitativi della raccolta differenziata, oltre a orientare in modo integrato le politiche in materia di prevenzione, riciclo, recupero, smaltimento rifiuti e gestione siti inquinati da bonificare. In questo modo sarà possibile trasformare i rifiuti in risorse. «Regione Lombardia si conferma all'avanguardia, approvando un piano rifiuti che guarda alla sostenibilità ambientale. L'economia circolare è infatti già una realtà nella nostra regione. Regione Lombardia, in questo piano, definisce in maniera integrata le politiche di prevenzione, riciclo, recupero e smaltimento dei rifiuti, nonché di gestione dei siti inquinati da bonificare, trattando il rifiuto come risorsa, riducendone ulteriormente la produzione e incrementando i già elevati standard qualitativi della raccolta differenziata, così da garantire un ancor più ampio riutilizzo e riciclo dei rifiuti come materia prima seconda», ha commentato l’assessore Cattaneo.

Obiettivo differenziata all'83,3% nel 2027

Il piano prevede dei programmi specifici in base alle singole aree di intervento: il Programma di prevenzione, il Programma di gestione dei rifiuti da imballaggi, il Programma di riduzione dei RUB (Rifiuti urbani biodegradabili), il Programma Regionale di Bonifica delle aree inquinate (PRB), cui si aggiungono due approfondimenti particolari per i fanghi di depurazione e per l'amianto. Per quanto riguarda i rifiuti urbani, bisogna partire dai dati, ricordando che nel 2020 la raccolta differenziata in Lombardia ha raggiunto una media del 73,3%, con il 20% dei Comuni stabilmente sopra l’80%, grazie soprattutto alla raccolta porta a porta (effettuata da oltre l’80% dei Comuni): attraverso questo piano l’obiettivo è di arrivare al 2027 all’83,3 per cento. Secondo i dati del 2019, la percentuale di riciclo media in Lombardia è del 54,9% e ha anticipato di sei anni il conseguimento dell'obiettivo nazionale previsto dalla revisione della Direttiva 2008/98/CE. Sul fronte degli impianti, non emergono criticità o necessità di nuove strutture di incenerimento per i rifiuti urbani e speciali non pericolosi, anzi. La Lombardia ha mostrato una piena autosufficienza e in più riesce a rispettare il principio di prossimità: l’87% del Rifiuto urbano residuo (RUR) è stato trattato all'interno della provincia di produzione.

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Ancora più efficienza in riciclo rifiuti speciale

Sul fronte dei rifiuti speciali, in base ai dati del 2018, sono state prodotte quasi 33 milioni di tonnellate di rifiuti, di cui il 92% è costituito da rifiuti non pericolosi e il restante 8% da rifiuti pericolosi. Complessivamente i rifiuti speciali rappresentano circa l'87% della produzione totale dei rifiuti lombardi. La gestione attuale dei rifiuti speciali avviene per l'81% attraverso il recupero di materia, per il 3% mediante il recupero di energia e per il restante 16% mediante attività di smaltimento. Il 14,5% dei rifiuti speciali prodotti in Lombardia viene inviato fuori Regione. La rete impiantistica regionale gestisce poi, oltre ai flussi dei rifiuti speciali lombardi (circa 70% del totale ricevuto), anche rifiuti provenienti da fuori Regione (circa 20%) e dall'estero (circa 10%). Si tratta di rifiuti che vengono prevalentemente utilizzati nella prospettiva dell'economia circolare, come materia prima seconda (metalli, legno) per nuove produzioni. E per quanto riguarda il riciclo, il programma prevede l’efficientamento dei processi e dei criteri precisi per la localizzazione dei nuovi impianti e per le modifiche di quelli esistenti.

Il piano comprende anche un programma di bonifica

La Regione Lombardia con questo piano si è anche data il target di liberare il territorio dall’amianto entro il 2027, mentre per i fanghi da depurazione si profilano scenari futuri che vanno dall’utilizzo di quelli di alta qualità in agricoltura al recupero del fosforo, essenziale per fertilizzare i campi e che attualmente arriva quasi totalmente da fuori Europa. Infine, il piano include un programma di bonifica delle aree inquinate, che mira a delineare un quadro aggiornato delle criticità presenti sul territorio lombardo e a proporre un insieme di azioni da attuare, nel breve e medio termine, volte a garantire e migliorare lo svolgimento dei procedimenti di bonifica e a perseguire più efficacemente l'obiettivo generale di eliminare, contenere o ridurre le sostanze inquinanti in modo da prevenire e limitare i rischi per la salute e per l'ambiente connessi alla contaminazione dei suoli, restituendo a nuovi usi e funzioni porzioni di territorio attualmente compromesse.

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