ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùRiqualificazioni urbane

Il Piemonte offre 500 aree dismesse pronte per essere reindustrializzate

Da Confindustria un progetto per rivitalizzare aree industriali inutilizzate

di Filomena Greco

2' di lettura

Trentatrè chilometri quadrati di aree libere o dismesse, classificate secondo parametri strategici come la distanza da caselli autostradali o snodi portuali, dimensioni del sito e possibilità di ampliamento, destinazioni d’uso, stato di conservazione dei fabbricati, servizi connessi o disponibilità di banda ultralarga. È la mappatura a cui ha lavorato Confindustria Piemonte per censire ex poli industriali o fabbriche disponibili, con un obiettivo: favorire gli investimenti, rendere più semplice i contatti con potenziali investitori, velocizzare procedure di riqualificazione di aree, in chiave logistica o green, rivitalizzare aree inutilizzate contenendo il consumo di suolo e favorire processi di rigenerazione urbana.

L’iniziativa su 560 aree

L’iniziativa riguarda in totale oltre 560 aree in tutte le province piemontesi, 263 libere e 301 dismesse. E ha come obiettivo puntare su cento aree – «100 Aree per il Piemonte» – da inserire in un vero e proprio catalogo dell’offerta localizzativa per nuovi insediamenti produttivi, articolato su di una selezione di aree tra le più attrattive a disposizione, selezionate secondo parametri oggettivi di attrattività, associato ad una piattaforma web per la consultazione georeferenziata dei siti selezionati. «Vogliamo contribuire alla riconversione di questi siti – spiega Cristina Manara di Confindustria Piemonte – non solo in chiave industriale ma anche per il terziario o l’artigianato, sulla spinta di esigenze nuove emerse dopo la pandemia che di fatto favoriscono iniziative di reshoring o investimenti per la creazione di hub logistici più vicini ai clienti».

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La collaborazione con la Regione

La collaborazione con la Regione Piemonte punta a definire un vademecum o un regolamento su documenti e tempi burocratici per semplificare le procedure, una volta individuati i siti potenzialmente attrattivi. In linea generale poi la Giunta Cirio ha scommesso 45 milioni di risorse europee per l’attrazione di investimenti sul territorio piemontese. L’avvio del progetto coincide con la nuova fase di programmazione dei fondi europei e incrocia le risorse del Pnrr, dunque potenziali risorse per affrontare, ad esempio, le necessità di bonifica e risanamento dei terreni o per rilanciare progetti legati ad esempio alla Hydrogen Valley.

Il precedente

L’esperienza ha un precedente importante, la collaborazione con il Comune di Torino e l’area metropolitana nel Progetto “Trentametro”, il Dossier delle opportunità insediative con i 30 siti più attrattivi disponibili sul mercato. «Una esperienza che sta funzionando – aggiunge Manara – e che conta già una decina di siti acquisiti o recuperati».Confindustria, insieme alle associazioni territoriali, lavora da anni sulle aree da reindustrializzare e ha collaborato con Finpiemonte o con Ceip ad alcuni dossier “di successo” come il nuovo polo logistico Kering a Trecate, i centri di distribuzione Amazon di Novara, Alessandria, Vercelli e Torrazza, il polo logistico nazionale di Lidl a Carmagnola, l’acquisto da parte della società intermodale tedesca CargoBeamer di aree nello scalo ferroviario Domo2 di Domodossola, l’acquisizione da parte di Lannutti di una vasta area a Fossano, i due investimenti per 600mila di metri quadrati di «Tortona Green Logistics Park» (Aquila Capital) e di cascina Zerba a Castellazzo Bormida (Pragaquattro Center Siing Spa) per un totale di 270mila mq di nuovi magazzini.

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