innovazione

Il Piemonte sale sull’aereo senza pilota

di Filomena Greco


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(Imagoeconomica)

3' di lettura

Il futuro per il distretto piemontese dell’aerospazio sarà il drone europeo. Ci stanno già lavorando i tecnici di Leonardo Finmeccanica, che a Torino ha il suo stabilimento di riferimento per lo sviluppo delle tecnologie del settore difesa (ex Alenia Aermacchi). La sfida industriale però riguarda l’intero distretto piemontese, che sui velivoli senza pilota (gli Uav, Unnamed aerial vehicle), sebbene in ambito civile, lavora da anni e che si candida a giocare un ruolo nel futuro sviluppo di queste tecnologie.

Anche grazie all’esperienza delle piattaforme tecnologiche promosse dalla Regione Piemonte, ha avviato una collaborazione con i principali attori economici e industriali dell’aerospazio italiano. Un settore che pesa nel complesso oltre 12 miliardi di euro e che in Piemonte vanta oltre 280 Pmi, un giro d’affari che supera i tre miliardi e mezzo e quasi 15mila addetti.

E se nel settore della Difesa la “macchina europea” per lo sviluppo del futuro Drone in realtà si è già messa in moto, il mercato delle applicazioni civili si sta strutturando velocemente. Una parte delle future produzioni nell’ambito del programma Male 2020 potrebbero essere realizzate a Torino, esattamente come per Eurofighter. «Al team di definizione e sviluppo in ambito europeo partecipano tecnici aeronautici di Torino e tecnici sistemistici della parte difesa di Leonardo. È già partita la fase di definizione del progetto che durerà due anni, a cui seguiranno quattro-cinque anni di sviluppo per giungere alla fase produttiva vera e propria» ha spiegato Filippo Bagnato, Capo della Divisione Velivoli di Leonardo durante la presentazione a Torino dell’Eurofighter numero 500 assemblato nello stabilimento di Caselle. «Il Progetto per un Drone europeo – spiega Bagnato – cui partecipano Italia, Germania e Francia, prevede lo sviluppo di un sistema aereo non pilotato per missioni di lunga durata e in grado di volare a medie quote». L’obiettivo per l’Italia è replicare numeri e impatto industriale del Programma Eurofighter, ancora in pieno svolgimento. Con importanti ricadute occupazionali e sull’indotto.

Tra le imprese che in questi anni hanno lavorato allo sviluppo di tecnologie per i velivoli a guida remota c’è la Eicas Automazione, azienda che opera anche nell’automotive e nell’automazione industriale. «Lavoriamo su tecnologie di frontiera – spiega Gabriella Caporaletti, direttore generale di Eicas Automazione – e abbiamo messo a punto una tecnologia abilitante in grado di determinare in maniera accurata (determinazione autonoma di assetto di satellite da misure stellari, ndr.) la posizione di un veicolo al fine di determinarne gli spostamenti e l’interazione con gli oggetti circostanti. Questa tecnologia l’abbiamo poi sviluppata e testata insieme a Leonardo per le applicazioni sui velivoli senza pilota». La Mito, società con sede a Torino, ha lavorato allo sviluppo della “consolle” di controllo e di gestione delle missioni di volo dei uav. «Abbiamo lavorato anche sui sistemi per garantire l’interazione tra velivoli di diverse dimensioni in missioni congiunte – spiega Daniele Marchetto, ad di Mito – con l’obiettivo industriale di affinare i sistemi di sorveglianza a bordo e non a terra».

In tema di velivoli senza pilota, riassume Pierpaolo Antonioli, presidente Ceipiemonte, in Centro per l’internazionalizzazione partecipato da Regione, Comune, Camere di commercio, Università e Politecnico, «la competitività del Piemonte si fonda su tecnologie all’avanguardia, sviluppate da un sistema di imprese in grado di misurarsi con key player internazionali. Non a caso la nostra regione partecipa da sempre ai più importanti saloni, come gli air show Le Bourget e Farnbourough, e ha dato vita all’unica business convention internazionale per l’industria aerospaziale in Italia, Aerospace & Defense Meetings, che Torino ospiterà il 29 e 30 novembre».

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