Il bando

Il Piemonte stanzia 10 milioni per ripopolare i borghi montani

Incentivi per l'acquisto e la ristrutturazione di immobili da destinare a prima abitazione
Le domande possono essere presentate dal 2 novembre prossimo: termine ultimo il 15 dicembre 2021

di Marco Panzarella

Scelta di vita. Tra i requisiti richiesti dal bando regionale quello di trasferire la propria residenza e dimora nei comuni montani piemontesi che non superano i 5 mila abitanti

4' di lettura

Ripopolare i piccoli comuni, attraverso incentivi per l’acquisto e la ristrutturazione di immobili da destinare a prima abitazione.

È l’obiettivo del bando “Residenzialità in montagna” promosso dalla Regione Piemonte, che per il 2021 ha stanziato 10 milioni di euro. I requisiti principali per accedere sono quattro: essere cittadini dell’Unione europea, trasferire la propria residenza e dimora abituale nei comuni montani piemontesi che non superano i 5 mila abitanti, essere maggiorenne e non essere nati prima del 1955 e, infine, non avere già ricevuto alcun contributo pubblico per l’acquisto di un’abitazione. Le domande possono essere presentate a partire dal 2 novembre prossimo con scadenza fissata al 15 dicembre 2021.

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«Negli anni passati la politica ha lavorato per portare i servizi nelle terre alte – spiega il vicepresidente della Regione Piemonte Fabio Carosso, tra i promotori dell’iniziativa – così da incentivare le persone a trasferirsi. Noi pensiamo, invece, che sia necessario dare uno stimolo alle famiglie sotto forma di incentivi. E se la gente arriva, siamo certi che arriveranno anche i servizi».

Per ogni progetto l’importo minimo erogabile è pari a 10 mila euro, mentre la cifra massima che può essere stanziata è 40 mila euro. Nel bando è chiarito, inoltre, che l’entità massima del contributo erogabile, in caso di acquisto, non può essere superiore al 50% del totale delle spese, mentre nel caso di recupero di immobile già di proprietà, non superiore al 50 per cento dell’importo dei lavori.

L’incentivo regionale è cumulabile con altri contributi e agevolazioni, ad esclusione di interventi per i quali è stato richiesto il Superbonus. Nel caso in cui, però, il contributo sia richiesto sul solo acquisto dell’abitazione, le condizioni del bando regionale si applicheranno solo all’acquisto e non agli eventuali successivi lavori di recupero edilizio. In questo caso quindi via libera alla maxi detrazione del 110 per cento.

«I sindaci del territorio sono entusiasti - aggiunge Carosso - per il 2021 contiamo di finanziare trecento progetti e siamo già al lavoro per il bando 2022. Ci aspettiamo tante adesioni dai giovani tra i 30 e i 50 anni, il bando in fondo è dedicato a loro».

Incentivi a parte, lasciare la città per un piccolo comune, soprattutto se si tratta di una borgata montana, non è una scelta semplice. Lo sa bene Fabrizio Favaro, 40 anni, che tre anni fa insieme alla moglie e ai due figli di 2 e 5 anni ha deciso di compiere il passo. Oggi la famiglia vive a Ostana, un piccolo centro a 1500 metri d’altitudine, incastonato nelle montagne della Valle Po, in provincia di Cuneo. Qui al 31 maggio 2021 l’Istat contava 88 abitanti.

«Mia moglie è originaria di Ostana – racconta Favaro - e quando abbiamo avuto l’occasione di trasferirci l’abbiamo fatto, lasciando la vecchia casa di Carmagnola, in pianura. Non ci siamo mai pentiti anche se tanta gente pensa che la vita in montagna sia soltanto poesia. In realtà non è così, ci sono dei momenti molto duri, soprattutto durante la stagione invernale. Ogni mattina, tanto per fare un esempio, tocca spalare la neve e liberare l’auto, però è questa la vita che volevamo per noi e per i nostri figli. Per portarli a scuola bisogna prendere l’auto e lo stesso per andare in farmacia, ma rispetto a cinquant'anni fa, anche grazie alle nuove tecnologie, si riesce a fare tutto».

Ostana non è un borgo qualsiasi. Qualche anno fa rischiava di scomparire, ma grazie all'impegno di alcuni cittadini, su tutti l'ex sindaco Giacomo Lombardo, è riuscito a sopravvivere e a rilanciarsi dal punto architettonico e culturale. Fabrizio è un agente di commercio e ogni giorno per lavorare si sposta in auto, mentre sua moglie insegna a valle, poco più di un quarto d’ora per arrivare in classe. «Mi auguro che il bando aiuti davvero chi desidera questo tipo di vita e non diventi un’occasione per gli speculatori. Di sicuro, comprando casa da queste parti si risparmia, mentre le spese sono identiche a quelle di chi vive in città, basti pensare al riscaldamento e al carburante per spostarsi». Gli indecisi temono l’isolamento, ma per Fabrizio questo non è mai stato un problema. «Facciamo molta più vita sociale adesso rispetto a quando vivevamo a Carmagnola. Non ci sentiamo affatto isolati e neppure vogliamo fare gli eremiti. Il sabato e la domenica molti amici vengono a trovarci, ci guardiamo i bimbi a vicenda, si riscoprono rapporti umani che in condominio non esistono. E poi a Ostana l’età media si è notevolmente abbassata, di recente ci sono state due nascite e altre potrebbero arrivarne da giovani coppie che da poco si sono trasferite».

Chi ha abbandonato la montagna per poi fare dietrofront è Paolo Bertramino, allevatore residente insieme alla moglie a Bobbio Pellice, 730 metri sul livello del mare, in provincia di Torino. «Avevamo deciso di trasferirci in pianura, a Barge, nel Saluzzese, ma alla fine siamo tornati tra i nostri monti. In fondo qui non abbiamo difficoltà particolari e fare la spesa al negozietto ha tutto un altro gusto, anche in termini di qualità.

Tra mucche e capre gestiamo il caseificio e un piccolo b&b che nei weekend si riempie. È vero, per vivere in montagna bisogna rinunciare a qualche comodità, ma in compenso si ottengono tranquillità, spazio e soprattutto meno stress». Sul bando regionale Bertramino aggiunge: «L’iniziativa è positiva, ma intanto bisogna fare in modo che questi luoghi non si spopolino, ad esempio offrendo incentivi mirati a chi già ci vive. Quando ero piccolo in borgata vivevano tante famiglie, adesso ne rimangono tre o quattro». Tra gli “ambasciatori” della vita tra i monti vi è senza dubbio il meteorologo Luca Mercalli, che nel suo libro “Salire in montagna” racconta la scelta di ristrutturare una vecchia baita nel cuore delle Alpi Cozie, dove oggi trascorre gran parte del suo tempo. «Le città diventeranno sempre più calde - spiega - e proprio il cambiamento climatico è stato decisivo per la mia scelta. Fino a ieri per molte persone i grandi centri erano una scelta obbligata, ma adesso con internet è possibile lavorare da casa. Grazie al telelavoro consumiamo di meno non utilizzando auto e mezzi, è in questo modo che si ottiene un vero risparmio energetico».

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