NNOVATION DAYS

Il Piemonte è apripista: aziende e Regione insieme per la ripartenza

Un tavolo tra l’istituzione e la locale Confindustria per definire le priorità nell’utilizzo dei fondi Ue. Cirio: «Occasione unica». Gay: «In arrivo 13 miliardi». Oltre 1.200 iscritti all’evento

di Redazione economia

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Il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, all’Innovation Days, ieri

Un tavolo tra l’istituzione e la locale Confindustria per definire le priorità nell’utilizzo dei fondi Ue. Cirio: «Occasione unica». Gay: «In arrivo 13 miliardi». Oltre 1.200 iscritti all’evento


3' di lettura

Una tappa degli Innovation Days del Sole 24 Ore in Piemonte. Per raccontare, con 1.200 persone collegate, «Il Piemonte che riparte», chi dopo il lockdown è andato più veloce di prima e chi, grazie alla spinta degli investimenti, gioca un ruolo sul fronte dell’innovazione e tiene il mercato. Una crisi straordinaria quella innescata dalla pandemia, che mette i territori di fronte ad sfide altrettanto importanti, con opportunità tutte da definire alla luce delle risorse straordinarie in campo. «Tra Recovery Plan e nuova programmazione europea il Piemonte potrà contare su 13 miliardi di risorse nei prossimi anni» è l’analisi di Marco Gay, da luglio scorso alla guida di Confindustria Piemonte, seguita all’introduzione del direttore del Sole 24 Ore, Fabio Tamburini.

Regione e industriali sono già al lavoro per definire un Piano di sviluppo industriale per il Piemonte da costruire a partire dal patrimonio di risorse della programmazione europea 2021-2027. «Si tratta di una occasione unica – sottolinea il presidente del Piemonte Alberto Cirio – per lavorare ad una programmazione fatta su misura rispetto alle esigenze della nostra manifattura». La capacità di spesa delle Regioni italiane, è il ragionamento di Cirio, resta molto bassa: «Basti pensare che il Piemonte è la prima regione per gli impieghi del Fondo sociale europeo e siamo soltanto al 50%». Se le risorse restano in cassaforte è perché, aggiunge Cirio, non hanno il giusto tiraggio, non sono adatte alla domanda che arriva dai territori o i bandi risultano troppo complessi. «La Regione in questa fase è permeabile alle istanze delle imprese – insiste – vogliamo sfruttare questa fase straordinaria per fare una programmazione di concerto con le imprese per ottenere il massimo dell’efficacia».

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Le imprese hanno voglia di reazione, lo ripete Marco Gay che riprende l’idea del Patto per l’Italia lanciata durante l’ultima assemblea di Confindustria per dire che «lavorare insieme, pubblico e privato, in questa fase non solo è giusto ma è anche responsabile». La sfida è quella di accelerare la trasformazione digitale dell’industria. «Il Piemonte deve mettere insieme le sue competenze industriali con una spinta sull’innovazione – aggiunge – per poter attrarre investimenti».

Due i progetti su cui la Regione ha scommesso, insieme al Comune di Torino e alle categorie, per concorrere alle risorse del Recovery Plan: da un lato il Manufacturing and Technology Center di Mirafiori, con il Politecnico di Torino, dall’altro la Città dello Spazio, in collaborazione con Leonardo. Il rettore Guido Saracco le definisce comunità di innovazione e conoscenza, dove convivono grandi player accanto a Pmi, start up e mondo della ricerca accademica.

Una delle chiavi di lettura principali per il tessuto industriale piemontese, fatto di industry “mature” come Auto e Spazio, è la forte alleanza con il mondo dell’Accademia. «Abbiamo deciso di rivedere i percorsi formativi riprogettandoli con le imprese» sottolinea saracco. Il modello è la Laurea in Design dell’Auto sviluppata insieme a Fca. La co-progettazione dunque, accanto all’impegno verso la formazione professionalizzante e la ricerca applicata fatta con le aziende per aumentare, è l’obiettivo, l’impatto della formazione sulla società.

La preoccupazione tutta politica del Governatore del Piemonte riguarda le procedure: «Il Paese ha risorse ferme, il tema è come spenderle bene e in fretta, il Governo decida nuove procedure» aggiunge Cirio. Quanto al Mes, tema sensibile, Cirio ribadisce che «il punto è far sì che queste risorse scarichino a terra i loro effetti in maniera veloce». Torino e il Piemonte si allineano ai “radar” di Cdp che, come evidenzia Marco Pessione, responsabile Sviluppo commerciale Nord di Cdp Imprese, «ha aperto una nuova sede a Torino da tre settimane». Un punto di accesso, «che consentirà di supportare oltre 12.600 imprese e oltre 1.300 enti pubblici in Piemonte e Valle d’Aosta e di valorizzare le sinergie con i partner bancari e le istituzioni». L’obiettivo è la crescita sostenibile dei territori «In Piemonte, nel biennio 2019-2020 – aggiunge – abbiamo servito 3.500 imprese per oltre 500 milioni di risorse mobilitate, abbiamo poi chiuso due finanziamenti da 12,5 milioni l’uno per supportare il piano investimenti in ricerca e innovazione del Gruppo Prima Industrie e di Guala Dispensing».

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