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Il piano Mediobanca all’esame della squadra di Del Vecchio

Delfin, in veste di primo azionista di piazzetta Cuccia con poco meno del 10%, pronta a esaminare il piano che presenterà l'ad Alberto Nagel per il triennio

di Marigia Mangano


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Leonardo Del Vecchio (Imagoeconomica)

2' di lettura

Leonardo Del Vecchio ha già fatto sapere come, secondo lui, dovrebbe muoversi Mediobanca: meno dipendenza dalla partecipata Generalie da Compass, e maggiore sviluppo e internazionalizzazione dell’attività di merchant bank. Suggerimenti che hanno un loro peso alla luce della posizione costruita dal patron di Luxottica nel capitale della banca milanese. Delfin, la holding della famiglia dell'imprenditore di Agordo a cui fanno capo investimenti nella finanza e nel gruppo Essilor-Luxottica, ha oggi poco meno del 10% del capitale di Mediobanca. Un pacchetto che, dopo l'uscita di UniCredit e il ridimensionamento del socio storico francese Vincent Bolloré, fa di Del Vecchio il primo azionista.

Il piano triennale
Il nuovo piano triennale, che sarà presentato oggi dall'amministratore delegato della banca, Alberto Nagel, sarà così il primo “terreno” su cui si misurerà il rapporto tra il management e il nuovo socio forte di Mediobanca. Nagel, secondo quanto si apprende, è orientato a far parlare i fatti e i numeri di piazzetta Cuccia, e a presentarsi così con risultati inattaccabili fra un anno al termine del mandato suo e del consiglio di amministrazione. Dunque, gli obiettivi e le strategie per il prossimo triennio saranno in continuità e nel segno della diversificazione.

Delfin alla finestra
L’idea è di dare un nuovo colpo di acceleratore nel credito al consumo e soprattutto nel wealth management anche con acquisizioni importanti, se si presenteranno opportunità, senza trascurare lo sviluppo dell'investment banking in Europa. Finora i risultati non sono mancati e gli investitori hanno apprezzato ancor prima dell'arrivo di Delfin. Da inizio anno il titolo ha guadagnato quasi 50% e l’istituto oggi vale in Borsa oltre 9 miliardi. Sarà sufficiente tutto ciò per Del Vecchio e il suo braccio destro Francesco Milleri, ad di Luxottica? Di certo i documenti e i target che saranno predisposti per i prossimi anni saranno studiati attentamente da Del Vecchio, convinto che sia necessario “rafforzare” sempre di più Mediobanca per difendere la partecipata Generali, di cui Delfin detiene direttamente il 5%.

Il target Generali
Proprio guardando al futuro di Trieste che Del Vecchio si è mosso e sembra pronto ora a rafforzarsi ancor di più in Mediobanca, presentando la richiesta alla Bce per superare la soglia del 10% e puntando in rapida successione verso il 20%. Una quota, raccontano negli ambienti a lui vicini, giudicata dal grande imprenditore di Agordo sufficiente per “sostenere” qualsiasi operazione di Trieste attraverso Mediobanca. Una Mediobanca che, a suo avviso, ha bisogno di soci forti prima di tutto, meglio se italiani.

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