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Il Pil Usa frena a +2,6% nel quarto trimestre ma batte le attese

di Marco Valsania


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Il porto di Long Beach nella contea di Los Angeles (Afp)

3' di lettura

NEW YORK - L'economia americana ha perso smalto nel quarto trimestre del 2018 ma consente a Donald Trump, almeno per ora, di tirare un sospiro di sollievo. Nel giorno del summit con la Corea del Nord fallito e troncato da disaccordi e all'indomani di una drammatica testimonianza giurata in Congresso del suo ex avvocato e faccendiere Michael Cohen su tutti gli scandali che lo assediano, la Casa Bianca ha potuto contare su una sorpresa positiva giunta dal Pil: se la crescita negli Stati Uniti ha rallentato il passo, nonostante i venti contrari notati dalla Federal Reserve e che soffiano dal palcoscenico globale è riuscita a spuntare una marcia del 2,6% nel quarto trimestre del 2018. Ha insomma frenato nettamente rispetto al 3,4% dei precedenti tre mesi e al 4,2% del secondo trimestre 2018; meno però di quanto temuto, battendo attese ferme al 2,2 per cento.

Nel 2018 crescita al 2,9%
Per l'intero anno scorso l'espansione americana - se misurata paragonando quarto trimestre 2018 a quarto trimestre 2017 - ha anche superato la soglia di una crescita del 3%, raggiungendo il 3,1 per cento. Sopra quindi, in questo calcolo, al target promesso dall'amministrazione e stimato dalla stessa Fed, visto che il suo chairman Jerome Powell aveva stimato un andamento “quasi” al 3% nel recente intervento semestrale in Parlamento sulla politica monetaria. La previsione di Powell è stata però in realtà esatta considerando un altro metodo di misurare la crescita annuale, che considera l'intero output 2018 rispetto al 2017: questa lettura ha mostrato un'espansione del 2,9 per cento.

Pil al traino dei consumi
La crescita nell'ultimo scorcio del 2018 è stata guidata da un aumento del 2,8% nei consumi, che rappresentano oltre due terzi dell'output Usa e hanno contribuito per più di 1,9 punti percentuali alla crescita. Hanno tuttavia esibito anche sintomi di maggior fragilità, dopo che nel terzo trimestre erano saliti in maniera piu' convinta, del 3,5 per cento. Gli investimenti aziendali non residenziali, che comprendono attrezzature, software e ricerca, hanno invece accelerato facendo segnare un benvenuto incremento del 6,2 per cento. Gli investimenti in proprieta' intellettuale hanno in particolare evidenziato un'impennata del 13,1 per cento. Nell'insieme questa componente ha contribuito oltre 0,8 punti alla crescita, riscattando preoccupanti battute d'arresto nei mesi precedenti (erano lievitati solo del 2,5% nel terzo trimestre). Sostegno e' arrivo inoltre dalle scorte di magazzino delle imprese (+0,13 punti), mentre qualche ostacolo e' stato creato dalla bilancia commerciale (che ha risentito delle guerre dei dazi e limato 0,22 punti dall'andamento del Pil) e da rallentamenti nella spesa pubblica federale. Uno dei fattori piu' negativi e' stato rappresentato dal settore immobiliare, che ha sofferto una contrazione del 3,5 per cento.

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Previsto un rallentamento nel 2019
Soprattutto sono gli interrogativi sul futuro dell'espansione a non essere svaniti al cospetto della nuova performance. L'economia statunitense è entrata nel 2019 con ancora con qualche spinta propulsiva dalla riforma delle imposte firmata da Trump, che ha abbassato le tasse aziendali, e dalle continue politiche accomodanti e prudenti della Banca centrale, tanto che si avvia a diventare la più lunga di sempre attorno a giugno, quando dovrebbe entrare nel suo undicesimo anno. Ma all'orizzonte, secondo gli analisti e la Fed, si stagliano nuovi ostacoli che vanno dalle continue incertezze sul commercio alla debolezza emersa in Europa e Asia, fino alle incognite domestiche, dalle polemiche politiche all'esaurimento previsto dello stimolo fiscale. La Fed, che ha da poco deciso uno stop delle sue strategie di normalizzazione della politica monetaria proprio in considerazione di simili tensioni, pronostica un'espansione in rallentamento al 2,3% quest'anno e un tasso di crescita potenziale nel lungo periodo limitato all'1,9 per cento.

Più immediatamente stanno aumentando le stesse scommesse su una recessione, che possa forse bussare alle porte l'anno prossimo anche se con ogni probabilità non nel corso del 2019.

Dato in ritardo per lo shutdown
Il dato sul Pil del quarto trimestre 2018 aveva tenuto tutti con il fiato sospeso molto più a lungo del solito: è arrivato in ritardo di un mese - era previsto il 30 gennaio - a causa dello shutdown record del governo federale per le polemiche sul budget avvenuto a cavallo di vecchie e nuovo anno e che ha paralizzato la raccolta e l'elaborazione di alcune statistiche economiche.

Riproduzione riservata ©
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    Marco ValsaniaGiornalista

    Luogo: New York, Usa

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Economia, politica americana e internazionale, finanza, lavoro, tecnologia

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