Batterie al litio

Il piano Midac diventa di interesse europeo

di Silvia Pieraccini

2' di lettura

Il piano di produzione integrato della Midac Batteries Spa di Soave, Verona, diventa di interesse comune europeo. L’azienda veronese, tra i partecipanti al secondo Progetto di Interesse Comune Europeo (IPCEI) sulle batterie di nuova generazione, ha ottenuto un investimento complessivo di 104 milioni di euro per tre progetti innovativi.
Nascerà così tra Soave e Cremona il primo impianto di produzione batterie litio integrato in Italia.
Midac ha ottenuto il via libera per lo sviluppo di tre progetti innovativi relativi alla produzione, al riutilizzo e alla gestione sostenibile del fine vita delle batterie al litio: permetteranno all’azienda di realizzare il primo impianto di produzione batterie litio integrato in Italia, per un investimento complessivo di 104 milioni di euro. L’azienda così sarà in grado di produrre le proprie batterie al litio con il riutilizzo delle materie prime derivanti dal riciclo delle batterie esauste, conformemente ai principi della circolar economy, garantendo così il rispetto della filosofia “verde” di Midac.
In particolare, il primo progetto riguarda il processo di selezione e recupero delle batterie a fine vita, che consente di inviare quelle non riutilizzabili ad un impianto di riciclo con una capacità pari a 30.000 ton/anno e di utilizzare quelle ancora funzionanti in applicazioni less demanding. In questo modo le batterie possono vivere una seconda vita, riducendo l’impatto ambientale e aumentando le percentuali dei materiali recuperati dal 60% a oltre il 90%.
Il secondo progetto riguarda lo sviluppo di un nuovo impianto di produzione delle celle basata sulla tecnologia di terza e quarta generazione, che consentono ricariche più rapide, autonomia e sicurezza maggiori. Il terzo progetto è relativo allo sviluppo dell’elettronica di gestione delle batterie, che, grazie all'ausilio dell'intelligenza artificiale, permetterà di allungarne la vita.
Il piano di realizzazione del nuovo impianto, della durata complessiva di 7 anni, rappresenta «un'irripetibile occasione per l'azienda e per l'intero comparto italiano ed europeo per ricavarsi un ruolo da protagonista nel settore della tecnologia di accumulo agli ioni di litio, e per sviluppare, anche in Europa, l'intera filiera tecnologica che ruota attorno a questa tecnologia così strategica», spiegano in azienda.

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